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LA ZEUS NON SOFFRE LE VERTIGINI DELL’ALTA CLASSIFICA

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RIETI – Nella graduatoria del raggruppamento Ovest di serie A2, la Zeus NPC Rieti occupa il terzo posto in solitudine, alle spalle di Bergamo e Virtus Roma. Si tratta di un risultato incoraggiante e prestigioso che mai era stato conseguito dal sodalizio del presidente Giuseppe Cattani durante i 4 anni di militanza nel secondo campionato cestistico nazionale. Il (temporaneo) ottenimento della terza piazza – peraltro in perfetta solitudine – deve attribuirsi al bel successo colto dagli amaranto celeste domenica scorsa al PalaSojourner contro la Mens Sana Siena. I ragazzi di Alessandro Rossi si sono imposti a conclusione di una gara tecnicamente brutta, ma emotivamente bellissima e che ha tenuto avvinti i tanti sportivi accorsi al PalaSojourner per assistere a questo ennesimo successo della Zeus. Nella circostanza la gloriosa arena di Villa Reatina ha registrato un “pienone” come mai era accaduto prima d’ora durante la gestione-Cattani. Il palasport di Campoloniano era gremito in ogni ordine di posti per tre quarti della sua capienza. Soltanto la curva Velino, riservata pure nella circostanza alla tifoseria ospite, è parsa priva di quel contesto di supporters che devono caratterizzare ogni contesa cestistica che si rispetti. Conoscendo gli usi del pubblico sabino, è fin troppo agile desumere che una così ricca affluenza di sportivi debba imputarsi sia agli ottimi risultati conseguiti dalla squadra di Rossi, sia ad una classifica che, come ormai non accadeva da molti anni in questa Lega, sorride con larghezza al team amaranto celeste. La Zeus stupisce ogni volta di più. La partita avverso gli acerrimi rivali della Mens Sana era molto temuta: vuoi per la bontà del roster senese, vuoi per il desiderio di riscatto che, comprensibilmente, ha animato gli uomini di Paolo Moretti, reduci da una serie di sconfitte non ammissibili. Morais e gli altri ce l’hanno messa tutta per creare ambasce alla Zeus, riuscendovi per almeno 20 minuti, peraltro utilizzando la stessa arma cara alla Zeus: la difesa. Il match tra Rieti e Siena si è risolto in una partita a scacchi tra i due tecnici: il giovane Ale Rossi da una parte, ed il totem Paolo Moretti, un tempo grande giocatore ed oggi coach affermato, dall’altra. La gara ha vissuto su di un sostanziale equilibrio durante i primi 20 minuti, con le squadre bloccate sul 30 pari. Nel terzo quarto è salita in cattedra la Zeus che ha ulteriormente innalzato la propria aggressività sull’uomo così da mandare in tilt i forti avversari. La Mens Sana ha segnato la miseria di 6-punti-6 nell’arco di ben 15 minuti: l’intero terzo periodo ed i primi 5 minuti dell’ultimo parziale. Pure Rieti ha colpito il cesto avversario col contagocce, comunque più volte rispetto ai rivali tanto da garantirsi la vittoria. In una contesa caratterizzata da attacchi asfittici e percentuali da parrocchia – sia nel tiro da due sia in quello da tre – la differenza non potevano non farla le difese. In tal senso entrambe le formazioni hanno sciorinato un’applicazione senza eguali. Rieti, però, si è superata così da irretire i tiratori senesi i quali non sapevano più che pesci pigliare. Tutti i giocatori in forza a Rossi hanno contrastato con durezza e con gagliardia quelli della Mens Sana. Una menzione speciale va a Bobby Jones che è ormai l’idolo del PalaSojourner. Bobby è stato speciale perché si è sacrificato in un imponente lavoro, ergendosi ad autentico baluardo del pitturato della sua squadra. Jones era in ogni dove. Ha sporcato palloni su palloni, ha subito molti falli (7), si è sacrificato sull’uomo andando sempre a coprire su tutti i giocatori avversari il più delle volte raddoppiati di marcatura. In questo è stato corroborato dai compagni, ineludibilmente artefici di una performance cautelativa con pochi eguali. Tutte le soluzioni offensive sono stata strozzate dalle rispettive difese. Eppure, nonostante ciò, Ogo Adegboye ha palesato un gesto atletico, oltre che tecnico, di straripante bellezza. Ogo si è incuneato nel fortino senese, esibendo un terzo tempo con stacco finale appena un metro dentro la “lunetta” della campana ostile; qui il playmaker della Zeus deve aver rammentato le proprie origini e, con un balzo degno della pantera, ha incredibilmente raggiunto il cesto avversario, schiacciandovi la palla all’interno con la mano sinistra. Il pubblico del PalaSojourner si è alzato in piedi e, dopo un boato di esaltazione, ha riservato ad Ogo la meritato standing ovation. Ogo non ha esibito semplicemente “una schiacciata”. Ogo si è resto artefice de: “la schiacciata”. Un gesto tecnico ed atletico che ha conosciuto davvero pochi eguali e che, di certo, merita il titolo di miglior gesto sportivo di giornata. (Valerio Pasquetti)

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