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LA SCONFITTA DI LEGNANO RICONDUCE LA ZEUS DALL’OLIMPO ALLA TERRA MORTALE

Di: Valerio Pasquetti

E’ forte il rammarico per la sconfitta patita dalla NPC a Legnano. In Lombardia gli amaranto celeste ricadono nell’errore ancestrale di questa stagione perché, dopo aver condotto con ampi meriti e per larghi tratti la contesa, si lasciano recuperare fino a perdere incredibilmente al cospetto di una compagine, quella degli Knights, che è parsa davvero di scarsa sostanza. Stenta a stemperarsi la delusione, proprio in ragione di ciò che poteva e doveva essere, ma che non è stato. Perché? Innanzi tutto Rieti aveva al suo cospetto un avversario bisognoso di fare punti per trarsi fuori dalle secche di una classifica che già cominciava a preoccupare. Si sapeva che Legnano le avrebbe tentate tutte per conquistare il successo, vendendo anche l’anima al diavolo pur di riuscirvi. Le premesse erano chiare, ma l’abbrivio della Zeus alla contesa è stato perentorio e senza eguali. La NPC, valendosi di un Bobby Jones in formato NBA e di un Tomasini desideroso di illustrarsi agli occhi dei suoi ex supporters, ha premuto subito sull’acceleratore fino a segnare ben 28 punti nei primi 10 minuti. Rieti ha veleggiato con un buon margine – 15 punti e, comunque, sempre in doppia cifra – su Legnano che era in evidente affanno. Gli amaranto celeste, però, hanno confermato di non avere “l’istinto del killer”, lasciando che la contesa sfuggisse loro di mano quando ne avevano ben salda l’inerzia. Jones e compagni non hanno saputo infierire su una squadra in evidente difficoltà, soprattutto a livello morale. La difesa che era stato il punto forte di Rieti, nella circostanza ha lasciato davvero a desiderare come pure ha evidenziato il tecnico Rossi nel dopo gara. Il giovane americano Makinde London (22 anni) ha tenuto a galla i suoi con tre bombe consecutive che è stato libero di scagliare sempre dalla medesima mattonella senza che nessuno si prendesse la briga di contrastarlo da vicino. L’esercizio balistico ha consentito a Legnano di rientrare in partita e, addirittura, di condurla finanche con 4 punti di margine. Rieti non ha chiuso la partita a tempo debito. Ciò nonostante la NPC avrebbe potuto egualmente portare a casa il successo se, sul finale punto a punto, Adegboye non avesse effettuato scelte realmente infauste e scellerate per la sua nuova squadra. E qui emergono le tare di una conduzione tecnica che, per lo meno nella fattispecie, non è stata purtroppo esente da pecche. “Abbiamo soltanto un innesto da qui e fino a Gennaio – ha dichiarato reiteratamente il coach Alessandro Rossi nel corso di questo ultimo mese che è stato necessario per surrogare JJ Frazier – per questo vogliamo scegliere con attenzione; vogliamo un giocatore esperto, che conosca bene questo campionato e, soprattutto, pronto!”. Ebbene, all’esordio, Adegboye ha testimoniato tutta la sua “attuale” – si rimarca: attuale! – inadeguatezza. E’ stato chiaramente un errore gettarlo nella mischia nei minuti palpitanti e decisivi del match, affidandogli le chiavi di una squadra che il giocatore non conosce. Adegboye è parso un pesce fuor d’acqua, giocatore asettico dal contesto al quale sono stati concessi addirittura 19 minuti di campo. Contro Latina – e Adegboye non c’era ancora – Rossi si era trovato in condizioni di assoluta emergenza, eppure la coesione del gruppo ed un Casini stoico nel ruolo di playmaker (la miseria di 20 minuti giocati a Legnano, 36 minuti giocati contro Latina) erano valsi il successo sempre nel finale giocato punto a punto. Non è dato comprendere per quale ragione sia stato preferito Adegboye a Casini – fermo restando che l’ottimo Tomasini era in panca per raggiunto limite di falli – e, ancora, per quale ragione Alberto Conti che nei suoi “soli” 9 minuti di parquet aveva assai e bene figurato, sia stato accantonato, peraltro nella considerazione che Conti è pure un ottimo difensore e che, contrastando Raffa, avrebbe forse potuto evitare al giocatore avversario il tiro-beffa che è valso il successo degli Knights. Rimangono, poi, le perplessità – ma in questo caso davvero non vi è panacea – in merito alla ennesima prestazione sottotono di un Gigli viepiù in imbarazzo a causa degli ormai palesi impacci fisici. Morale: la Zeus letteralmente regala 2 punti d’oro a Legnano, apparsa compagine tecnicamente mediocre e non tesaurizza l’opportunità di ascendere i vertici della graduatoria. Una sconfitta che, al pari di quella sofferta a Siena, potrebbe pesare non poco sul bilancio finale del corrente torneo. Va soggiunto, ad onor del vero, che se la NPC poteva serenamente avere 4 punti in più in graduatoria (Siena e Legnano), i successi colti a Tortona e su Latina si sarebbero potuti tramutare in altrettanti inciampi. Probabilmente la NPC ha raccolto fino ad oggi i punti che realmente vale e che merita, essendosi bilanciate, nei destini degli amaranto celesti, le alterne vicende afferenti una serie di incontri conclusisi sempre con finali punto a punto.

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