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FEDERICO DIONISI SI RACCONTA AGLI ALUNNI DI VILLA REATINA

Dopo Andrew Howe, Federico Dionisi. Un altro campione ha incontrato gli studenti della scuola secondaria di I grado di Villa Reatina raccontando le esperienze e i sacrifici che lo hanno portato dal campo di Cantalice a calcare i prati degli stadi di Serie A. Ed è con emozione che l’attaccante del Frosinone (5 reti e molti assist in questa stagione, l’ultimo gol al Milan domenica scorsa) ha risposto a una lunga serie di domande degli alunni, molti dei quali frequentano il laboratorio sportivo del professor Paolo Petrucci. Ad accogliere Dionisi anche il dirigente scolastico Paola Testa, il sindaco di Cantalice Silvia Boccini, i suoi primi allenatori e compagni di squadra, oltre a una rappresentanza di giocatori della formazione Giovanissimi cantaliciana. Un tributo all’atleta ma anche all’uomo che ha saputo mantenere intatti i valori dell’amicizia e dell’umiltà nei confronti del paese e della città che lo ha lanciato nel calcio professionistico. Presentato dalla compaesana professoressa Maria Teresa Beccarini, Federico ha raccontato aneddoti, curiosità, episodi e stile di vita che appartengono alla sua vita di calciatore professionista, spiegando anche quali sono le caratteristiche della sua dieta dettata da un nutrizionista che segue la squadra.
“Sono molto legato alle mie radici – ha confessato – e cercherò sempre di tenere alto il nome di Rieti con il mio impegno in campo. La nostra città è bellissima e spesso non riusciamo a valorizzare tutte le sue potenzialità soprattutto affinché vengano offerte maggiori opportunità ai giovani. Mi auguro che si possa crescere, in questo senso”.
A proposito di crescita, moltissimi studenti lo vedrebbero bene in azzurro: “La maglia della nazionale è un sogno anche per me – conclude – ma mi rendo conto che è una cosa difficilissima, perché in Italia ci sono tanti giocatori di alto livello. Continuerò a impegnarmi al massimo per fare bene con la maglia del Frosinone puntando alla salvezza. Il mio vero obiettivo è quello”.

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