Il Garante dei detenuti Marroni: «Istruzione e cultura fondamentali per assicurare il reinserimento sociale dei detenuti»

Ott 31, 2013 | Altre Notizie | 0 commenti

La campanella dell’anno scolastico 2013/2014 è suonata anche per i detenuti/studenti delle scuole elementari, medie e superiori delle 14 carceri della Regione Lazio. Già da qualche giorno, infatti, sono cominciate le lezioni per i reclusi iscritti ai corsi scolastici. I detenuti coinvolti nelle attività scolastiche sono oltre 600, cui devono essere aggiunti tutti gli studenti che frequentano l’Università, in tutto più del 10% della popolazione detenuta nel Lazio.

L’avvio delle lezioni è una buona notizia per il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni secondo cui, «l’istruzione è un elemento fondamentale per far crescere, in tutte queste persone, una vera e propria cultura della legalità che, poi, dovrebbe essere lo scopo principale del periodo di carcerazione, come previsto dall’art. 27 della nostra CostituzioneFrequentare le scuole in carcere non significa, infatti, solo migliorare la propria istruzione e conseguire un titolo di studio ma soprattutto contribuire alla crescita e alla futura reintegrazione sociale dei detenuti».

Questo il dettaglio, carcere per carcere, delle attività scolastiche avviate:

CIVITAVECCHIA Casa di Reclusione: è operativa una III media con 8 iscritti ed un corso di alfabetizzazione in lingua italiana con 9 frequentanti. Sono attive le lezioni dell’IPSIA (III anno) Operatore elettrico con 5 iscritti, mentre si è in attesa dell’attivazione del I anno IPSIA.

CIVITAVECCHIA N.C.: La scuola media “Flavioni” tiene corsi di alfabetizzazione per adulti e di scuola media sia per il maschile che per il femminile. L’istituto professionale “Calamatta” ha attivato diverse classi per conseguire il diploma di operatore elettrico. Attualmente sono  attivi I e II anno per i detenuti di Alta Sicurezza e I anno per il settore B maschile. Nel caso ci sia un sufficiente numero di studenti saranno attivate le classi successive fino al conseguimento del diploma.

REGINA COELI: Sono attivi corsi di alfabetizzazione nelle sezioni II, III e IV ognuno dei quali frequentato da 10 detenuti. La novità è che la II sezione ha avuto un’aula per le lezioni, visto che lo scorso anno i corsi si tenevano in una stanza adibita ai colloqui. Nei detenuti comuni sono state attivate due classi di scuola media (10 -12 alunni), mentre l’offerta formativa in VIII sezione riguarda altri 10  detenuti. Questi spazi, durante l’anno, tendono ad essere adibiti a cella a seconda del tasso di sovraffollamento che a Regina Coeli può variare sensibilmente da un mese all’altro.

REBIBBIA NC: 45 detenuti frequentano tre classi  elementari. Sono attive altre tre classi di medie da 10 alunni ognuna. Nella sezione dei precauzionali, in 10 frequentano la prima media. Altrettanti sono gli iscritti nella sezione di scuola media istituita nell’Alta sicurezza.  Per quanto riguarda le scuole superiori, sono operative 6 classi dell’Istituto Informatico Superiore (una in Alta sicurezza) e 5 classi dell’Istituto Tecnico Commerciale. Ognuna conta fra gli 8 ed i 13 studenti.

REBIBBIA FEMMINILE:  Qui sono attivi corsi di Scuola elementare e medie un Corso ITIS – Scuola D’Arte (Liceo artistico).

Casa di Reclusione di REBIBBIA:  Sono attivi 2 corsi di scuola elementare e di alfabetizzazione, 2 corsi di scuola media, 1 corso di Istituto professionale per il turismo, 1 corso di Istituto tecnico commerciale, 1 corso di scuola media per la III sezione. Nove, infine, gli iscritti all’università

TERZA CASA REBIBBIA: Al momento sono attivi solo corsi di scuole medie inferiori. L’ITIS – all’interno del progetto Sirio – ha avviato percorsi ad hoc per i bisogni e la scolarizzazione dei ragazzi, oltre che per i tempi brevi delle condanne.

VELLETRI: Sono attive due classi di alfabetizzazione per 25 detenuti. Alla scuola media (che lo scorso anno ha licenziato 30 studenti) sono iscritti 30 alunni. L’istituto superiore Agrario conta 23 iscritti al primo anno (a fronte di 80 richieste) e 14 iscritti al secondo. Gli universitari sono 3. Rispetto allo scorso anno manca un corso di alfabetizzazione della Provincia che era stato frequentato da 60 reclusi stranieri.

RIETI: E’ iniziato il primo ciclo di scuola media con l’istituto “Rosatelli” seguito da 24 persone.

VITERBO: Nel carcere sono stati attivati corsi di alfabetizzazione per stranieri, sezioni di scuole medie, corsi di inglese e di informatica e due classi (III e IV) di un Istituto Tecnico Commerciale. Nove sono i detenuti che frequentano l’Università.

FROSINONE: La scuola media “Pietrobono” ha attivato sia corsi di educazione (Alfabetizzazione e scuola elementare) che classi di scuola media inferiore. L’IPSIA Termoidraulico “Galileo Galilei” ha attivato un corso triennale che prevede, al termine, il rilascio di un diploma di qualifica. In programmazione per il prossimo anno l’attivazione del 4° anno. Per i detenuti della sezione precauzionale c’è la scuola elementare/alfabetizzazione

CASSINO: Nella struttura sono stati attivati corsi di alfabetizzazione (ex scuole elementari) e medie inferiori. L’istituto alberghiero gestisce il III anno di “sala bar” e il V anno di “tecnico della ristorazione”

PALIANO: Sei detenuti (4 stranieri) frequentano l’alfabetizzazione per i pazienti del sanatorio. Per i collaboratori di giustizia sono attivati corsi di scuola elementare (circa 20 iscritti) ad indirizzo musicale. La prima media è frequenta da 6 iscritti (4 donne). Tre sono anche gli iscritti al V anno di Ragioneria. Due, infine, gli iscritti all’Università di Cassino (Gurisprudenza e Sc. Educazione)

C.C. LATINA: Corso di alfabetizzazione per sette detenuti (3 donne). Cinque le persone che frequentano la scuola media (tre donne), cui devono essere aggiunte altre sei persone 6 che frequentano ma non sono iscritte

A questi numeri vanno poi aggiunti i detenuti che frequentano l’Università, aumentati in 7 anni, del 570% (dai 17 iscritti del 2005/2006 ai 98 attuali). Per gli universitari il Garante ha ideato il progetto S.U.P. (Sistema Universitario Penitenziario) che ha coinvolto università, istituzioni ed importanti realtà pubbliche e private ed è divenuto un punto di riferimento per il mondo carcerario italiano.  Un importante settore del progetto – la Teledidattica, che consente ai reclusi di seguire corsi universitari dal carcere – ha assunto rilievo nazionale, ed è stato indicato quale best practice da replicare in altre realtà dal Ministero della Giustizia.

 

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