FRANCO GRAMENZI: “CON JJ FRAZIER PLAY OFF FINALMENTE ALLA PORTATA DI RIETI”

Ago 13, 2018 | Basket, Sport | 0 commenti

Di: Valerio Pasquetti

Franco Gramenzi, classe 1963, si appresta ad iniziare l’ennesim stagione sulla panchina della Benacquista Latina. Anche quest’anno il coach teramano sarà avversario di Rieti.

Eppure, il periodo più importante della fulgida carriera del coach abruzzese ebbe inizio proprio nell’Umblicus Italiae, ormai 4 lustri or sono. “E’ trascorso tanto tempo da allora, tutti ci siamo invecchiati, qualcuno non c’è
più. Ma di Rieti e dei reatini serbo un ricordo caro ed affezionato. E poi, nei confronti della vostra bella
cittadina, rimango debitore di una promozione: chissà che, presto o tardi, non riesca a saldare questa mia involontaria mancanza?”. E già. Perché Franco Gramenzi da Teramo è uno tra gli allenatori più vincenti di questa Lega.“In carriera ho fatto 10 promozioni, tutte bellissime, tutte egualmente importanti. Giunsi a Rieti
nell’estate del 1998, chiamato dall’allora GM, Attilio Pasquetti, che ero reduce già da 3 promozioni dalla B2 in
B1: con Campli, Teramo e Scafati. Poi ne ho fatte addirittura 5 dalla B1 in A2: Teramo, Capo d’Orlando,
Veroli, Barcellona Pozzo di Gotto e Ferentino nell’ordine. Una dalla A2 in A1, con Teramo. In gioventù vinsi anche un campionato di serie D. Insomma, ho fatto mie tutte le finali alle quali ho partecipato, fuorché una: Rieti! Tuttavia ho tratto opportuni insegnamenti da quella cocente delusione che ho tesaurizzato in appresso e che mi ha consentito di fare bene ovunque sia andato”. Gramenzi fu a Rieti nell’estate del 1998. Il basket rinasceva per merito di Davide Angeletti. La originaria Sebastiani era stata cancellata e nel 1997 la città rimase senza pallacanestro.

Angeletti, con la stretta collaborazione di Attilio Pasquetti e di Luigi Simeoni, rilevò il titolo di B2 di
Sant’Antimo. “Desio rinunciò alla sua partecipazione al campionato di B1 e così fummo incredibilmente ripescati come primi aventi titolo. La squadra era quella di Sant’Antimo. Io portai con me da Teramo due giocatori fidati: Cortese e Bonazzi. C’erano Martina, Tedeschi, Spinelli che a 18 anni disputò un torneo incredibile e ancora De Rosa e Profeti come cambi dei lunghi. A Rieti rilevammo Petroni e Putignani.
Su questo scheletro innestammo due giocatori di valore assoluto: Pippo Frascolla ed il povero Lollo Alberti (scomparso prematuramente qualche anno dopo per un male incurabile, ndr). La squadra, la Virtus Rieti, in tenuta arancione, giocava bene, con sfacciataggine. Vivemmo una stagione regolare incredibile, classificandoci secondi, ma soltanto per la differenza canestri, dietro la favoritissima Mestre. Tuttavia pagammo nei play off l’esagerato dispendio di energie e un paio di infortuni che limitarono le nostre punte di diamante, Frascolla ed Alberti. Così uscimmo nei quarti dei play off, per mano di Bergamo guidata in panchina da un giovanissimo Lino Lardo”. Franco Gramenzi rivive ancora oggi, come fosse di stretta attualità, la finale persa l’anno successivo contro il Castelmaggiore. “E’ stata la delusione più grande della mia carriera. Dovemmo inchinarci alla forza ed alla profondità del Franciacatene. Ma uscii distrutto da quella partita. Ricordo che me ne andai a Roma e passeggiai freneticamente fino all’alba nel tentativo di assorbire la botta. Che non ho assorbito. Ancora oggi ripenso con viva rabbia all’esito di quella partita maledetta”.

Franco Gramenzi ora vive a Ferentino e lavora a Latina, ma la sua città, Teramo, resta nel cuore. “Durante gli ultimi, tragici e tremendi terremoti che hanno colpito il centro Italia, si è parlato poco di Teramo e invece la mia città ha subito ferite profonde e danni importanti.
Metà dei miei concittadini sono stati costretti ad abbandonare Teramo e oggi vivono lungo la costa, in appartamenti in affitto, col contributo dello Stato. Il sisma è stato un trauma duro da assorbire anche per il mondo imprenditoriale teramano che stenta a riprendersi. Ciò dà ancor più valore alla doppia promozione che conseguii a Teramo nell’arco di due stagioni consecutive: dalla B1 in A2 e, l’anno successivo, dalla A2 in A1. E’ successo soltanto a Teramo, a Rimini con Carlton Myers e in un’altra città della quale non ricordo il nome”. Tuttavia la nuova stagione di A2 incalza. Le 3 promozioni e le 5 retrocessioni inducono ad essere prudenti ed a lavorare con ancora maggiore impegno. “Con la dirigenza pontina, abbiamo deciso d’investire larga parte del budget su tre
giocatori di sicuro affidamento: Lawrence, Fabi e Baldassarre. Ma dovremo assemblarci in corso d’opera”. Gramenzi ha allenato moltissimi e grandi giocatori in carriera. “Lo straniero che ricordo come il più forte in assoluto è Tyrone Grant: pigro e un po’ indolente, ma tremendamente efficace. Lo prendevamo in giro perché non ci capacitavamo di come potesse catturare 6 rimbalzi offensivi di media un centro che non saltava neanche il quotidiano la Gazzetta dello Sport”. Se la ride, Gramenzi, rammentando questi aneddoti e “Mario Boni, il giocatore indigeno
più forte che abbia avuto la fortuna di allenare”, ma subito torna pragmatico. “La Zeus NPC Rieti ha
fatto davvero bingo con JJ Frazier. Ritengo che, in un campionato così equilibrato come sarà il prossimo di A2,
disporre di un giocatore del calibro di Frazier sia un vantaggio indiscusso per gli amaranto celesti”. In
merito ad un presunto ranking di preseason, il coach di Latina ha le idee molto chiare. “Tortona è
fortissima e privilegiata per conseguire la promozione diretta. Subito dietro metto le due romane a pari merito.
Poi Siena, Capo d’Orlando, Scafati e Trapani nell’ordine. Quindi c’è il gruppone delle squadre di centro classifica, con la Zeus NPC che si lascia preferire giusto in virtù di JJ Frazier; senza sottovalutare il
fattore-campo che al PalaSojourner ha la sua bella rilevanza a differenza di quanto può accadere in molte altre città che militano in questo stesso campionato. I play off, quest’anno, sono davvero alla portata di Rieti”.

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