Politica

Costini: “Chiarezza sulla presunta telefonata del sindaco Petrangeli”

Leggo nella cronaca locale di un quotidiano, una dichiarazione della consigliera Massimi che mi lascia basito ed indignato. L’autorevole esponente del PD locale, intervenendo nella querelle susseguente alla notizia del “ravvedimento operoso” effettuato dall’attuale Sindaco, per non aver pagato per 3 anni la TARSU su un immobile di sua proprietà, afferma tra l’altro:….al di là del merito non si chiede la testa del giornalista”, confermando una voce che si era diffusa in città di una telefonata del primo cittadino all’editore di una testata  dove lavora il giornalista che ha fatto uscire la notizia. La credibilità della consigliera Massimi, politica stimata e rispettata anche nel fronte avverso, che ha ricoperto incarichi importanti sia in sede amministrativa che politica, la testata che riporta la notizia, notoriamente vicina e sodale all’attuale amministrazione, il virgolettato e la non smentita fanno ritenere veritiera e fondata la dichiarazione stessa. Credo che sia a questo punto necessario ed urgente, a salvaguardia del tessuto democratico di questa città, che i consiglieri di maggioranza ed opposizione chiedano un immediato chiarimento su quanto avvenuto a seguito dell’uscita dell’articolo, poiché se realmente Simone Petrangeli ha avuto l’arroganza e la sconsideratezza di chiamare, non il giornalista, anche per insultarlo come era suo diritto, non il proprio legale per denunciarlo, ma il datore di lavoro, non necessariamente per chiederne la testa, ma anche solo per intimorirlo, saremmo di fronte ad uno degli atti più gravi ed infamanti che un amministratore può compiere. Grave perché la libertà di stampa è uno dei principi fondanti di una convivenza democratica, infame perché colpire una persona sul lavoro è un atto vigliacco. Io non so se il Sindaco si debba dimettere per i 300 euro pagati in ritardo, questo attiene alla sua sensibilità ed alla sua coerenza, ma sicuramente se la telefonata è stata fatta, il sindaco si deve dimettere per inadeguatezza al ruolo. E credo che in questo caso a chiederlo non dovrebbe essere l’opposizione, ma tutto il consiglio e le forze sociali, al fine di ribadire che la libertà di opinione è un principio intoccabile, e che il lavoro non può essere utilizzato come arma di ricatto. Mi auguro che i consiglieri di maggioranza e minoranza al più presto presentino un’interrogazione urgente per fare chiarezza su un episodio che mai avrei creduto di poter anche solo ipotizzare.

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