LA ZEUS CHE “NON TI ASPETTI” ESPUGNA BERGAMO CON UNA BELLA PROVA DI MATURITA’

Nov 3, 2019 | Altre Notizie | 0 commenti

RIETI – A Bergamo viene fuori la NPC che non ti aspetti. Vildera e tutti gli altri giovanotti della “Rossi-band” superano un “esame di maturità” che è niente male. Bergamo, tra le mura amiche, aveva raccolto le uniche due vittorie di questo avvio di stagione. Al PalAgnelli, a rimetterci le penne, era stata anche la super quotata Scafati. Alla luce delle precedenti trasferte giocate e malamente perse sempre al PalAgnelli  (però al cospetto di Treviglio) e, più di recente, al pala Fantozzi contro Capo d’Orlando, davvero in pochi – pure in seno all’entourage amaranto celeste – credevano in una vittoria della Zeus. Certo che ci speravano, ci speravamo tutti e, specialmente, ci sperava il presidente Cattani che ha colto l’opportunità del ponte festivo del 1° Novembre per essere vicino alla squadra. Però, oggettivamente, le chance di successo non erano poi molte. I giovani di Ale Rossi avevano evidenziato nel recente passato chiari impacci proprio negli arrivi in volata che, lontano dal PalaSojourner, sono stati pagati con il dazio della sconfitta: in modo particolare a Capo d’Orlando. “Siamo una squadra giovane, giovanissima – spiegava Alessandro Rossi, il coach napoletano, ma ormai reatino di adozione alla conclusione del match casalingo vinto su Latina – eccettuato Marco Passera, il più grande è Cannon che ha soltanto 25 anni. Dobbiamo crescere e fare esercizio di saggezza. E’ chiaro che la mancanza di esperienza, specialmente lontano da Rieti, ci penalizza. Però questi ragazzi lavorano all’unisono duramente e ce la mettono tutta per migliorare”. La terza gara in una settimana – dopo la trasferta in Sicilia e l’infrasettimanale avverso la Benacquista – è stata affrontata con inusitata scaltrezza dalla “infante” Zeus. Rossi ha spedito sul parquet Fumagalli al posto di Passera, probabilmente proprio in ragione degli impegni assai ravvicinati che hanno penalizzato fisicamente l’ex Varese, ormai un po’ logoro in ragione di un’età non più verde. L’impatto degli amaranto celeste non è stato dei migliori così che Bergamo ha chiuso bene avanti il primo quarto. Incipientemente Rieti ha reagito, riacciuffando l’avversario. Bergamo ha dato ancora uno strappo e si è portata sul 40-30 a qualche minuto dall’intervallo. In questo frangente la gara ha vissuto un momento topico che ha inciso profondamente sul risultato finale. La Zeus, infatti, ha impattato sul 40 pari all’intervallo lungo. Il blackout degli orobici si è perpetuato in abbrivio di terzo tempo così che Rieti si è arrampicata fino al 40-48: uno 0-18 di parziale che ha avuto un peso specifico essenziale sull’esito della contesa. I commentatori locali – L’Eco di Bergamo, più in particolare – lamentano la mancanza di un tiratore di striscia nelle proprie fila. Viceversa par di capire che i lombardi, nella circostanza, abbiano vissuto proprio sulle conclusioni dalla distanza come testimonia l’11/28 dall’arco (39%, niente male). Non è casuale che, in prossimità del filo di lana, tre conclusioni in serie dalla linea dei 6,75 abbiano consentito ai ragazzi di Marco Calvani di tornare vivi (74-76). Ci ha pensato Stefanelli – autentico valore aggiunto in casa NPC – a scrivere la parola fine sulla contesa: doppia finta sul tiro da tre, i difensori orobici che abboccano, avvicinamento in palleggio, elegante jump shot dai 5 metri e la palla che fa “ciuff” nella retina avversaria. Stefanelli, elegante giocatore – talentuoso come pochi o, forse, come nessun indigeno visto a Rieti nell’era-Cattani – appare l’elemento di svolta nel gioco e nei risultati della Zeus. Stefanelli è ancora ben lungi dalla migliore condizione. Lo testimonia quell’azione in cui, lanciato in contropiede, non trova nelle gambe la forza necessaria per appoggiare a canestro. Ora serve che l’ex Tortona riacquisti la piena efficienza fisica e, con questa, la migliore condizione. Poi ci sarà da divertirsi! A Bergamo tutti i ragazzi scesi in campo hanno fatto la loro egregia parte: Fumagalli, seppur sempre caotico, spesso frenetico nel suo incedere, ha costruito bene e difeso a dovere. Zucca, forse perché contrapposto alla sua ex squadra, ha finalmente disputato una buona gara, senza incorrere in quelle castronerie cestistiche che ne avevano contraddistinto le precedenti prestazioni. Jelen Cannon è di una solidità e di una continuità di prestazioni senza eguali. Vildera c’è stato con la testa e con il cuore. Passera ha offerto 19 minuti di qualità. Dispiace che il solo ad aver completamente toppato la gara sia stato Brown anche se, la considerazione che Rieti abbia vinto nonostante la latitanza del suo elemento (così dovrebbe essere) di spicco, la dice lunga sulle potenzialità del team. Il successo della NPC ha “nascosto” – buon per Brown – la prestazione incolore del “figlio di Mike” che soffre esageratamente le partite in trasferta. Era accaduto lo stesso a Treviglio come a Capo d’Orlando. A Bergamo, se possibile, Brown ha fatto pure di peggio. Ciò nonostante la buona applicazione di tutti i suoi compagni. Ma non potrà essere sempre così. E chissà che cosa sarebbe accaduto se la Zeus non fosse riuscita nell’intento di vincere. Le critiche che già, inevitabilmente, aleggiano intorno al giocatore d’oltre oceano, sarebbero state feroci. Ora Brown avrà due partite casalinghe (al PalaSojourner sembra a suo agio) per emendarsi: contro Eurobasket e Biella nell’ordine. E per stemperare (almeno temporaneamente) le impressioni negative di chi – primo fra tutti, probabilmente, lo stesso presidente Cattani – è deluso dal Brown formato trasferta. (Valerio Pasquetti)

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