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REAL SEBASTIANI: DOPO PAROLE E PROMESSE, LA CITTA’ E GLI SPORTIVI ASPETTANO I FATTI.

RIETI – La nascita di una nuova realtà cestistica, a Rieti – la Real Sebastiani – deve essere salutata con compiacimento e con entusiasmo. Non a caso l’umbilicus italiae è: “la Rieti dei canestri!” Peraltro la concorrenza, per un consolidato principio economico, non può che giovare. Magari sarà soltanto un caso ma, in tempi di post-covid, il presidente Giuseppe Cattani sta allestendo per la NPC una tra le migliori compagini (sempre sulla carta) mai assortite durante un intero lustro di militanza in serie A2. La Real Sebastiani poteva avere un senso soltanto se, a guidarne le sorti, ad esserne il “cicerone” come il dominus indiscusso fosse stato un reatino passionale e verace, vulcanico e propositivo, buon conoscitore di basket: Roberto Pietropaoli. Il commercialista reatino, al pari di tutti quelli della sua generazione, è cresciuto con la palla a spicchi nel proprio dna. Pietropaoli, in età giovanile, ha pure giocato al basket come al calcio. E con ottimi risultati. Pietropaoli non ha mai sottaciuto la propria passione (viscerale) per la palla a spicchi e, nel momento in cui ve ne è stata l’occasione, ha voluto mettersi alla prova: nonostante la NPC, nonostante Giuseppe Cattani, nonostante una realtà solida e consolidata ormai dal 2012. Nulla da obiettare. Fin qui va tutto bene. La distonia è sorta allorché, una volta resi noti i componenti della nuova entità societaria – Real Sebastiani Rieti Srl – è balzato all’occhio che, di reatino, in quella società, vi era davvero ben poco o, per dire il vero: nulla. Con la Zeus Energy Group – già sponsor della NPC – a farla da padrona. Pietropaoli, nonostante avesse tessuto con abilità e competenza tutti i passaggi volti a condurre in città il titolo sportivo del Valmontone, seguitava a chiamarsi fuori: “io non c’entro, non faccio parte della società, ho simpatia per questa nuova realtà, ho dato il mio contributo in termini di competenze e professionalità ma, con la Real Sebastiani, non c’entro!”. Dichiarazioni reiterate che, di lì a qualche settimana sono state totalmente smentite e capovolte nella conferenza stampa di presentazione della Real Sebastiani che ebbe luogo lo scorso 22 luglio. Quell’incontro con i rappresentanti dei media si trasformò, di fatto, di un “one man show” nel quale Roberto Pietropaoli fu al centro di tutte le attenzioni. Per questo il ripensamento del commercialista reatino deve essere salutato con positività e con simpatia. Egli ha dimostrato, in tanti anni di militanza nel futsal, di avere capacità notevoli così da cogliere successi inusitati e importantissimi (una finale scudetto e due competizioni europee nel proprio palmares). Il futsal, però, non è il basket. Il futsal, soprattutto, non è uno sport olimpico e questa non è una valutazione di poco conto. La volontà di Pietropaoli, ora, è quella di trasfondere tutta l’esperienza maturata col Real Rieti nel basket, al fine di restituire la Rieti dei canestri agli antichi fasti: la militanza in Lega A. Un obiettivo che Pietropaoli si è prefissato di conseguire entro soli due anni. Quindi due promozioni consecutive – a memoria storica ne fu capace soltanto il Teramo Basket che, con Franco Gramenzi alla guida, salì dalla B1 in A2 e, l’anno successivo, in A1 quando correvano i primi anni 2000 – che sarà difficilissimo carpire. Tutto ciò è o, meglio, sarebbe bellissimo. Pura poesia, per i sempre bistrattati tifosi reatini. Al pari di una denominazione storica e che intriga: quel Sebastiani, divenuto Real, che affascina e che induce a sognare. Tutto ciò a parole. Poi serviranno i fatti. Servirà dare contezza alle dichiarazioni esternate non senza un briciolo di protervia che, però, è consona al personaggio. E’ altrettanto