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“GRUPPO SANNA”, SCUOLE INSICURE: “IL COMUNE RINUNCIA A RISOLVERE IL PROBLEMA”

I numeri sull’edilizia scolastica messi in campo dall’amministrazione comunale di Rieti sono sconfortanti e lasciano spazio a pochi alibi: nessun progetto di adeguamento sismico presentato, né all’Ufficio Ricostruzione né al MIUR. Eppure c’erano decine di milioni di euro messi a disposizione dalla struttura commissariale, con le Ordinanze del 2017 e 2018 relative al secondo piano stralcio, e dal Ministero dell’Istruzione, con la programmazione 2018-2020 dei fondi dedicati all’edilizia scolastica che, solo nel Lazio, andrà a finanziare ben 354 interventi per complessivi 584 milioni di euro.

Oltre a ciò, non è stata eseguita alcuna nuova valutazione della sicurezza ai sensi delle norme sulle costruzioni, lasciando diversi edifici carenti della necessaria destinazione d’uso scolastico.

Prendiamo perciò atto che questa amministrazione, nonostante avesse inizialmente dimostrato la volontà di rapportarsi in modo trasparente e costruttivo con i gruppi di genitori che dal 24 agosto 2016 si battono per le scuole sicure, ha di fatto rinunciato a risolvere attivamente la tragica situazione in cui versa la propria edilizia scolastica.

Ci saremmo aspettati, infatti, un Comune capoluogo soggetto attuatore dei progetti di adeguamento e ricostruzione, come lo sono molti Comuni decisamente più piccoli, ed invece scopriamo solo oggi che già da gennaio 2018 era stato lasciato tutto in mano all’USR (Ufficio Speciale Ricostruzione), con evidente sperpero di fondi e dispendio di tempo.

Basti pensare che solo per la progettazione dell’adeguamento del Marconi si spenderà più di un milione di euro, cioè più di quanto si è speso nel 2011 per adeguare sismicamente l’edificio principale dei Geometri, e che la fine lavori, se tutto andrà bene, non sarà prima del 2024.

Per non parlare poi della scuola primaria di Villa reatina, anch’essa già inserita nelle Ordinanze commissariali del luglio 2017 ma ugualmente delegata ad una ingessata struttura commissariale, nonostante si aveva la possibilità di accelerare i tempi della ricostruzione sfruttando la progettazione già avviata per il completamento del complesso di Campoloniano.

Oggi avremmo avuto sicuramente una scuola antisismica in più (250 alunni in sicurezza, una palestra e laboratori), dimezzando i costi di realizzazione, ed invece si è riusciti a sfasciare persino quel poco di buono che era stato fatto dalla precedente amministrazione.

Il tutto, sempre senza alcun dibattito pubblico e senza la convocazione di un consiglio comunale o di una commissione lavori pubblici.

Preso atto di ciò e considerando anche i ritardi accumulati per quei lavori già progettati dalla Provincia di Rieti nonché i ritardi nell’installazione di moduli scolastici provvisori, non possiamo far altro che chiedere al Governo un intervento immediato e deciso per scongiurare una tragedia annunciata, qualora si verificasse il massimo terremoto atteso con epicentro a Rieti.

L’auspicio, che vorremmo fosse raccolto dal Sottosegretario Crimi, è quello di mettere tutti gli Enti locali nelle condizioni di operare celermente al proprio interno, con obblighi stringenti nei tempi dei procedimenti di adeguamento e ricostruzione ma garantendo comunque i requisiti di trasparenza e democrazia che richiederebbero almeno opere strategiche come le scuole e che l’accentramento in atto verso la struttura commissariale non può garantire.

Gruppo genitori “Filippo Sanna”

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