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STRADE PROVINCIALI, COSSU: “QULACUNO SI ASSUMA LA RESPONSABILITÀ DEL DISASTRO”

«Bisogna avere il coraggio di dire la verità. Il problema vero non è ciò che non riesce a fare oggi l’amministrazione provinciale; il problema è quello che non ha voluto fare ieri, di cui oggi paghiamo le amare conseguenze». È quanto dichiara il consigliere provinciale Marco Cossu, capogruppo di Territorio e partecipazione, che prosegue: «La Tirreno-Adriatico è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso; la certificazione esterna che sa di umiliazione per chi vive in Sabina»

«Sappiamo che le province sono state spolpate fino all’osso dalle politiche sbagliate dei governi Monti, Letta e Renzi, pertanto l’amministrazione si trova impotente di fronte a ciò, ma qui qualcuno si deve assumere la responsabilità delle cose. Dire che non ci sono i soldi non risolve il problema né lo può relegare in fondo all’agenda politica», incalza l’esponente di Fratelli d’Italia, che va alla radice del problema: «Se è vero che il consiglio provinciale, presidente in testa, da due anni a questa parte non ha perso occasione per lanciare appelli ai vertici dello Stato, è altrettanto vero che in Sabina ci sono strade, come la provinciale 48 “Finocchieto”, che quando hanno visto l’asfalto l’ultima volta c’era ancora la lira. La verità è che quando c’erano i soldi per fare manutenzione e investimenti, l’amministrazione provinciale ha ignorato questo territorio. Non tutte le strade provinciali si trovano nello stesso stato di degrado; allora è evidente che nel recente passato abbiamo subito una disparità di trattamento da parte del centrosinistra, ininterrottamente al potere da venti anni nella Provincia di Rieti».
Cossu richiama alla responsabilità il partito di governo a tutti i livelli: «Mai come ora la cosiddetta filiera istituzionale è favorevole al Pd; Rinaldi, Zingaretti, Gentiloni e Mattarella uniscano le forze per “restituire il giusto peso e la giusta dignità ai territori e alle comunità cui le Province devono erogare e garantire i servizi essenziali”. Avranno tutto il nostro sostegno e quello di chi ha votato “no” al referendum sulla riforma costituzionale».

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