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COSTINI: QUALCUNO SALVI L’ASSESSORE ASOCIALE

Leggo di una richiesta di accesso agli atti dei consiglieri De Marco e Donati, per “ vedere chiaro sulla gestione degli asili nido negli anni passati, e per capire se le graduatorie di accesso abbiano seguito il regolamento comunale”. E credo sia un’iniziativa indubbiamente meritoria, che rientra a pieno nei compiti e negli obblighi di un consigliere comunale. Un solo dubbio: possibile che si pongano il problema oggi, dopo oltre 3 anni che governano il comune? E possibile che la giunta, gli assessori, della loro maggioranza in tutto questo tempo non abbiano sentito la necessità di fare chiarezza su quanto avveniva? Questo mi sembra alquanto strano, possibile che per tre anni i solerti paladini dell’onestà e della trasparenza, non abbiano sentito l’esigenza, quantomeno di chiedere ai propri assessori cosa accadesse nella gestione degli asili comunali. Distratti? Non ancora in grado di comprendere appieno quale fosse il proprio ruolo? Può essere, ma certo il sospetto che tutto questo avvenga dopo la defenestrazione, politica, di un valido funzionario, e che tutto questo agitarsi altro non sia che una scusante a posteriori, per giustificare un atto che altrimenti potrebbe essere letto come mera arroganza di potere, beh almeno un leggerissimo sospetto sovviene. Ridicola una maggioranza, che non ha il coraggio neanche di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità politiche ed amministrative, e va cercando giustificazioni nelle procure. Ridicoli giustizialisti a mezzo servizio, non una parola con un assessore indagato, non una parola dopo le dichiarazioni velenose di un segretario comunale, ma pronti a mettersi le vesti bianche dei templari, per difendere l’arroganza di un amministratore che al di là dei proclami ideologici e delle frasi ad effetto, si è caratterizzata solo per la capacità di litigare con qualsiasi suo collaboratore. Ma tant’è, l’ordine di scuderia oggi è difendere l’assessore all’asocialità, costi quel costi. Anche essere ridicoli.

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