FDI CHIEDE ALLA REGIONE UN CAMBIO DI GUIDA PER LA ASL DEL TERRITORIO

Nov 24, 2020 | Altre Notizie

La misura è colma, Il numero dei positivi al COVID in città e in provincia continua a salire e troppe sono le criticità del nostro sistema sanitario. Qualcosa alla ASL di Rieti non sta funzionando nonostante dalla “stanza dei bottoni” qualcuno si ostini a sostenere il contrario. Non è vero che va tutto bene, che i pazienti, come il personale medico ed infermieristico, lodevole per l’impegno profuso ormai sopra le forze e a rischio contagio, possono contare su una cabina di regia dove chi siede ai posti di comando sa esattamente cosa fare! Ce lo dimostrano ogni giorno le telefonate e i messaggi di cittadini ed associazioni stanchi di un sistema traballante che non ha più basi solide per gestire una pandemia di tale portata. Lo dimostrano le lettere che gli operatori sanitari indirizzano ai loro coordinatori dove si segnalano criticità e disservizi che mettono a repentaglio la salute di pazienti e infermieri. Sottolineando che il personale chiede esclusivamente di lavorare in sicurezza, dando come sempre la sua completa disponibilità per fronteggiare la pandemia in corso o per qualsiasi situazione di necessità.

Ed invece, dall’inizio della seconda ondata, si è tornati a lavorare rincorrendo le emergenze, cercando, grazie al personale rimasto, di prestare assistenza a pazienti COVID e non COVID senza direttive precise tanto che nella notte tra il 7 e 8 novembre un paziente è deceduto nella sala 7, blocco operatorio oculistico diventato rianimazione COVID, con la salma che è stata gestita senza alcuna procedura scritta.
È diverso tempo che la stampa e le associazioni riportano contraddizioni evidenti tra i dati forniti dalla ASL e quelli reali, dovuti ai ritardi nel comunicare l’esito dei tamponi molecolari effettuati al drive in senza dare informazioni su quando sono stati eseguiti. Il tracciamento dei contatti con soggetti positivi e il monitoraggio dei pazienti positivi domiciliari è saltato, anzi non è mai partito, per carenza di personale o magari perché i numeri facevano paura, sono mesi che i cittadini disperati ed impauriti, chiedono una comunicazione chiara .E oggi ci troviamo divisi da un muro invisibile, ma che qualcuno ha costruito, da amici, parenti, conoscenti o nostri concittadini che trascorrono intere giornate dentro un’autoambulanza in un parcheggio in attesa di poter entrare al pronto soccorso.

Non possiamo vederli, parlare con loro, comunicare. Ciò che accade quando varcano le porte lo raccontano i loro messaggi accorati, i racconti di un sistema che è saltato e che si regge ancora in piedi grazie alla passione di medici, infermieri e personale che lavora indefessamente anche dodici ore di fila. Ma non ce la fanno più.
In molti hanno chiesto un potenziamento del personale sanitario che è ormai in minoranza rispetto al numero dei positivi e dei pazienti ricoverati nei reparti COVID. Ma non ci sono soltanto i malati a causa del Coronavirus, perché le altre patologie, anche gravi, affliggono molti cittadini ormai dimenticati in attesa che l’emergenza passi. Tra loro i malati oncologici che hanno visto il reparto di degenza chiuso e il personale impiegato per l’affiancamento nei reparti Covid. Il reparto di oncologia era un’eccellenza e sono molti i pazienti che decidono di recarsi in altri ospedali fuori regione o si vedono costretti a pagare ti tasca propria esami inderogabili. E a rendere ancora più critica una situazione che di chiaro ha ben poco arriva la notizia che gli interventi di Chirurgia Complessa saranno trasferiti al Villa Tiberina Hospital di Roma mentre gli ambulatoriali a Magliano Sabina. Villa Tiberia che ha un passato caratterizzato da denunce, dichiarazioni di insolvenza e truffe che anni fa hanno portato all’amministrazione straordinaria. Viene da domandarsi come mai la scelta sia caduta proprio su Villa Tiberia?

L’ospedale De’ Lellis sta diventando un ospedale COVID dove per altro le urgenze non sono gestite con chiarezza. A questo punto, come Fratelli d’Italia chiediamo perché , a parte l’onorevole Paolo Trancassini, nessuno dei Parlamentari del territorio si sia mosso, chiediamo, come più volte auspicato dal Presidente Mattarella, che le scelte e le criticità siano condivise con i territori, infine chiediamo all’assessore D’ Amato di porre attenzione nella nomina del futuro Dirigente ASL di Rieti , valutando attentamente titolo professionale , curriculum e capacità perché, se si dovesse proseguire come operato fino ad ora e con le medesime figure verticistiche, non ci stupirebbe che, con la scusa del Covid, si arriverà al tanto temuto declassamento del nostro nosocomio! Come Fratelli d’Italia attendiamo una risposta celere e chiara dalla Regione.

Il coordinamento cittadino e regionale di FDI

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