Politica

Giunta Petrangeli: “Non si bada più a spese”

di SONIA CASCIOLI

In maniera sempre più insistente si sente parlare di epurazione degli assessori tecnici, di rimpasto di giunta, di allargamento della squadra di governo. E tranne qualche voce isolata, dispersa nella melassa di una certa parte della comunicazione locale che concede crediti evidentemente immeritati, il tutto passa ancora una volta etichettato nel contenitore “per il bene della città”.

Proviamo a raccontare, ancora una volta, le cose come stanno realmente: a poco più di un anno dall’insediamento dell’allegra brigata Petrangeli, il Sindaco di “Mettici del Tuo” ha issato bandiera bianca e se non fosse stato per il pronto intervento di chi fino ad oggi ha tessuto le fila di una politica ai più incomprensibile, il Comune sarebbe già commissariato e in attesa di una nuova investitura popolare.

E, invece, quegli stessi interessi che hanno causato la crisi, atteso il tentativo di accelerare l’adozione di provvedimenti indigesti anche a buona parte dei consiglieri che siedono tra i banchi della maggioranza, oggi costringono Petrangeli, che tutti hanno compreso essere un contenitore assolutamente vuoto, a saltimbancare tra una dichiarazione e l’altra nel disperato tentativo di rendere credibile ciò che credibile non può assolutamente essere.

E vediamo perché. Proviamo a ragionare sui possibili provvedimenti che sarebbero all’ordine del giorno. L’epurazione di anche uno solo degli assessori tecnici rappresenterebbe già di per sé il fallimento di una visione politica che aveva sbandierato proprio l’inserimento di “esperti” nei ruoli chiave del governo cittadino come elemento di straordinaria innovazione capace di assicurare quel necessario slancio propulsivo, pur nel rigore delle procedure. Improvvisamente, se l’epurazione divenisse realtà, queste punte di diamante sarebbero diventate inutili, per molti aspetti sconvenienti, appesantimenti da sostituire con il più classico, e sempre verde, sistema spartitorio delle poltrone. Con buona pace di tutti coloro che in questo vento “rivoluzionario” avevano creduto!

Sull’ipotesi rimpasto, ovvero sul valore di una operazione che già nel nome richiama alla mente vecchi espedienti della politica di bassissimo cabotaggio, prendo in prestito le parole eloquenti di un ex assessore della fallimentare giunta Petrangeli, che ove si concretizzasse la manovra starebbe per essere “rimpastato”, che non troppo tempo fa, analizzando una situazione analoga a quella attuale, stigmatizzava: “Credo che questa amministrazione dimostri continuamente di essere inadeguata e forse più che le dimissioni di un singolo assessore sarebbero auspicabili le dimissioni di tutti e tornare al voto per dare ai cittadini una possibilità in più. Temo invece che finirà con una finta pace magari promettendo come già fatto un rimpasto di giunta e “l’omo campa” lasciando sul tavolo i problemi veri”. Di diverso da allora probabilmente c’è che al posto di una promessa, oggi potremmo assistere concretamente alla finta pace costruita intorno alla spartizione delle poltrone. Sinceramente faccio fatica a capire, tra i due teatrini, quale sia il più triste per i cittadini!

Sull’ipotesi allargamento della squadra di governo, che tradotto in termini poveri significa nono assessore, lascio la parola al Professor Degni, ex enfant prodige della giunta Petrangeli: “Il risanamento del bilancio comunale, fin dall’insediamento della nuova amministrazione, è iniziato dalla riduzione dei costi della politica con un assessore in meno in giunta”. Ed ancora: “Prima di chiedere sacrifici ai cittadini per risanare il bilancio comunale, che è un bene comune per tutti, abbiamo fatto la nostra parte. E’ una
questione di stile, che ci preme sottolineare
”.

Adesso, evidentemente, è finito il tempo delle questioni di stile. E’ arrivato il tempo della spartizione delle poltrone e del soddisfacimento degli appetiti dei partiti, PD in testa checché se ne dica.

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