KOBE BRYANT VOGLIAMO RICORDARLO COSI’

Gen 27, 2020 | Altre Notizie | 0 commenti

RIETI – Sono trascorsi molti anni da allora. Eravamo tutti giovani. Alcuni non ci sono più. Altri dovevano venire al mondo. Joe Bryant, in maglia Sebastiani Rieti, illuminava con la sua immensa classe i parquet dell’Italia intera, realizzando messe di punti che sempre lo collocano ai vertici delle classifiche marcatori all time del campionato nazionale. Il Palaloniano – non era ancora il PalaSojourner ed aveva le originarie caratteristiche, poi oggetto di profondo restyling nell’estate del 2007 – assisteva, ammaliato, alle magie di Jellybean. A seguire i virtuosismi cestistici dell’ex Philadelphia ’76, sulle gradinate del “palazzo”, assisteva anche Pamela, la splendida moglie di Joe che, con le sue fattezze ammalianti e giunoniche, attraeva i supporters amaranto celesti almeno tanto quanto il marito. Con Pamela c’era un frugoletto di 6 o 7 anni, i capelli torvi e arruffati, l’argento vivo addosso che, a partita terminata, si precipitava sul parquet, insieme agli altri bimbi suoi coetanei, per dare sfogo alla propria vitalità ed emulare il più celebre genitore. Quel bimbo era Kobe: si, Kobe Bryant. Lo stesso – chi lo avrebbe mai potuto immaginare – che di lì a qualche lustro sarebbe assurto agli onori delle cronache sportive mondiali come uno tra i 10 cestisti più grandi che abbiano mai calcato il pianeta-Basket. Kobe come Kareem, come MJ, Michael Johnson, Larry Bird e tutti gli altri – grandissimi – che con la propria classe immensa, mezzi fisici “immortali” hanno deliziato le platee dell’intero pianeta. E’ domenica sera, una domenica come tante, in un “triste, malinconico” mese di gennaio che riporta alla mente di chi scrive i giorni più grami vissuti soltanto un anno or sono quando il destino ed un male incurabile si portarono via Attilio, fratello minore di papà Ottorino. Si, proprio Attilio Pasquetti, colui che, 37 anni or sono , condusse a Rieti Joe “Jellybean” Bryant. Papà Ottorino “volle” anticiparne la dipartita, lasciandoci tutti basiti, esterrefatti. Due perdite gravissime per la nostra famiglia, volati via quasi all’unisono, a distanza di 12 giorni l’uno dall’altro. Sono quasi le ore 22. La televisione irradia le immagini di una partita di calcio come tante. Una malinconica sonnolenza, forse triste presagio, avvince e stordisce, è quasi ora di coricarsi. Improvvisamente una vibrazione, è lo smartphone, una notizia surreale rimbalza sui social: Kobe Bryant è morto poco fa, in un incidente, con il suo elicottero, a Los Angeles. No, non è vero, non può essere vero. I lanci di agenzia si accavallano, uno di seguito all’altro, fino a che Maurizio Compagnoni, il telecronista di Sky, ufficializza quel che nessuno avrebbe mai voluto ascoltare. Kobe Bryant è morto! Incredibile. Gli occhi si riempiono di lacrime. C’è incredulità, stupore, costernazione, tristezza: tanta tristezza. Il “campione dei campioni” non è più su questa terra. E’ volato via con quella creatura meravigliosa – Gianna Maria, una bambina di 13 anni, bellissima, dolcissima – che adorava il suo papà e che voleva imitarne le gesta. Anche lei su quel maledetto elicottero che si avvita e che precipita, schiantandosi al suolo, incendiandosi, bruciando la vita di Kobe, di Gianna Maria e delle altre persone che erano con loro a bordo. Attilio parlava spesso di Kobe come di Joe “Jellybean”, anche durante i mesi bui e tremendi della malattia. Li aveva sentiti al telefono quando fu presentato il libro che in lingua italiana narrava le gesta sportive di Kobe. Avrebbe voluto rivederli ed abbracciarli. Desiderava “riconoscere” Kobe, quel frugoletto di 6 o 7 anni, vispo e vivace come nessuno, con i capelli torvi e l’argento vivo addosso. Voleva parlarci, magari non in italiano – una lingua che Kobe aveva fatto sua come pochi stranieri – bensì in inglese, anzi, americano perché “io sono nato a San Francisco”, amava ricordare Attilio sol suo fare sempre scherzoso, laddove San Francisco sta per “San Francesco”, lo storico quartiere di Rieti che ha dato i natali a lui come a papà Ottorino. Ora potrà farlo. Non in terra, tra noi, ancora mortali, come sarebbe stato lieto auspicare. Tra le nuvole su, in alto, nel cielo. Kobe Bryant era ancora giovane, troppo giovane per morire. Gianna Maria, poi – nome tutto italiano, sarà bene rimarcarlo – aveva il diritto di vivere la sua esistenza terrena che il destino, crudele, ha reciso davvero troppo presto. Non sono di conforto le parole di Menandro, poeta greco: “muor giovane colui c’al cielo è caro!”. Ora è un mito. Kobe Bryant è un mito. Come tutti gli sportivi che troppo presto ascendono al cielo. Anche se non ve ne era il bisogno. Perché Kobe, un mito, lo era divenuto già nella sua esistenza terrena. Lo testimoniano le maglie da lui vestite con i Los Angeles Lakers – la 8 e la 24 – che furono ritirate (cosa mai successa) quando Bryant appese le scarpette al chiodo. Kobe vogliamo ricordarlo sul campo da gioco: canestri su canestri, in avvitamento, da fuori, da sotto, a sfidare la legge di gravità, proprio come il suo predecessore, MJ, che lo considerava alla stregua di un fratello minore. Colloquiava in perfetto italiano, era profondamente legato alle sue origini italiche, alle scuole dell’obbligo, frequentate quasi per intero tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. In fondo, Kobe, era un po’ reatino: come noi. Come noi che sempre ne abbiamo seguito la straripante carriera sportiva e che oggi ne apprendiamo, costernati, la tragica dipartita. Preferiamo ricordarlo così, Kobe Bryant, un frugoletto di 6 o 7 anni, con i capelli torvi e arruffati, l’argento vivo addosso e tanta, tanta voglia di vivere: sul parquet del Palaloniano, alla conclusione di ogni partita, per emulare le gesta di papà Joe che oggi ne piange la prematura, ingiusta, drammatica, stravolgente scomparsa. (Valerio Pasquetti)