chiaro ed evidente, al di là delle esternazioni di rito, che la Real Sebastiani nasce in antitesi alla consolidata NPC. Con una frangia della tifoseria subito pronta a schierarsi così da prendere posizione pubblicamente (con tanto di comunicato e di striscione): “giù le mani dalla Sebastiani”. Ciò in merito alla presunta diatriba a tre (Provincia di Rieti, NPC e Real Sebastiani) che sembra essere insorta per l’utilizzo del PalaSojourner. In tutto questo non può e non deve assolutamente passare in subordine la NPC e ciò che il suo mentore, Giuseppe Cattani, ha saputo ricreare dal nulla. Gioverà rammentare come, attraverso una sorta di referendum popolare tra i tifosi, alcuni anni or sono Cattani propose di modificare la denominazione della sua squadra da NPC in Sebastiani. I supporters, però, scelsero di conservare il nome originario che è, appunto, NPC e, cioè, New Project Children, in sostituzione del “fu” Nuova Pallacanestro Contigliano. Cattani ha raccolto le ceneri della pallacanestro reatina e, cioè, quel che ne rimaneva dopo le vicende tristemente note legate alla NSB prima, poi al Rieti Basket Club (fallito) al pari degli Angels di Sant’Arcangelo di Romagna e del relativo titolo sportivo, condotto alle pendici del Terminillo e, presto, fallito anch’esso. Giuseppe Cattani ed i suoi collaboratori hanno saputo restituire alla Rieti dei canestri una dignità ed un decoro che erano ormai estranei ed ignoti. Cattani ha sempre asserito che il suo obiettivo era riconquistare la serie A2, la qual cosa è puntualmente avvenuta già il 13 Giugno 2015. E, si badi bene, nello sport e nel basket più in particolare, vincere non è mai impresa agevole. Cattani non ha goduto, a differenza di tutti i suoi predecessori, di contributi e sussidi elargiti a vario titolo dagli enti pubblici. Cattani ha dovuto fare tutto da solo. E’ stato capace, insieme ai tanti volontari che lo hanno circondato e che lo circondano, di riportare un entusiasmo popolare spontaneo e sincero, degno della piazza, come testimoniano le abituali, 2000 presenze ed oltre sulle tribune del PalaSojourner. Con l’impegno della Willie – alla quale la NPC è collegata – come dei vari Tilli, Cerafogli, Cicchetti e di tutti quanti vi lavorano, centinaia e centinaia di bambini si sono potuti riavvicinare allo sport dei giganti, per praticarlo con gioia e con euforia. Certamente, Cattani non ha mai fatto “sognare”, non ha mai promesso quel che, per le sue possibilità economiche, è semplicemente pura utopia: la Lega A. Cattani si è sempre tenuto con i piedi ben saldi in terra e, con molto pragmatismo, ha costruito squadre più che decorose per il torneo di militanza. Rieti non ha mai avuto, sotto la sua guida, ambizioni diverse. Semplicemente perché Cattani, ma la realtà economica della nostra cittadina, soprattutto, non sono nelle condizioni di sostenere un campionato ricco e dispendioso qual è la Lega A. Tuttavia Cattani non ha fatto (soltanto) molto: ha fatto moltissimo. E altrettanto seguiterà a fare. La Rieti dei canestri non può non riconoscerlo, nella sua totalità come non può non essergliene grata. Al pari di coloro i quali, firmando il: “giù le mani dalla Sebastiani”, si sono dichiarati fermi oppositori di tutti quanti ne dovessero limitare l’incedere (ma chi vuole questo?). L’auspicio è che, Pietropaoli e la Real Sebastiani riescano ad arrivare laddove dichiarato e promesso. La città di Rieti ed i suoi sportivi non potrebbero che gioirne e sarebbero eternamente grati. Al momento, però, siamo fermi alle parole. Per Cattani parlano i fatti e, cioè, 8 anni di gestione societaria sana ed ineccepibile, una promozione storica dalla B in A2 e 5 campionati meritori disputati nella seconda lega nazionale. Il resto, oggi, sono ancora e soltanto chiacchiere. (Valerio Pasquetti)

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