CONVOCATO IN REGIONE IL TAVOLO DEL LATTE

Feb 19, 2015 | Altre Notizie | 0 commenti

La più grande operazione di mungitura pubblica mai realizzata per salvare il latte Made in Italy organizzata lo scorso 6 febbraio dalla Coldiretti, in piazza del Campidoglio ed in contemporanea nelle principali piazze italiane e che ha visto la massiccia partecipazione di Ministri del Governo, Governatori, Sindaci, politici, esponenti della cultura in segno di solidarietà e sostegno agli allevatori italiani, ha prodotto i primi effetti positivi.
Infatti, anche nel Lazio, è stato convocato su richiesta della Coldiretti Lazio e si è riunito oggi presso la Regione, il tavolo di lavoro sul latte, come già avvenuto nelle scorse settimane al livello nazionale su disposizione del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina per affrontare con urgenza il problema del prezzo del latte alla stalla sceso a livelli insostenibili al punto da non coprire neanche i costi di produzione costringendo migliaia di imprese alla chiusura.

“Un incontro che ha posto le basi di un nuovo percorso per la riorganizzazione della filiera lattiero/casearia”. È quanto dichiara Saverio Viola, direttore della Coldiretti di Latina e Frosinone, a conclusione del tavolo convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Sonia Ricci, sul prezzo del latte alla stalla.
Al centro dei lavori proprio il tema della formazione del prezzo alla stalla penalizzato da un insostenibile squilibrio delle posizioni di forza tra gli operatori della filiera, pesantemente a favore di un mondo industriale che continua ad abbassare i prezzi su un prodotto di grande valore per i consumatori.

Il prezzo del latte fresco moltiplica più’ di quattro volte dalla stalla allo scaffale con un ricarico del 328% che è esploso nell’ultimo anno per il taglio del 20% nel compenso riconosciuto agli allevatori mentre il prezzo al consumo tende addirittura ad aumentare. Il latte viene pagato agli allevatori in media 0,35 centesimi al litro, con un calo di oltre il 20% rispetto allo scorso anno, mentre al consumo il costo medio per il latte di alta qualità è di 1,5 euro al litro, di qualche centesimo superiore allo scorso anno.
“Occorre mettere fine-ha detto durante i lavori il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri- a quelle che si configurano come vere e proprie pratiche sleali da parte dell’industria di trasformazione. Anche nel Lazio è necessario lavorare ad un tipo di contratto nel quale da una parte il periodo contrattualizzato non sia più ridotto a qualche mese lasciando nell’incertezza gli allevatori ma piuttosto a valenza pluriennale, e dall’altra che il prezzo riconosciuto faccia riferimento ai costi che vengono sostenuti dalle nostre aziende”.
Nel Lazio, nell’ultimo anno, hanno chiuso circa 850 stalle con la perdita silenziosa di circa 1000 posti di lavoro e con effetti drammatici sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale.
Nel corso del tavolo Coldiretti Lazio denunciando i rischi provenienti dall’importazione di latte e cagliate che nel Lazio, nel solo 2014 hanno raggiunto un valore di oltre 20 milioni di euro, ha chiesto all’Assessore Sonia Ricci l’impegno a lavorare in sinergia con il Ministro Martina a rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine in tutti i prodotti lattiero-caseari.
“E’ fondamentale- ha concluso Granieri- che anche la GDO regionale contribuisca a garantire al consumatore una maggiore trasparenza sull’origine del latte attraverso un chiaro ed omogeneo segno per l’indicazione della zona di mungitura in etichetta, soprattutto per il latte a lunga conservazione e per i derivati che ancora non prevedono tale obbligo”.
Perentorio il commento del direttore regionale della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia. “Ora basta chiacchiere. Auspico che il tavolo convocato su nostra richiesta dall’assessore Sonia Ricci produca risultati concreti e strutturali a favore dei nostri produttori di latte. Le industrie e i grandi gruppi internazionali puntano, attraverso il taglio continuo del prezzo del latte all’origine, alla chiusura delle stalle italiane. Coldiretti non lo consentirà. Siamo pronti, visto anche il grande successo della maxi mungitura pubblica, a tornare in piazza, anche a manifestare ad oltranza se ciò dovesse servire alla salvezza delle stalle italiane. Il tavolo in Regione Lazio va bene – conclude Aldo Mattia – ma dia subito risultati concreti e significativi”.

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