Ecco il progetto del nuovo alberghiero

Feb 17, 2012 | Altre Notizie | 0 commenti

di Ottorino Pasquetti

Ecco per la prima volta mostrato al grande pubblico il bel progetto vincitore del concorso per la costruzione del complesso edilizio dell’Istituto professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Ranieri Antonelli Costaggini”. Lo ha redatto un gruppo di giovani tecnici: gli architetti Virgilio D’Annibale e Lino Desideri, gli ingegneri Alessio Carucci e Roberto Buccioni, il geometra Fabio Francescangeli. Per la grafica ha collaborato l’architetto Elena Micheli, per i rilievi geologici lo studio di F.Sabatini e T.Uffreduzzi. I progettisti hanno inteso la scuola – lo hanno specificato nella loro relazione tecnica – come un microcosmo nel quale si consumano altre attività connesse all’apprendimento: le relazioni, le amicizie, le emozioni.

“E’ un luogo, la scuola, dotato di vita propria – hanno scritto per spiegare i loro intendimenti – parallela e nello stesso tempo separata dal resto della città, ma contigua ad essa”. Infatti, il nuovo Alberghiero nascerà a breve nello stesso luogo dove avranno sede i convitti per oltre trecentocinquanta studenti. L’istituto sarà costruito a cinquecento metri di distanza da Porta Romana, sulla destra della Salaria per Roma, quasi al bivio della strada per le Terme di Fonte Cottorella. Quando sarà realizzato e formerà un complesso coordinato al convitto, sarà il luogo ove passerà gran parte del giorno una comunità di poco meno di millecinquecento persone tra docenti, studenti, personale non docente, qualcosa come una piccola città mossa dai presupposti di formare giovani da immettere in un ambito lavorativo dove c’è capienza di posti. L’Alberghiero è scuola aperta al futuro e alla conoscenza del sistema internazionale dell’ospitalità e dell’enogastronomia. Sotto questo aspetto ha in preparazione un viaggio d’istruzione nel nord Europa che si svolgerà a breve come ogni anno. Con la Sabina Universitas rappresenta un richiamo d’interesse nazionale che ben si lega al Master post-lauream in “Scienze Gastronomiche e Patologie alimentari” che  persegue l’obiettivo di formare “gli operatori economici nel campo delle scienze gastronomiche, ma anche di offrire una conoscenza approfondita degli alimenti, del loro valore gastronomico e delle loro benefiche proprietà nutrizionali”.

I progettisti del nuovo Alberghiero hanno tenuto a specificare che quello della scuola di prossima costruzione sarà “uno spazio entro cui trovano posto diversi ambiti con differenti funzioni e differenti tempi di utilizzo”. La grande costruzione sarà un complesso articolato in tre macro ambienti, diversi uno dall’altro, ma in grado comunque di dialogare tra loro e generare un continuo flusso dinamico di utenti negli spazi che lo costituiscono. Non era facile il tema proposto, dato il tipo di scuola che è insieme albergo, ristorante, laboratori per lo svolgimento di funzioni differenziate secondo gli indirizzi professionali seguiti dagli studenti. I progettisti hanno così risposto ad una specie di imperativo categorico: impara facendo ed a questo si sono attenui ed hanno cercato di seguire tale sintetico programma.

“Si è così pensata una struttura dinamica evoluta – hanno chiarito nella relazione del progetto vittorioso – e all’interno di questo concetto si è operato sulla composizione architettonica, determinando la fusione di più elementi contrapposti per funzioni e volumetria: l’edificio-albergo-convitto preesistente, alto, compatto, dalla forma ad arco; il corpo dell’edificio scolastico lineare e trasparente; il blocco ovest composto dalle volumetrie concentrate nell’aula magna e della palestra attestate sulla lineare tipologica del corpo scolastico”.

Per ora del grande Polo alberghiero sarà realizzato il primo lotto, essendo già stata espletata la gara d’appalto da parte della Provincia di Rieti che è l’ente da cui dipende l’Alberghiero, stando all’entità dei finanziamenti che consentono la costruzione della cosiddetta fascia delle aule posta a sud e composta di tre piani. Nel secondo lotto sono compresi i laboratori su due piani e quindi il blocco ovest con l’aula magna, la palestra e la biblioteca.

Da dove l’ispirazione del gruppo dei progettisti? Essi l’hanno dichiarano all’inizio della relazione dove hanno posto una citazione di William Lescaze, un architetto svizzero famoso per aver firmato i progetti del Museum of modern art di New York e di un grattacielo di 32 piani a Filadelfia, assieme al suo collega Howe, in cui i due si proposero e realizzarono strutture e tipologie definite sinteticamente come International style. La seconda citazione è dell’architetto Richard Joseph Neutra, che ha progettato molto in California, tra cui tanti edifici scolastici, e tutti in stile moderno, caratterizzati da fronti in vetro, uso di metalli e l’incorporamento di un’architettura dei giardini che figurano anche nel progetto dell’istituto alberghiero ove sulle terrazze saranno realizzati importanti spazi verdi.

Assai interessante è la soluzione data “all’ingresso della scuola che è posto sotto la lamina di connessione, un portale in muratura rivestito di una struttura in lamiera, con pareti in vetro. Oltrepassato questo spazio si accede ad un ampio atrio generato dalla sospensione della continuità della fascia delle aule e della struttura muraria della palestra. Di fronte alla porta d’ingresso il locale semiaperto sarà predisposto per il Role Playing, (riproduzione di una situazione vera) simulando così le condizioni tipiche di un albergo”.

Insomma, il progetto rappresenta l’atteso ritorno al ben studiato, al ben ideato ed anche, è sperabile, al ben realizzato.

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