NELLA PESANTE SCONFITTA SUBITA A BIELLA, LA ZEUS CONFERMA TUTTI I PROPRI LIMITI STRUTTURALI

Feb 3, 2020 | Altre Notizie | 0 commenti

RIETI – Disastro (annunziato) a Biella! La Zeus raggiunge il Piemonte al pari di una comitiva in gita di piacere e perde d’imbarcata. Tanti anni fa, una pubblicità su “Carosello” faceva così: “gruppo vacanze Piemonte: si parte!”. Capitan Vildera e compagni devono averla presa alla lettera e…sono partiti. In questo lustro di serie A2 non era mai accaduto (la memoria storica non ci conforta) che la NPC inciampasse subendo un passivo tanto pesante (93-64, -29). Purtroppo a Biella e’ successo perché, davvero, non c’e’ stata partita. Superiore, soprattutto fisicamente, e’apparsa la Edinol che si e’ garantita l’inerzia del match fin dalle primissime battute. Poi e’ stato un crescendo rossiniano della compagine di Galbiati che ha surclassato la Zeus. Una sconfitta a Biella era da mettere in preventivo anche se non in questi termini. Il patatrac, Rieti, lo ha compiuto a Cisterna di Latina, contro Eurobasket. Quella partita era stata (quasi) vinta. Invece tutti sanno com’e’ finita. Al cospetto dei piemontesi la Zeus si è eclissata. Rieti già al PalaSojourner aveva sofferto oltre il lecito la fisicità della Edinol. A Biella questo limite si e’ ancor di più conclamato. Ne e’ scaturita una sconfitta molto pesante, non giustificabile nel punteggio. Però può accadere, ci può stare perdere
d’imbarcata. Piuttosto. la pesante caduta degli amarantoceleste ha riacceso, veementi, le critiche contro il coach, Alessandro Rossi che da molti viene additato quale responsabile principe del non
gioco-NPC. Ma si e’ certi che sia realmente cosi? Si e’ certi che larga parte delle responsabilità, per le sconfitte di Rieti, siano da imputare a Rossi? O, piuttosto, ci si dovrà chiedere se e fino a qual punto l’organico amarantoceleste sia competitivo in questa Lega? La risposta viene proprio dal confronto con la Edinol. I piemontesi dispongono di un roster lungo e profondo, giovane al pari di quello reatino, ma tecnicamente e agonisticamente di ben altro livello. Valutiamo i due reparti di regia. La Zeus annovera un “buon” play titolare, Marco Passera, ma questi ha 39 anni (!), dovrebbe avere un minutaggio limitato e Rossi non dispone di un alter ego per poterne surrogare le prestazioni se non Fumagalli, una scommessa in A2, confermatosi anche a Biella un flop. Quanto a Raffa, è stato inserito di recente, egli evidenzia non pochi limiti in cabina di regia. Biella contrappone Saccaggi (28 anni) che non necessita di presentazioni e Federico Massone (22 anni), un giovanotto che ne ha messi “soltanto” 19 contro Rieti, con 4/5 da tre, 5 rimbalzi, 6 assist e ben 30 come valutazione globale. All’occorrenza una mano può darla anche Bortolani (guardia di 20 anni) che, nel ruolo, è tra i migliori indigeni di A2 (viaggia ad oltre 16 ppg). Lasciano perplesse le prestazioni più recenti di Raffa. Con Eurobasket e, soprattutto, a Biella l’italoamericano non ha fatto bene. Raffa si e’ “nascosto”, non ha inciso. E’ stato mediocre, al pari del suo predecessore Brown. Tutti hanno fatto male, sia bene inteso, ma da Raffa ci si aspetta e ci si aspettava qualche cosa in più, una maggiore incisività che, invece, non c’e’ stata. Sotto canestro e’ stata notte fonda. Polite, Omogbo, Donzelli e Barbante hanno dominato, tuttavia oltre quel che fosse lecito attendersi. Vildera, Cannon e Zucca hanno fatto una grama figura. Zucca ha giocato per proprio conto, come prassi, combinandone a iosa, su ambo i lati del campo. Vildera, quanto meno, ci mette (sempre) la buona volontà, ma i suoi limiti rimangono evidenti. In altri termini: la superiorità di Biella e’ stata netta, palese e incontrovertibile. A Rieti, in occasione della gara di andata, l’effetto-PalaSojourner aveva almeno in parte lenito le differenze tra i due team. Che a Biella sono emerse in tutta la loro, conclamata evidenza. Non si capisce, in tutto questo, quali siano le “abnormi” responsabilità di Alessandro Rossi al quale non pochi, tra i supporters amarantoceleste, rimproverano le ormai consolidate defaillance (strutturali, piuttosto) del team reatino. Paiono invece superiori le responsabilità dei vertici NPC per aver (male) allestito un organico mediocre, tecnicamente povero, di efficienza risibile, privo di talento. Certamente si vince e si perde tutti insieme e se la Zeus subisce un passivo di 29 a Biella, Alessandro Rossi, nella qualità di coach, e’ il primo responsabile della sconfitta. Tuttavia e con questo organico, Rossi ha fatto fin troppo. Che Rieti pensi a mettersi in salvo quanto prima. Perché già Mercoledì giungerà al PalaSojourner l’indecifrabile Scafati (reduce dall’inciampo casalingo contro Eurobasket) che e’ capace di vincere e perdere contro chiunque e su qualunque campo. (Valerio Pasquetti)

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