Real Sebastiani: a Bisceglie confortanti segnali di crescita

Apr 24, 2021 | Basket | 0 commenti

RIETI – La partita che la Real Sebastiani ha disputato e vinto mercoledì a Bisceglie è stata, ad oggi, tra le migliori e più godibili dell’intera stagione amarantoceleste. I reatini, complice un’ottima Bisceglie, hanno esibito un basket frizzante che ha entusiasmato. Erano di fronte due squadre alle quali piace molto fare canestro, meno difendere. Questo è sembrato. Ciò ha dato il “là” ad uno spettacolo all’altezza, pur se, nell’occasione, errori (talora evitabili) non sono mancati. La prestazione di Bisceglie stride con quelle, decisamente meno avvincenti, che la compagine reatina ha sostenuto prima della lunga trasferta in Puglia, ma sempre al cospetto di formazioni pugliesi: a Molfetta e in casa contro Monopoli. Viene da credere – come più volte è stato evidenziato – che la Sebastiani (ma ciò è anche “normale”) sappia e possa dare il proprio meglio allorché l’antagonista è tecnicamente competitivo e di livello. Viceversa le performance contro squadre di modesto tenore, di bassa classifica, operaie si rivelano oltre che poco gradevoli, anche piuttosto impegnative, ben oltre le aspettative. Ciò, in fin dei conti, conforta perché, presto (al termine della fase ad orologio, quindi intorno al 10/12 maggio, dipenderà da quando sarà recuperato il match con Ruvo) avranno abbrivio i play off e, allora, con l’avvento delle “gare senza domani”, la tensione dovrà necessariamente crescere e, con questa, aumenterà giocoforza il livello di attenzione e la condizione emotiva degli atleti. Uno status dal quale, per quanto si è visto fino ad ora, Rieti non potrà che trarre giovamento. Con l’auspicio che il generoso e vulcanico patron, Roberto Pietropaoli, possa operare ancora un inserimento nel proprio roster così da accrescerne ulteriormente la qualità e le potenzialità. Volendo stilare una classifica di gradimento e di rendimento della Real Sebastiani, sembra chiaro che la confortante prova fornita dalla  compagine reatina a Bisceglie, si ponga al fianco o, comunque, immediatamente a ridosso delle tre gare di Coppa Italia: Rimini, Agrigento (soprattutto) e Piacenza nell’ordine. Stride, con la filosofia di questo ragionamento, soltanto una gara: quella disputata e persa al PalaSojourner contro Taranto. In quel frangente Rieti non soltanto uscì sconfitta, ma giocò anche male. La fase finale di Coppa Italia, viceversa, ha osservato una buona – talora ottima – Sebastiani pur se il risultato finale non  è stato purtroppo confacente alle aspettative. A Bisceglie si è potuto apprezzare qualche cosa di simile. Si sono rivelate lodevoli le trame offensive pur se al cospetto di una difesa tutt’altro che ermetica. Però vi è stata soddisfazione, soprattutto quando hanno operato i “tre tenori” della Sebastiani: Traini, Loschi e Ndoja. Traini ha commesso qualche errore evitabile, ha smarrito alcuni palloni che poteva gestire con maggior costrutto e, con lui, il pur bravo Basile che sembra tuttavia pagare l’infortunio alla mano (ad un dito più precisamente). Tuttavia il “motore” di Traini dà alla squadra una spinta portentosa dalla quale tutti traggono giovamento. Ndoja è stato favoloso, più di quanto non accada nella prassi. Loschi è andato un po’ a fiammate, ma anch’egli ha fatto più che dignitosamente la sua parte, facendosi apprezzare per alcuni scambi deliziosi con i compagni. Quanto agli altri, Paci è decisamente lievitato di rendimento, soprattutto in fase offensiva. Qualche cosa di simile era accaduto per il centro torinese anche nelle finali di Coppa Italia (Piacenza in specie), ma poi Paci è tornato nell’anonimato. L’auspicio è che la gara di Bisceglie sia servita al centro amarantoceleste per definitivamente sbloccarsi  così da essere più continuo su questi livelli di rendimento. Paci seguita a fare molta fatica in difesa, specialmente quando deve contenere pari ruolo dotati di verticalità come è stato con Seck Fadilou di Bisceglie (11 rimbalzi per il centro di colore). E’ fuor di luogo che, nel momento in cui il coach Righetti dà spazio alle seconde linee, la qualità del gioco reatino scema, ma non potrebbe essere diversamente. Drigo che ha avuto la mano (molto) calda fino a qualche settimana fa, paga un evidente calo di rendimento. Cena tenta di dare il proprio contributo al pari dei giovani Di Pizzo e Provenzani. Anche la gestione degli uomini e dei tempi della partita sembra cresciuta e questo per il lavoro di Righetti come dei suoi collaboratori. L’auspicio è che, tutto quanto di buono e di positivo è stato visto ed apprezzato contro Bisceglie, non rimanga una “ginestra o fiore nel deserto”, ma abbia un seguito e, anzi, i positivi segnali lievitino con il trascorrere degli impegni e con l’incedere della stagione che, presto, entrerà nel suo vivo.  (Valerio Pasquetti)

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