La Sebastiani asfalta Avellino sciorinando una prestazione “Real”

Dic 21, 2020 | News | 0 commenti

RIETI – La Sebastiani sbanca Valmontone, laddove ha probabilmente giocato l’ultima partita prima di approdare al PalaSojourner, asfaltando Avellino con una prestazione sontuosa. È la terza vittoria su tre partite di campionato. Il successo giunge secco, netto, perentorio, ben oltre quel che dica il punteggio finale (93-76) che è bugiardo sul reale andamento della partita come sul divario palesatosi tra sabini ed irpini. I “lupi” erano quotati come formazione rognosa e antipatica, considerati i soli, plausibili avversari della Sebastiani in questo raggruppamento. Invece non c’è stata storia. Casini e gli altri sono entrati in campo con il coltello tra i denti. Non hanno atteso, come era accaduto nel recente passato, il terzo periodo prima di scatenare il proprio, devastante potenziale. La grande attenzione difensiva abbinata ad attacchi mirati, puliti, chirurgici, hanno creato, da subito, un divario profondo tra le due antagoniste così che, dopo il primo quarto (26-6) il match poteva praticamente dichiararsi concluso per evidente KO tecnico. La Sebastiani non ha avuto pietà alcuna per la Scandone che, come un pugile suonato, ha seguitato a subire i colpi inferti dai reatini. Il gap è cresciuto esponenzialmente col trascorrere dei minuti fino a sfiorare addirittura i 40 punti. Traini, Loschi, Ndoja sono stati i trascinatori di questa galoppata. E pensare che Righetti li ha preservati a lungo, regalando ai tre moschettieri lunghe pause di riposo in panchina. Loschi (24 minuti di utilizzo), Ndoja (21 minuti), Traini (19 minuti) sono stati ben presto surrogati dai vari Cena, Provenzani, Diomede, Drigo, Di Pizzo e con Casini (26 minuti di utilizzo) nel ruolo della chioccia. La Sebastiani si è “seduta” però troppo presto – ed è questo il solo appunto che si può muovere al coach Righetti in una partita quasi perfetta – consentendo alla Scandone di imporsi prepotentemente nell’ultimo quarto (16-34), riducendo troppo un gap che doveva e poteva attestarsi intorno ai 25 punti. Viceversa Righetti, già a 4 / 5 minuti dal suono finale della sirena (troppo presto) , ha spedito sul parquet i vari Sornoza, Kader, Provaroni, consentendo ad Avellino di limare il passivo oltre il lecito. Non è successo nulla però, conoscendo il patron, Roberto Pietropaoli, vi è la convinzione che anch’egli non sia stato contentissimo per questa scelta. La Sebastiani, dopo aver sciorinato la prima prestazione davvero “Real” della sua stagione, guarda con ottimismo alla prosecuzione del torneo con l’obiettivo, intanto, di vincere il proprio raggruppamento. Poi si vedrà. Anche se l’obiettivo dichiarato e fermamente voluto dalla proprietà è soltanto quello di vincere per salire in serie A2. La Sebastiani farà ancora un innesto in quanto, sotto le plance, serve un centro vero, forte, esperto e di ruolo. Di Pizzo sta facendo benissimo, ma Pietropaoli desidera assemblare un roster di più ampio respiro e che guardi al futuro assetto per la serie A2. Circola da tempo il nome di Cervi – liberato in ragione delle note vicende occorse alla Virtus Roma – che già in A2 sarebbe illegale, figurarsi in serie B. È stato offerto Allodi che, però, non convince. Pietropaoli preferisce attendere perché la Real è già fortissima così e perché non vi è fretta alcuna. La volontà è quella di tesserare un centro veramente forte, uno che “spacchi”, che faccia la differenza: non in B, bensì per l’A2. (Valerio Pasquetti)

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