Politica

SABINA, TRATTAMENTO RIFIUTI INERTI

Solo poche ore fa annunciavamo alla stampa e ai cittadini di aver perso un’importante battaglia, ma visto che doveva ancora tenersi l’ultimo “scontro” in cuor nostro speravamo in un colpo di coda e in un ripensamento dell’ultimora dell’amministrazione di Poggio Nativo. Ma così non è stato; infatti la maggioranza consiliare di Poggio Nativo sotto la guida sempre più omnisciente e soffocante del vicesindaco Vittore Antonini lunedì 9 febbraio ha autorizzato la costruzione di un Impianto di recupero dei rifiuti inerti, ovvero la distruzione di ben 45.000 mq di terra agricola in uno dei posti più belli dal punto di vista paesaggistico della frazione di Casali.

Come abbiamo già spiegato nell’agosto 2013 la Società RECUPERO ECOLOGICO SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI INERTI nella persona del suo rappresentante legale Z.G. inoltra al comune un’istanza per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti inerti. Il Comune prende atto e convoca la conferenza dei servizi per aquisire i pareri necessari su vincoli paesaggistici-ambientali e urbanistici, fermo rimanendo trattandosi di rifiuti non pericolosi l’autorizzazione spetta al Comune. Solo un mese prima sempre il sig. Z.G. questa volta a nome della Costruzioni srl presenta al comune un’altra istanza in cui si dichiara disponibile a cedere in affitto al Comune un terreno di circa mq. 2.100, confinante con l’area su cui realizzerà l’impianto di inerti, al prezzo di 500 euro annui mediante concessione ventennale, visto che il Comune ha in progetto la realizzazione di un ecocentro comunale e di un impianto di compostaggio di comunità grazie ad un finanziamento regionale del 2012 di circa 192.000 euro. Il comune anche in questo caso prende atto e convoca una seconda conferenza dei servizi. Notiamo poi che casualemente il nuovo progetto del Comune, visto il cambio del sito, è affidato allo stesso studio e allo stesso ingegnere che ha presentato il progetto per l’impianto di rifiuti inerti della privata Società.

La nostra opposizione al progetto è stata ferma in quanto abbiamo cercato in ogni modo di far capire che nei terreni confinanti e circostanti insistono abitazioni e coltivazioni agricole di pregio quali gli uliveti che producono il nostro Olio Dop Sabina di cui andiamo tanto fieri. Pensiamo ai ragazzi della Fattoria42 che a pochi metri di distanza da queste terre hanno aqcuistato 3,5 ettari di terra e avviato un’attività di agricoltura biologica. Come non rendersi conto allora che un simile impianto provocherà inevitabilmente un’alterazione dell’impatto visivo-paesaggistico, un disturbo dell’habitat faunistico nonché importanti danni da ricaduta di polveri sulla flora e sulle coltivazioni agricole? Per non parlare poi della salute dei cittadini residenti in zona. Infatti nonostante tutte le prescrizioni che la Regione e la Provincia hanno elencato nei loro pareri siamo consapevoli che tale attività produrranno emissioni in aria di polveri sottili (polveri di cemento) generate nella fase di movimentazione, stoccaggio, lavorazione e deposito degli inerti, nonché dal traffico degli automezzi che trasportano i meteriali destinati all’impianto; produrranno rumore, legato alla lavorazione dei materiali con buona pace di quel rumore silenzioso che oggi la natura di quella vallata ci regala.

Dopo la nostra denuncia in rete e tra i cittadini è nata e in poche una protesta che ha visto tantissimi cittadini di Poggio Nativo e di Toffia, comune confinante e vicinissimo al luogo di intervento, raccogliere firme e presentarsi in Consiglio lunedì a chiedere insieme a noi consiglieri di minoranza di fermare quest’opera, di poter almeno rimandare la votazione e approfondire insieme la questione e valutare possibili alternative. Ma completamente sordi alle richieste della popolazione e all’appello accorato che abbiamo rivolto ad ogni singolo consigliere, guidati da un’inarrestabile arroganza dell’ignoranza hanno espresso il loro voto favorevole all’intervento.

Del resto di fronte ai nostri rilievi sull’opportunità di tale intervento l’unica risposta che è stato in grado di dare il Vicesindaco Antonini (anche in questa occasione un ‘opinione a riguardo del sindaco Carconi risulta non pervenuta!) è stata quella di giustificare tale intervento vagheggiando numerose opportunità lavorative non ovviamente supportate da un piano industriale o da un pensato e studiato piano di sviluppo artigianale che invece in altre zone del nostro comune avrebbe realmente senso e necessità di sorgere. Insomma il più classico e oramai abusato tentativo di creare consenso con promesse aleatorie, che vanno a sommarsi alle tante accumulate nell’ultima campagna elettorale, nei riguardi di tanti giovani in difficoltà e in carenza di lavoro che vivono nel nostro paese come in tutta la provincia.

Di certo andremo avanti e saremo accanto ai cittadini che ci chiedono di non arrenderci, che sperano ancora nella possibilità di evitare questo scempio e vaglieremo ogni possibile azione in tal senso, appellandoci al presidente Zingaretti, per quanto nelle sue possibilità, che proprio in questi giorni ha lanciato un’iniziativa della Regione per la difesa del territorio, per fermare il consumo del suolo e “rimediare a uno dei più grandi crimini nel nostro Paese nel dopoguerra: l’incuria in cui sono stati lasciati beni primari come la terra, le acque, il patrimonio artistico e archeologico e la sicurezza dei cittadini”.

I consiglieri di minoranza di Poggio Nativo
Veronica Diamilla, Livio Guidi e Moreno Giuliani

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