La Sebastiani espugna Sant’Antimo, ma quanta sofferenza! La Npc nulla può al cospetto di Forlì che viola il PalaSojourner.

Dic 14, 2020 | Sport | 0 commenti

RIETI – La domenica cestistica si conclude con una vittoria e con una sconfitta. La Npc inciampa in casa contro la corazzata-Forlì, ma dopo aver lottato fino all’ultimo secondo e non senza recriminazioni. La Real Sebastiani passa a Sant’Antimo, però con tanta, troppa fatica. Il match più atteso era quello di serie A2 soprattutto perché offriva l’opportunità di osservare Forlì che è una tra le formazioni migliori della Lega. La gara può essere condensata in un’unica, conclusiva e determinante azione. Ci sono pochi secondi ancora da giocare, gli ospiti hanno 1 punto di margine e fruiscono del possesso palla. De Laurentiis commette un fallo tattico proprio dinanzi alla panchina del coach ospite, Dell’Agnello e a due metri da uno tra i direttori di gara. L’arbitro sanziona un antisportivo che Forlì tesaurizza al meglio: i romagnoli vincono tra le proteste piuttosto veementi della dirigenza reatina. Il fallo è stato commesso? Certamente si. Ma era un antisportivo? Probabilmente si. Le immagini televisive potranno meglio chiarire, ma la mancanza di proteste da parte di De Laurentiis e la vicinanza dell’azione al direttore di gara depongono per la correttezza della chiamata. È stato un “fischio” coraggioso sul quale può aver inciso e non poco la latitanza coatta del pubblico perché, con un PalaSojourner gremito ed esplosivo non è dato credere che la giacchetta grigia avrebbe avuto lo stesso coraggio. Tant’è. In ogni caso Forlì ha meritato il successo. I romagnoli hanno gestito l’inerzia della contesa per larghi tratti in virtù di un organico dal talento e dal tasso tecnico superiore rispetto a Rieti. La Npc ha avuto un ottimo abbrivio, ma non ha saputo ottimizzare un primo quarto giocato col turbo che avrebbe dovuto chiudere anche con 8-10 punti di vantaggio e che invece è terminato soltanto 19 a 16. Le note dolenti sono emerse nel momento in cui il coach reatino, Ale Rossi ha effettuato le prime rotazioni. Le seconde linee amarantocelesti – come si temeva – non sono state capaci di reggere botta al cospetto dei più competitivi avversari i quali si sono impossessati dell’inerzia del match fino a non più mollarla. Rieti ha avuto molto dai suoi giocatori indigeni. Sanguinetti è parso rigenerato e finalmente all’altezza. Stefanelli è stata la mano armata di Rossi, ma 3 falli commessi in un amen lo hanno di fatto tolto dal match. Tuttavia Stefanelli non è poi più stato utilizzato. De Laurentiis è stato bravissimo (17 punti con 13 rimbalzi) ed ha approfittato degli spazi creati da Taylor. Fumagalli è stato utilizzato anche nei minuti decisivi del match per una difesa arcigna e tenace su Roderick che, però, a poco è servita. Il giocatore americano di Forlì è salito in cattedra nel momento topico del match e con alcune giocate di classe cristallina ha impresso il proprio marchio sull’esito finale della partita. Rieti ha avuto poco, molto poco da Pepper, ma è già tanto che l’italoamericano sia sceso in campo. Pepper ha perso il papà soltanto poche ore prima che la partita avesse inizio ed è molto che Dalton abbia potuto e voluto giocare. Pure Taylor ha lamentato un lutto (la dipartita di uno zio), ma l’utilizzo e le capacità tattiche del colored seguitano a far discutere gli sportivi. Taylor (appena 5 rimbalzi) non è un centro poiché ha grosse difficoltà nel gioco statico e quando è obbligato ad attaccare il difensore nel pitturato mentre è ben più efficace quando il gioco è dinamico, quindi in velocità. E, comunque, egli ama evoluire fuori dell’area, essendo dotato anche di un buon tiro dall’arco. Sull’altro fronte, Forlì si è rivelata (ma Rossi lo aveva chiarito bene in sede di presentazione del match) squadra di altra levatura, profonda, talentuosa, bene assortita, forte in ogni reparto e con due USA – Rush e Roderick – di livello superiore. Per la Npc, che aveva cominciato il torneo con due successi casalinghi, è arrivato il primo stop tra le mura amiche ma, soprattutto, la terza sconfitta consecutiva con la classifica che ora non più sorride ai colori amarantocelesti. In serie B, la Real Sebastiani ha sperimentato sulla propria pelle quanto sia duro ed impegnativo questo campionato. Sant’Antimo non ha avuto riguardo per i decantati campioni del neonato sodalizio reatino e, piuttosto, ha tratto linfa vitale ed energie inusitate per averne ragione. I campani hanno condotto anche con 10 punti di margine, facendo vedere le streghe ad Alex Righetti. Poi, nel terzo quarto, come già era accaduto contro Pozzuoli, la Sebastiani si è risollevata e, trascinata da Traini e Loschi, ha superato e poi vinto, però con esagerata sofferenza. La Real ha confermato le proprie, attuali pecche che ne limitano l’enorme potenziale. La prima è di natura tattica e mentale. Righetti deve imprimere ai suoi uomini un assetto difensivo migliore, più efficace, intenso e diverso. Il canovaccio delle partite giocate ad oggi dalla Sebastiani è ormai noto perché, ai primi 20 minuti disputati con il fioretto, palesando mollezza difensiva e – apparentemente – scarsa o nulla volontà di sbucciarsi le ginocchia, fa seguito una seconda parte di gara gagliarda ed efficace, difensivamente più intensa, finalmente consona. L’altra pecca concerne l’organico. Rieti manca di un centro di ruolo idoneo a garantire la congrua alternanza nel gioco dentro-fuori. Tale limite è emerso in tutta la sua evidenza contro Sant’Antimo che può fregiarsi, tra gli altri, di Vangelov, un lungagnone di 212 cm il quale, con i compagni di reparto, ha creato davvero non pochi impacci alla Real. Infine non può essere sottaciuta l’ingenuità di Alex Righetti che, pure, è stato un grandissimo giocatore e che dovrebbe avere esperienza da vendere. La panchina si è visti sanzionati due falli tecnici, il secondo dei quali, sul finire, ha consentito a Sant’Antimo di riavvicinarsi pericolosamente a Rieti. Ci ha pensato Loschi a rimettere le cose a posto per poi andare a battere il cinque al patron, Roberto Pietropaoli che gli si è fatto incontro dalla tribuna per celebrare il successo dei suoi. (Valerio Pasquetti)

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