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RIETI, GRILLINI CONTRO SPECULAZIONI AGRICOLE

In vari Comuni della Provincia, negli ultimi mesi, si sono svolti una serie di convegni nei quali i soliti partiti hanno promesso la proclamazione dello stato di calamità naturale per il settore olivicolo, ma il Fondo di Solidarietà Agricolo Nazionale (FSN) è al verde, come ribadito anche dal deputato del M5S Gallinella, in un articolo di stampa del 7 novembre u.s. (http://www.agenparl.com/?p=117697).

Le responsabilità sono anche da parte degli enti preposti e delle associazioni di categoria che NON hanno allertato per tempo gli agricoltori del rischio legato alla mosca olearia (insetto che attacca la pianta), non risulta infatti che diversi servizi fitosanitari regionali abbiano diramato nessun bollettino! Nella nostra regione è mancato questo avviso del rischio dovuto alle favorevoli condizioni climatiche per la mosca, fatto grave questo, che avrebbe potuto evitare la drammatica perdita del prodotto oleario. I portavoce del M5S, nella Commissione Agricoltura di Camera e Senato, hanno ricevuto numerose segnalazioni dai vari territori riguardo le gravi perdite di tali produzioni, ed ora stanno valutando diverse azioni legislative e di indirizzo nei confronti del Governo, per favorire l’accesso al FSN (fondo di solidarietà nazionale) o per promuovere un efficace piano assicurativo nazionale (entro il mese di novembre di ogni anno, il MIPAAF emana un decreto nel quale sono riportate le colture e le fitopatie per le quali gli agricoltori possono assicurarsi).

Questo è l’unico modo per avere contributi economici a seguito del danno, di tutte le colture inserite nel decreto di cui sopra, che tenga conto anche delle recenti fitopatie. E’ recente, infatti, la notizia che la Regione Lazio ha negato lo stato di calamità naturale presentato nell’autunno scorso da una trentina di comuni sabini e da tutte le Associazioni di categoria. Questo mancato riconoscimento rafforza ancora di più la linea d’azione dei Parlamentari del M5S nella tutela dei coltivatori e del prodotto tipico nazionale.
Bisogna fare in fretta però, per contrastare eventuali speculazioni da parte delle multinazionali, come la Monsanto, appoggiate dalle politiche folli di Bruxelles che non denotano interesse alla tutela per il prodotto italiano se non quelli dei colossi mondiali del settore. Un esempio? Basterebbe seguire le cronache degli ultimi giorni dalla Regione Puglia, dove la moria di piante rischia di cancellare una tradizione secolare e di penalizzare soprattutto i produttori bio. (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/12/strage-ulivi-in-puglia-demergenza-arriva-commissario-straordinario/1418640/ )

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