Cultura e Spettacolo

LA STORIA DI RIETI VISTA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI CALCAGNADORO

di: Armando Michel Patacchiola

“La pittura a Rieti si identifica con Antonino Calcagnadoro, una sorta di fiore all’occhiello per la nostra Rieti”. E’ con l’amore di una madre di famiglia assai numerosa, sempre prodiga per tutti e mai per sé stessa che Mariella Cari, vice presidente della Fondazione Varrone, ha presentato il “regalo” che la Fondazione ha deciso di farsi per festeggiare i suoi 25 anni di vita: il patrimonio storico artistico di Antonino Calcagnadoro e Ferrari. Una collana di oltre 100 perle di cultura, revisionate e messe a lucido dalla dottoressa Salvi, che rappresentano un patrimonio per l’intera città, un valore aggiunto che va ad arricchire quello di questo straordinario motore per l’intero territorio, la Fondazione, sempre prodigo a valorizzare le eccellenze in vari ambiti: dalla cultura popolare, all’arte fino all’istruzione. E quale migliore occasione per accaparrarsi il meglio di Antonino Calcagnadoro, un vero simbolo per l’arte di Rieti, un trait d’union perfetto tra la cultura e il territorio. Lui che riuscì a raffigurare con straordinaria lucidità il suo amore per la nostra terra, con tecniche classiche, in un periodo difficile, affascinato e stordito dall’esuberanza del Futurismo. Un fuori tempo, per alcuni, ma anche uno straordinario esempio di fusioni tra lemmi e paesaggi per altri. Uomo con i piedi per terra, con la semplicità che solo chi ama e apprezza la nostra terra, la coltiva e la assapora ogni giorno può comprendere. Dalle fatiche di “Pascolo d’Estate”, ai drammi di “Ragazza con l’ombrello” e “I disoccupati”. “Un portatore sano di quei valori etici dell’arte e del mestiere di artista” per Claudio Spadoni, curatore della mostra già 100 tele che, come scriveva lo storico dell’Arte Mario Quesada “accentua la propensione figurativa e una sorta di cordiale pietà per le miserie degli umili”. Un carattere forte che secondo l’esperto Enrico Crispolti “ha avuto la capacità di dare un’immagine forte, del tutto sincera perché interamente partecipata alla sofferenza cupezza d’un clima morale nazionale fra le difficoltà sociali d’inizio secolo e la ripercussione della tragedia bellica”. E pazienza se qualche bon tempone non sarà d’accordo con la bontà di questo investimento: ogni euro investito in cultura genera almeno un ritorno in tutti i settori di 1.8 euro. A cui si aggiunge quello di aver restituito ad una comunità uno tra i belli dei suoi tesori.

Date orari e sede della mostra:

Indirizzo: Palazzo Potenziani, in via dei Crispoliti, 24.

Gli orari della mostra (inaugurazione 15 dicembre) e visibile al pubblico fino al 7 gennaio.

Dal Lunedì al Sabato 16.30 – 19.30. e la Domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30.

Gli orari nei giorni di festa:
Natale: 16.30 – 19.30 e Capodanno. Santo Stefano ed Epifania dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30

Visite guidate per singoli: Sabato ore 18, Domenica ore 11 e 18.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*