Real Sebastiani: La cocente sconfitta patita nel derby conferma le odierne perplessità sulla squadra

Set 20, 2021 | Basket | 0 commenti

La partita vinta contro Piombino – soltanto giovedì scorso – aveva indotto a riflettere esitazioni sulla solidità dell’organico Real Sebastiani. Il derby “offerto” agli straripanti avversari della Npc e le evidenti, gravi deficienze manifestate nel frangente hanno aggravato la situazione, trasformando i dubbi in certezze: negative! Settembre deve ancora terminare, ogni squadra ha condizioni di forma che dovranno essere ponderate col prosieguo della stagione, ma oggi questa Sebastiani non piace, non diverte e non convince. Sulla carta la squadra di Alex Finelli è la più forte (e, soprattutto, la più costosa). I campionati, però, non si vincono con le figurine. Serve dell’altro, serve di più, molto di più. Al cospetto della fortissima Npc, la Sebastiani ha testimoniato di essere, oggi, molto carente. Il divario maggiore  è sembrato quello di una fisicità, di una intensità e di motivazioni solidali di gran lunga minoritarie rispetto a quelle degli avversari. La Sebastiani – dato di fatto oggettivo e incontestabile – è una compagine “vecchia”, “attempata”, “stanca”, “logora”. E’ un po’ come una squadra ciclistica che dispone di ben 7 corridori “capitani” (i senior) e di appena 3 ciclisti “gregari” (gli under) quando dovrebbero essere l’esatto contrario. Nel derby gli esterni (play e guardie) hanno sofferto l’inverosimile. Stanic – seduto a bordo campo con un braccio ingessato – non c’era, ma quale contributo avrebbe potuto offrire un giocatore di 37 anni? Traini è in netto ritardo di preparazione, egli ha tirato dall’arco con percentuali irrisorie; colpisce che, tra tanti, sia stato proprio Traini a tentare il colpo del pareggio sul finale di gara. Piazza – 34 anni ed una carriera costellata da diversi problemini fisici – sembra l’ectoplasma del bravissimo giocatore che tutti ricordiamo. Antelli e gli altri ci hanno giocato come il gatto col topo. Loschi ha regalato ciò che sappiamo. Nel pitturato non è andata meglio e, piuttosto, è forse andata peggio. Tolto Ndoja (comunque 36 anni) che è l’unico, vero campione di questa squadra, la Real annovera Ghersetti che ha 40 anni ed il cui contributo è stato fino ad ora pressoché inutile: 15  minuti di utilizzo, 6 punti, la miseria di 1 rimbalzo e soltanto 4 come valutazione nel derby. Chiumenti (34 anni), poi, conoscendone l’importante carriera, delude forse ancor più. Timperi (7/9 al tiro) e Tiberi (7/8) gli hanno creato difficoltà enormi. Lo testimoniano le percentuali dei rivali ed i rimbalzi catturati dall’ex Ravenna (soltanto 3) in 28 minuti di utilizzo come, pure, gli errori da sotto canestro. L’età media di tutti questi giocatori è di 33.8 anni: troppo! Un’esagerazione per un campionato fisico ed aggressivo qual è la serie B. Alex Finelli dispone di tre buoni giovani (under), ma soltanto Piccin è stato utilizzato congruamente (10 minuti). Dieng ha calcato il parquet per 4 minuti; Roman ancora meno (2 minuti). La squadra potrà crescere e, di certo, regalerà vittorie importanti. Tuttavia, ove dovesse qualificarsi per i play off (il che è tutto da ponderare), giocare partite intense e molto fisiche ogni due o tre giorni, peraltro col caldo di maggio e giugno, è una sicura incognita.

Di: Valerio Pasquetti

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