Il Girasole simbolo dell’estate, anche in Sabina

Lug 30, 2021 | Altre Notizie | 0 commenti

Di Marco Staffiero

Girare nella bellissima Sabina non è difficile incontrarli. Quella luce immensa carica di forza ci porta con la mente in uno stato di pace. Allegria, energia, estate: a riunire insieme tutto questo è il girasole, una pianta associata a solarità e spensieratezza. Il girasole è un fiore davvero affascinante e originale, è in grado di sapere come ricevere più sole possibile. Ciò che avviene nel gruppo di girasoli è davvero sorprendente: invece di competere per la luce del sole, i girasoli si ”organizzano”, si girano e torcono gli steli per schivare l’ombra dei compagni. Questo è possibile grazie a un fotorecettore capace di rilevare la qualità della luce: cioè di distinguere tra la luce rossa e la luce rosso-lontana. Quando la luce del sole arriva al fiore, questi assorbono la luce rossa e riflettono la luce rosso-lontana. Di conseguenza, la luce riflessa è un segnale per i girasoli vicini. Quest’ultimi rilevano la luce rosso-lontana come un’ombra e si inclinano dall’altra parte. Si tratta di una forma molto particolare di comunicazione, pensata per sfruttare il sole come un gruppo unito e non come singoli individui. Assistiamo a un vero e proprio effetto domino tra girasoli: quando il primo girasole dà il via alle danze, tutti gli altri lo seguono. Non stiamo parlando di semplici movimenti, ma di un vero e proprio atteggiamento naturale che avviene a livello gruppale. Questo movimento è stato scoperto casualmente quando lo scienziato Antonio Hall e l’ingegnere Abelardo de la Vega erano alla ricerca di una strategia che aumentasse il rendimento dei girasoli. Per raggiungere l’obiettivo, decisero di seminare i fiori molto vicini tra loro. Così facendo, si accorsero che gli steli si alternavano e iniziavano a farlo già nella fase iniziale della crescita. Fu così che intuirono il funzionamento di questo fenomeno. Di recente, un nuovo studio ha confermato che quando i girasoli diventano adulti, smettono di muoversi alla ricerca del sole: raggiunta la maturità, abbandonano questo movimento quotidiano e restano fissi rivolti a est. Questa spettacolare particolarità non è presente in tutte le varietà di girasole. Alcune non ne hanno bisogno perché hanno spazio sufficiente e il sole raggiunge tutti in egual maniera. ll nome del girasole era già conosciuto nel Mediterraneo prima che l’Helianthus annuus fosse importato nel XVI secolo dalle Americhe, dove erano già note delle piante dotate di movimento eliotropio, dove il fiore era sempre rivolto verso il sole, coltivate intorno al 1000 a.C. dagli indios del Messico settentrionale. Gli Incas consideravano questa pianta l’immagine del dio del sole, identificato nei semi stessi del fiore che nelle riproduzioni in oro, mentre i Maya ne cuocevano i grani per ricavarne una bevanda afrodisiaca, al punto che, dopo l’arrivo in Europa, il naturalista Loniarus consigliava di friggere i petali freschi di girasole e poi mangiarli con pepe e sale. La bellezza del girasole ha affascinato poeti e artisti che lo hanno omaggiato nelle loro opere. Il mito del girasole è presente nel IV libro delle Metamorfosi di Ovidio in cui è narrata la storia di Clizia, la ninfa perdutamente innamorata di Apollo e da questi abbandonata per la mortale Leucotoe. Il dio, per riuscire a conquistare la ragazza, si trasforma nella madre di lei così da introdursi indisturbato nella sua stanza e sedurla. Clizia, in preda alla gelosia, rivela la tresca al padre di Leucotoe che la punisce seppellendola viva. Apollo corre in suo aiuto, ma quando la raggiunge trova l’amata ormai Priva di vita. Clivia rimane, seduta a terra, a seguire Apollo con lo sguardo mentre conduce il carro del Sole in cielo sperando che torni da lei. Apollo impietosito la trasforma in un fiore che segue l’inclinazione dei raggi del sole: il girasole. Il nome Clizia deriva dal greco e significa, infatti, ‘colei che si inchina’. Clizia, tramutata in fiore, continua ad amare e a seguire nel cielo il suo Apollo per l’eternità. Il girasole è utilizzato nella cucina per estrarre dai suoi semi l’olio, mentre con i semi e i fiori della pianta vengono realizzate diverse insalate. I semi di girasole hanno un alto contenuto di acidi grassi essenziali, come l’acido folico, consigliato in gravidanza per il corretto sviluppo del nascituro, e l’acido linoleico, impiegato per la formazione degli acidi grassi omega 3, utili per la protezione del cuore, oltre a svolgere una funzione antiossidante e di proteggere le cellule del corpo dall’invecchiamento. Tra i sali minerali contenuti nei semi di girasole, ci sono ferro e zinco, oltre che fosforo e un contenuto da non sottovalutare di magnesio e di potassio. I semi di girasole sono adatti per garantire un buon funzionamento dell’intestino e per la prevenzione delle malattie respiratorie ed è ritenuto utile per la prevenzione del cancro, con particolare riferimento al selenio presente, ma anche per il mantenimento della salute delle ossa e ristabilire uno stato di calma, poiché rilassano i nervi, contribuendo a evitare stress ed emicranie.

 

 

 

 

 

 

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