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DE LELLIS, ONCOLOGIA: “COME STAR MEGLIO CON UN TRUCCO”

“Come star meglio con un trucco”. Giovedì, al DH di Oncologia del de’ Lellis diretto dalla dott.ssa Ceribelli, un Laboratorio di make-up per le pazienti oncologiche. Un progetto della Direzione Aziendale che concorre al raggiungimento dell’obiettivo sull’umanizzazione e contribuisce a migliorare la qualità della vita delle pazienti

Giovedì 10 novembre dalle 15,30 alle 17,30, presso DH di Oncologia dell’Ospedale de’ Lellis diretto dalla dottoressa Anna Ceribelli, si terrà l’iniziativa “Come star meglio con un trucco”; un Evento voluto dalla stessa Ceribelli e sostenuto dalla Direzione Aziendale dell’Asl di Rieti, realizzato con l’ausilio della Walce Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe), che prevede, in occasione del mese mondiale di sensibilizzazione nei confronti del Tumore del Polmone, un programma di laboratori di make-up indirizzato alle donne affette da patologia oncologica per aiutarle ad affrontare meglio le terapie.
Il progetto concorre al raggiungimento dell’obiettivo sull’umanizzazione delle cure, poiché rappresenta un intervento pratico e di supporto che, aiutando a migliorare l’aspetto fisico delle donne, contribuisce a migliorarne la qualità di vita, favorendo altresì una miglior adesione alle cure ed offrendo un ulteriore stimolo nella lotta quotidiana contro la malattia: Un’esperienza importante che offre alle donne la possibilità di riappropriarsi della propria femminilità e di riconquistare, in un momento di fragilità ed insicurezza, autostima, benessere e fiducia in sé e nel proprio corpo.
L’iniziativa tiene in considerazione sia la tipologia di trattamento cui le pazienti sono sottoposte, sia le caratteristiche delle pazienti, quali ad esempio l’età e la percezione dei problemi legati all’aspetto fisico. Durante l’Evento, alla presenza del direttore della Unità Operativa Complessa di Oncologia del de’ Lellis dottoressa Anna Ceribelli, saranno presenti alcuni degli operatori sanitari che lavorano in ambito oncologico (medici, infermieri, operatori socio sanitari, psicologi), allo scopo di offrire alle pazienti un supporto multidisciplinare, visti i risvolti sulla qualità di vita e sul benessere psicologico che un’immagine di sé compromessa dalla patologia oncologica può determinare.

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