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LAVORATORI CUP LAZIO, CONFERMATO LO SCIOPERO

Il Comitato Lavoratori CUP Lazio prende atto dell’esito negativo dell’incontro tra le rappresentanze sindacali di CGIL CISL e UIL e quelle dell’Amministrazione Regionale e conferma la propria adesione allo sciopero del 21 settembre prossimo e a quello ad oltranza a partire dal prossimo 28 settembre.

Nell’esortare tutti i lavoratori a prender parte all’astensione dal lavoro in difesa del proprio diritto al lavoro il Comitato diffida la Regione Lazio, le Aziende Sanitarie e le imprese titolari dei servizi Cup che impiegano i lavoratori in lotta dall’intraprendere azioni antisindacali che dovessero limitare il loro diritto di sciopero e/o a provvedere a sostituzioni del personale in sciopero.
L’azione di sciopero, a cui si giunge dopo aver tentato inutilmente un dialogo con la Regione Lazio, è giustificata dall’ottusa intransigenza di cinici amministratori pubblici che non intendono modificare di una virgola capitolato di gara.

Restano quindi confermati dalla Pisana il taglio di circa il 20% delle ore rispetto all’attuale organico che produrrà secondo i nostri calcoli la perdita di circa 350 posti di lavoro, mentre si conferma che le imprese che partecipano al bando non avranno nessun obbligo, in caso di aggiudicazione dei lotti di gara, di riassumere il personale in servizio nei ruoli e nella retribuzione attuali.
Quanto di peggio ci si possa aspettare da un’Amministrazione ed un Istituzione Pubblica che si dice vicina ai lavoratori, che consente una concorrenza sleale tra le imprese a discapito dei lavoratori, a colpi di massimo ribasso sul costo del lavoro e nella totale assenza di clausole sociali.

Un comportamento che evidenzia una volta di più l’ormai manifesta volontà di affossare il servizio sanitario pubblico regionale, avallando, oltretutto, una gara centralizzata partorita in un clima di perdurante scarsa trasparenza dei comportamenti dei responsabili del procedimento, già evidenziati dalla precedente gara svoltasi nel mortale abbraccio della Regione Lazio con mafia capitale e poi per questo motivo annullata dalla Pisana.
A tutto ciò siamo obbligati ad opporci attraverso un’adesione compatta allo sciopero:
per il futuro nostro, delle nostre famiglie e in difesa del diritto dei cittadini ad un servizio sanitario regionale pubblico efficiente ed accessibile a tutti.

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