RIETI “ADDOMESTICA” LATINA NONOSTANTE LE LAMENTELE DI GRAMENZI SULL’ARBITRAGGIO

Nov 12, 2018 | Basket, Sport | 0 commenti

Di: Valerio Pasquetti

La Zeus si accende e non dà scampo a Latina che soccombe dopo una partita tirata e combattuta, tanto brutta e noiosa nella sua prima parte, quanto bella, avvincente e coinvolgente nei secondi venti minuti. Rieti vince e convince nonostante le premesse di questo match non fossero tra le più rosee. Si sapeva che Alessandro Rossi avrebbe dovuto fare a meno di Frazier come (ancora) di un suo, adeguato sostituto. Si sapeva, anche, che Angelone Gigli sarebbe stato dell’agone quasi per onor di firma, un po’ come era accaduto a Tortona. Si sapeva, infine, che durante la settimana di preparazione al derby contro la Buonacquista, diversi tra gli effettivi in amaranto celeste avevano avuto problemi fisici di vario genere. Per questa ragione le doglianze dell’ottimo Franco Gramenzi, nel dopo partita, devono essere prese con beneficio d’inventario. Il coach teramano ha una caratterino bellicoso e – chi lo conosce lo sa bene – a perdere non ci sta: neanche a briscola. “Franchino” che, per chi – purtroppo ormai molti – non lo ricorda, ha lavorato a Rieti tra il 1998 ed il 2000 sotto la gestione del presidente Davide Angeletti, fu artefice di due ottimi campionati e, nel 2000, sfiorò la promozione in Lega Due nella partita di finale persa contro il Castelmaggiore che è passata agli annali della pallacanestro di questa città. Gramenzi è tornato molte volte a Rieti, sempre da avversario: vi ha vinto e vi ha perso. In occasione della sconfitta patita domenica dalla sua Latina, però, ha avuto una caduta di stile che non è consona al proprio modo di essere, ciò probabilmente in ragione dell’indole battagliera che lo anima e che lo ha condizionato in una valutazione non proprio serena della contesa. “Ritengo che la direzione arbitrale non ci abbia favorito – dice eufemisticamente il tecnico dei pontini, citando a memoria una serie di episodi che, a suo dire, avrebbero penalizzato Latina – e poi abbiamo regalato a Rieti un giocatore del calibro di Patrick Baldassarre”. Con tutto il rispetto per Latina e per l’amico Franco Gramenzi, la Zeus NPC ha vinto il derby facendo affidamento unicamente sulle proprie forze che, per l’occasione e per i noti problemi, erano ben al di sotto dello standard ordinario. Attribuire alle giacchette grigie ed alla loro direzione responsabilità incidenti nell’attribuzione del successo non rende onore a nessuno e, men che meno, all’uomo ed al tecnico che, a Rieti come nell’Italia cestistica, gode di stima incondizionata. La Benacquista, gioverà rammentarlo, ha potuto beneficiare di un Gigli che ha giocato forse al 40-50% delle proprie potenzialità. Se ne è avvalso il carneade Allodi che ha potuto iscrivere a referto la bellezza di un “ventello” come raramente gli era accaduto in carriera. La mancanza di Frazier ha costretto per l’ennesima volta l’eccezionale Marcos Casini agli straordinari. Il “gaucho” si è dovuto accollare responsabilità di regia e minutaggio che, certamente, non sono consone alle proprie caratteristiche tecniche come alla sua non più verde età. Toscano, difensore portentoso, valido attaccante e con una tigna con pochi eguali, è stato costretto a lungo in panchina per via di una mal di schiena che lo ha di molto limitato nella settimana che ha preceduto il match; Toscano sarebbe stato l’uomo perfetto per francobollare Fabi che, senza l’assillo di un mastino alle calcagna, ha potuto fare il bello ed il cattivo tempo. Franco Gramenzi si è lamentato anche per un (presunto) fallo che sarebbe stato commesso ai danni di Carlson su tiro da tre punti, scagliato negli ultimi, palpitanti istanti del match con Rieti già avanti 77-74. “Ho detto ai direttori di gara che certi falli vanno fischiati!”, ha sentenziato il tecnico teramano. Qualcosa di analogo accadde di recente anche a Rieti – ma nella pallacanestro è sempre accaduto – con Frazier che fu bloccato fallosamente in una percussione che poteva regalare tiri liberi e la vittoria o l’overtime. “Abbiamo vinto noi, questo soltanto importa!”, chiosa il presidente Cattani.

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