Cronaca

PASSO CORESE, ACCOLTELLA IL PADRE E SCAPPA DOPO LA SENTENZA DEL GIUDICE. CARABINIERI METTONO FINE ALLA FUGA

La fuga durata due giorni di un 20enne di Passo Corese ha tenuto in allerta e ha impiegato tutti gli sforzi delle pattuglie dei Carabinieri di Passo Corese e Poggio Mirteto. Sforzi profusi anche anche fuori provincia, nelle principali stazioni della capitale. Tutto è successo tra il 23 e il 24 maggio, quando il giovane, D.F., poco meno che ventenne è scappato poco dopo l’udienza di convalida dei domiciliari del giudice di Rieti.

Tanta l’apprensione e la paura che la sua situazione si aggravasse, che potesse commettere nuovi errori. Dopo quella lite, circa 10 giorni fa, quando nella sua casa di Passo Corese, una delle frazioni più densamente popolate di Fara in Sabina, florida cittadina della Sabina, era scoppiata una lite.

Il ragazzo si era macchiato di un’aggressione al padre, fortunatamente finita “solo” con piccole lesioni. Un alterco nato – recita il comunicato dei Carabinieri – ”per futili motivi e incomprensioni personali”, in cui l’uomo ha avuto la peggio riportando una lieve ferita alla guancia, inferta con un coltello a serramanico. Un fendente impresso dopo aggressioni verbali e collutazioni, e la distruzione di alcune suppellettili. Troppo per il giudice che, su indicazione di quanto raccolto dai Carabinieri lo ha fermato per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e resistenza a pubblico ufficiale.

Fortunatamente i Carabinieri di Passo Corese e quelli di Poggio Mirteto lo hanno trovato, a due giorni di distanza dalla sentenza e fermato mentre camminava a piedi nel centro di Passo Corese, poco lontano da casa, subito dopo l’ora di cena. Erano le 21,30 circa.

Il giovane, conclude la nota dei Carabinieri, non ha fornito spiegazioni su dove sia stato e su cosa abbia fatto, e al termine delle formalità di rito è stato ricondotto a casa dei genitori in regime di arresti domiciliari, la stessa dove pochi giorni scorsi si era consumata la lite.

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