Nelle ordinanze di sgombero e demolizione finora emanate a Amatrice, e nelle procedure effettivamente attuate, non è stato rispettato lo stato di “proprietari delle macerie” di quelli che ancora sono i proprietari degli immobili.
Secondo la normativa vigente, non costituiscono in ogni caso rifiuto i resti dei beni di interesse architettonico, artistico e storico, dei beni ed effetti di valore anche simbolico.
Basta sgomberi senza preavviso. Basta demolizioni senza i proprietari.
Le demolizioni e la rimozione dei resti degli edifici crollati costituiscono una fase imprescindibile e urgente del processo di ricostruzione, ma devono procedere, come prevede la legge, in modo da non danneggiare, disperdere o distruggere componenti con significativo valore intrinseco.
Il Comitato Civico 3e36 chiede il rispetto del diritto al recupero: lasciateci segnalare dove sono gli elementi di pregio degli immobili prima che una ruspa finisca di distruggerli. Fateci presenziare alla demolizione di quel che resta delle nostre case. Fateci accedere ai siti di stoccaggio a tentare di riprenderci i nostri “sassi”.
In quelle “macerie” c’è la storia e l’identità di un popolo.
Amatrice, 20/2/2017
Comunicazione sul sito ufficiale del Comitato 3e36:
http://www.comitato336.it/index.php/2017/02/17/demolizioni-movimentazione-delle-macerie-il-comitato-chiede-rispetto-della-normativa-e-del-diritto-al-recupero/
Comunicato ufficiale (al Sindaco di Amatrice, alla Regione Lazio, agli altri soggetti interessati, e p.c. a Procura e Prefettura di Rieti):
http://www.comitato336.it/wp-content/uploads/2017/02/Comunicato_3e36_macerie.pdf






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