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizziamo solo i nostri cookie e quelli di terze parti per migliorare la qualità della navigazione, per offrire contenuti personalizzati, per elaborare statistiche, per fornirti pubblicità in linea con le tue preferenze e agevolare la tua esperienza sui social network. Cliccando su accetta, consenti l'utilizzo di questi cookie.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.


Utilizzato da Google DoubleClick per registrare e produrre resoconti sulle azioni dell'utente sul sito dopo aver visualizzato o cliccato una delle pubblicità dell'inserzionista al fine di misurare l'efficacia di una pubblicità e presentare pubblicità mirata all'utente. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: 1 anno
  • Google

Utilizzato per verificare se il browser dell'utente supporta i cookie. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: 1 giorno
  • Google

Prova a stimare la velocità della connessione dell'utente su pagine con video YouTube integrati. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: 179 giorni
  • YouTube

Registra un ID univoco per statistiche legate a quali video YouTube sono stati visualizzati dall'utente. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: Sessione
  • YouTube

Memorizza le preferenze del lettore video dell'utente usando il video YouTube incorporato Tipo: HTML Local Storage / Scadenza: Sessione
  • YouTube

Memorizza le preferenze del lettore video dell'utente usando il video YouTube incorporato Tipo: HTML Local Storage / Scadenza: Persistente
  • YouTube

Memorizza le preferenze del lettore video dell'utente usando il video YouTube incorporato Tipo: HTML Local Storage / Scadenza: Persistente
  • YouTube

Memorizza le preferenze del lettore video dell'utente usando il video YouTube incorporato Tipo: HTML Local Storage / Scadenza: Sessione
  • YouTube

Memorizza le preferenze del lettore video dell'utente usando il video YouTube incorporato Tipo: HTML Local Storage / Scadenza: Sessione
  • YouTube

Memorizza le preferenze del lettore video dell'utente usando il video YouTube incorporato Tipo: HTML Local Storage / Scadenza: Sessione
  • YouTube

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi