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LA SCONFITTA INFLITTA DA EUROBASKET ALLA ZEUS RIPORTA A GALLA I DIFETTI ATAVICI DI RIETI

RIETI – A cisterna di Latina, contro la nuova “bestia-nera” Eurobasket, la NPC incappa nella sconfitta più dolorosa. Gli amaranto celeste conducono il match per 39 minuti e 37 secondi, cumulano reiteratamente fino a 8,9,10 punti di margine nel corso della contesa che sono ancora 8 a poco più di 2 minuti dalla sirena. Ciò a nulla vale. I capitolini, guidati da uno Steve Taylor incontenibile, ricuciono il gap in un amen e, approfittando dell’assai colpevole condotta della Zeus, a 23 secondi dalla conclusione del match superano di 1. Raffa insacca due personali, Rieti rimette il naso avanti. E’ il canto del cigno. Roma cincischia – così come ha fatto durante tutta la partita – il tiro dell’attaccante si smorza sul ferro, il rimbalzo è del solito Taylor che scarica per Amici il quale colpisce dall’arco, insaccando l’unico tiro pesante, però decisivo, della sua gara. I restanti 2 secondi sono davvero troppo pochi per sperare di ribaltare le sorti di un match incredibile. Eurobasket difende bene, la Zeus costruisce male, il tiro da tre di Vildera (una preghiera impossibile) decreta l’incredibile successo capitolino. Quanto è accaduto a Cisterna conferma che Rieti ha ancora forti limiti caratteriali. Difetti atavici che sembravano dimenticati, accantonati dopo il bel successo di Latina e quello altrettanto tribolato al cospetto di Bergamo (“un mese fa avremmo perso queste gare”, disse Alessandro Rossi a commento dei due match), si riaffacciano con prepotenza contro Eurobasket. Pronte si riaccendono, veementi, le polemiche sulla rete che paiono avere un unico responsabile: il coach Alessandro Rossi. Ma è davvero così? Sarà bene procedere con ordine. Rieti è una piazza difficile, tremendamente difficile. Ne sanno qualche cosa i (molti) predecessori di Rossi e, rimanendo al solo passato prossimo, Luciano Nunzi che, nonostante abbia restituito alla città la serie A2, poi conservata l’anno seguente con un organico “impresentabile”, pare inviso a larga parte della tifoseria amaranto celeste. L’avvento di Ale Rossi sulla panca-NPC fu salutato come un sorta di liberazione (ma, poi, da chi e da che cosa?). La conduzione tecnica del coach napoletano veniva osannata anche quando, magari, non ve ne erano i presupposti. Tutti elogiavano, tutti giustificavano, sui soliti social – in specie sulla pagina fb di Amici per la Sebastiani che conta all’incirca 2500 iscritti – le scelte, giuste o sbagliate che fossero e così pure le sconfitte che parevano essere addirittura indolori tali e tante erano l’euforia e l’entusiasmo per il “nuovo” coach. Incipientemente la situazione si è capovolta ed oggi c’è un tiro al piccione. Alcuni, tra i supporters, aspettano il primo passo falso, l’inevitabile sconfitta, l’incidente di percorso per scagliarsi con veemenza contro Rossi. Che avrà pure le sue colpe. Che a Cisterna di Latina, certamente, ha sbagliato perché la sua Zeus ha perso una gara che poteva e doveva vincere. Che si è fatto infilare come un pollo sul filo di lana da Eurobasket, dopo aver condotto la gara senza patemi. Rossi, però, ha grandi meriti. Ha saputo dare un gioco alla Zeus che, rammentiamolo, non è composta da cestisti di primissima fascia. Ha saputo dare un’identità caratteriale alla Zeus nonostante l’età media dei suoi componenti sia giovanissima. E’ riuscito a sopperire ad una perniciosa defaillance – la scelta di Brown che soltanto in parte è a lui addebitabile – ed a surrogarne la presenza con Raffa che è un giocatore dal caratterino non proprio semplice da gestire, ma che si sta inserendo a dovere e con profitto. Quanto alla gara persa contro Eurobasket, si rimprovera al tecnico della Zeus la scelta – che col senno di poi può definirsi: errata! – di non aver ordinato ai suoi il fallo tattico quando, sulla rimessa capitolina con 13 secondi da giocare, l’Eurobasket ha potuto utilizzare due opportunità (l’ultima delle quali, la “bomba” di Amici, rivelatasi vincente) per fare propria la contesa. Una ulteriore critica concerne la gestione – anche questa sbagliata – del tiro “concesso” a Vildera con soli 2 secondi sul cronometro. Quella del fallo tattico è stata ed è una scelta che Rossi ha chiarito più volte durante la sua permanenza da head coach a Rieti: “non dirò mai ad un mio giocatore di bloccare l’azione avversaria volutamente se e quando l’inerzia è dalla nostra”. Il pensiero di Rossi può essere o meno condiviso. Non vi sono regole rigide in proposito. Taluno asserisce che il fallo tattico si fa soltanto quando la squadra è avanti di 3; altri ritengono il contrario e, cioè, anche quando (come è accaduto a Cisterna) si è avanti soltanto di 1. La decisione spetta al coach; con tutte le conseguenze del caso. Contro Eurobasket la scelta non ha premiato, altre volte è accaduto il contrario. Invece ben poco vi è da dire sull’ultima rimessa. Di certo Rossi non voleva che a prendere il tiro fosse Vildera, come invece è stato. Ma 2 secondi sono oggettivamente pochi, molto pochi per capovolgere l’esito di una contesa che, invece, è stata persa prima, molto prima. Rieti ha avuto almeno due o tre occasioni per chiudere il coperchio sulla bara nella quale Eurobasket si era cacciata. Avanti di 8/10 punti, gli amaranto celeste hanno compiuto scelte scellerate perché, piuttosto che incunearsi nella difesa alla ricerca del fallo (Roma era in bonus), sono stati scagliati tiri improponibili dal perimetro – il più delle volte autentici mattoni – ovvero sono state sciupate ghiotte occasioni, perdendo per disattenzione vagonate di possessi. Eurobasket ha fatto il minimo. Una squadra impresentabile, quella romana, che ha avuto un solo, grande mattatore: Steve Taylor. Amici ha messo la bomba della staffa, ma per il resto ha fatto poco o nulla. Lo stesso dicasi per Veideman. Rieti ha sofferto tremendamente la fisicità di Taylor, in avvio pure di Maganza e, comunque, Eurobasket ha dominato il pitturato (41 rimbalzi contro 31). I lunghi NPC – Cannon in primis – si sono caricati di falli, rivelando la propria incapacità a contenere l’esuberanza di Taylor. Ecco, forse questo si può rimproverare ad Alessandro Rossi: perché non è stata provata una difesa tattica? Probabilmente con una zona, Taylor avrebbe avuto maggiori impacci a fare il bello ed il cattivo tempo e Rieti avrebbe potuto trarne giovamento. Tuttavia, neanche di questo si avrà mai prova contraria. Quel che rimane è una sconfitta che scotta e che fa male: anche alla classifica. Perché domenica la Zeus sarà ancora in trasferta, a Biella, per giocare una gara sulla carta difficilissima, peraltro sempre priva di Pastore. (Valerio Pasquetti)

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