Altre Notizie

LA ZEUS DOMA TREVIGLIO, MA LA SOSTITUZIONE DI BROWN E’ ORMAI IMPROCRASTINABILE

RIETI – “La partita l’ha cambiata Filoni che questa sera avrebbe potuto marcare pure Michael Jordan, ma anche il PalaSojourner perché una squadra non puo’ ritenersi realmente forte e competitiva se non riesce ad imporsi su questo parquet”. Adriano Vertemati da Milano, classe 1981, un predestinato della palla a spicchi, fotografa ermeticamente, pero’ con efficace pragmatismo la combattuta contesa tra Zeus e BCC che ha celebrato il successo della Rieti dei canestri. Sul fronte amarantoceleste il (forse) meno noto, ma egualmente bravissimo Alessandro Rossi, si gode la vittoria. “Abbiamo giocato un match d’intensita’ straordinaria, contro un avversario fortissimo, per questo tutti i miei ragazzi meritano un encomio”. Poi, Rossi, propone un giusto paragone con la trascorsa stagione e si pone, come pone ai diretti interlocutori, un quesito: “a parita’ di partite giocate, abbiamo soltanto una vittoria in meno rispetto al campionato trascorso, per questo non comprendo il fondamento delle esagerate critiche che ci vengono quotidianamente rivolte”. La risposta e’ agevole. Innanzi tutto Rieti, pure contro il Treviglio, ha risposto affollando il PalaSojourner (2500 supporters?) e cio’ nonostante le poco esaltanti prestazioni pregresse del team (Napoli docet). I reatini, e’ noto, sono volubili, ma spontanei e sanguigni, calorosi, partecipi, nel bene come nel male. E’ scontato e assodato che questa squadra mai (o quasi), fino ad oggi, ha entusiasmato. O, meglio, lo ha fatto soltanto a tratti e per brevi spezzoni di gara. Una partita di basket e’ uno spettacolo al quale il pubblico, a differenza di quel che accade nella proiezione di un film, partecipa attivamente, é trasportato e coinvolto cosi da sentirsi anch’esso un attore (pardon, un giocatore). Una squadra – la propria – che non sappia interessare, travolgere, trasportare per entusiasmo, partecipazione collettiva, impegno ed agone non puo’ che tirarsi addosso i mugugni e le critiche – sempre benevole, perché mosse con lo spirito del tifoso – dei propri supporters. E’ accaduto spesso in questo torneo, ad ogni competizione casalinga ed e’ stato così pure con Treviglio per almeno due quarti di gara. L’assenza di corretto mordente come di un’adeguata cattiveria agonistica e’ stata una costante che trova la propria ragion d’essere nella mancanza di un leader, di un trascinatore, di un cestista capace di scortare i compagni, trasportare il pubblico. E’ quanto meno strambo che, tra tanti, ad assurgere a questo ruolo sia stato un ragazzino di appena 18 anni. “Filoni ha cambiato la partita e certamente lo convochero’ nella Nazionale under 20”, rincara la dose Adriano Vertemati che dallo scorso 25 ottobre ha sostituito Capobianco nel ruolo di primo allenatore di questa rappresentativa azzurra. Filoni ha tolto dalla partita Caroti che aveva furoreggiato. Poi ci hanno pensato ancora due “guerrieri” indigeni – Passera e Pastore – a completare l’opera. Il play ex Varese si e’ riscoperto una vocazione offensiva che ormai da anni (non segnava cosi dal 2013) aveva riposto nel cassetto. Pastore, unico per abnegazione e attaccamento alla maglia, ha supportato i due compagni di reparto al meglio, realizzando i canestri che hanno sentenziato la vittoria di Rieti. Stefanelli sarebbe stato meritevole di una valutazione insufficiente, ma le due triple scagliate in un amen che hanno aperto un solco tra le contendenti, decretando di fatto il successo della Zeus, gli restituiscono una sufficienza ampia. Sotto canestro il “solingo” Cannon si e’ battuto come un leone contro la batteria dei lunghi avversari, tutti pronti a limitarne al massimo le potenzialita’. Quanto a Brown, la sua avventura a Rieti puo’ dirsi conclusa. Rossi ha tentato di rigenerarlo in ogni modo, pero’ tutti gli sforzi sono stati vani. Il coach napoletano ha persino e troppo azzardato. Perché sul 36-39 per Treviglio e con Filoni in piena trance agonistica, ha avuto l’ardire di rispedire sul parquet l’improponibile “figlio di Mike” giusto in surroga del prospetto aquilano: due soli minuti sono stati sufficienti affinché Treviglio si issasse sul 36-44. E’ stata una mossa temeraria, che ha visto la sollevazione del PalaSojourner. Però (fortunatamente) è andata egualmente bene: Rieti ha vinto! Adesso serve operare almeno un innesto o forse due. Brown non può più giocare perché il suo apporto è deleterio. Egli è fuori da questa squadra: innanzi tutto mentalmente! E va cambiato: al più presto. Ma le difficoltà stanno pure sotto le plance dove qualcuno, piuttosto che battersi e dimostrare il proprio valore, a torto, scalpita e trascende in atteggiamenti inadeguati. I prossimi giorni diranno quali sono le strategie della Zeus che deve assolutamente ed incipientemente privarsi di Brown. (Valerio Pasquetti)

Potrebbe interessarti anche