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IL VESCOVO DURANTE I FUNERALI: “IL VENTO SOFFIA ANCORA PER ANDREA”

Andò da Gesù di notte”. Nicodemo è un uomo ormai maturo quando si reca da Gesù‘di notte’ per evitare sguardi indiscreti. Ma, forse, l’oscurità esteriore fotografa bene il suo stato interiore. Anche per noi da ieri è notte fonda e rimaniamo confusi rispetto ad una tragediache umanamente appare senza sbocchi.Ma siamo qui per lasciarci ispirare da Gesù che dice:“Se uno non nasce dall’alto, non può vedere (il Regno di) Dio”. Che significa nascere dall’alto? E, soprattutto, che cosa vuol dire dopo che una giovane esistenza si è schiantata contro un muretto di cemento? Come può nascere dall’alto uno quando è morto? “Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”. Istintivamente ci verrebbe da dar ragione al buon senso di Nicodemo. Del resto, siamo ormai tutti disabituati a pensare la vita fuori dal semplice calcolo biologico. Ce ne siamo fatti una ragione. Si vive e, anche se non ci pensiamo, si muore. A chi prima, a chi dopo. Il miracolo dell’esistenza sembra un biglietto di sola andata. Che vuol dire allora rinascere dall’alto? Gesù aggiunge: “Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito”. Come dire che la vita sotto il profilo della carne è limitata e irreversibile. Ma è altra cosa quando è ricondotta alla sua segreta identità. Se allarghiamo il nostro sguardo cambia tutto.

L’orologio di Andrea si è fermato alle 4.15, rotto dall’impatto. Ma proprio quell’attimo che lo ha reso immobile, per quanto disteso nella sua fisicità fresca e aggraziata, non è necessariamente la fine. Ce lo suggerisce l’istinto del nostro cuore che si ribella all’idea che sia tutto compromesso. Ce lo dice involontariamente la vita stessa di Andrea che è stata segnata da una grande passione per il rugby, a dispetto di tutte le raccomandazioni che suggerivano di astenersene. Il rugby è una palla ovale da controllare, rimanendo sempre calmi, lucidi, riuscendo con tenacia, dedizione e umiltà a portarla oltre la linea di meta. Qualcosa è andato storto nell’esistenza di Andrea che si apprestava a laurearsi. Non è la prima volta che è accaduto, come mi confidava Stefania. Ma il suo coraggio e la sua ostinazione sono un indizio di quello spirito che non si rassegna alla carne, perché padroneggia le cose storte della vita.Vorrei che lo immaginassimo così Andrea. Sgusciato via dalla mischia e correre a perdifiato verso la meta vera dell’esistenza. Gesù ce lo dice con chiarezza: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va”. Sì la vita è come il vento, non sai da dove viene e dove va, eppure il vento soffia ancora. Anche per Andrea. Da lui impariamo a vivere la vita, ad assaporarla ancora più intensamente, a non sprecarne neppure un istante. Per comprendere finalmente il senso della parole di Gesù: ”Se non uno non nasce dall’alto non può vedere Dio”.

 

 

 

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