TOMASINI AI SALUTI: E’ UN CASO-ZANELLI-BIS?

Giu 7, 2019 | Altre Notizie | 0 commenti

RIETI – Simone Tomasini non sarà più un giocatore della Zeus NPC Rieti. Il giocatore lo ha annunciato in prima persona, in maniera un po’ inusuale, ma in fondo in linea con i tempi, sui social, anticipando così la notizia ufficiale della società. Tomasini – al pari dei molti cestisti indigeni che calcano i parquet della serie A2 – è un professionista (anche se trattasi del primo torneo dilettantistico, ma in fondo soltanto sulla carta). Quindi non vi è assolutamente nulla di anomalo. Tomasini è stato un giocatore di Rieti. I contratti si fanno (almeno) in due ed “il barbuto” ex Legnano – ma ormai anche ex NPC – è giunto nell’umbilicus italiae su sua espressa volontà che il sodalizio del presidente Cattani ha convenientemente assecondato. Ora Tomasini se ne va. Lo fa con uno slancio affettivo che conosce pochi eguali e che provoca il consenso dei (molti) supporters iscritti ai soliti social. Tomasini sa toccare le corde sensibili dei propri ex aficionados i quali, prontamente e quasi all’unisono, lo contraccambiano, usando nei confronti di Tomasini parole dolci e smielate. Ma in fondo, per quale motivo Tomasini abbandona Rieti se dice di essersi trovato meravigliosamente? “Eccoci qua, è arrivato il momento dei saluti”, esordisce Tomasini. “Fin dal primo giorno mi sono sentito a casa e questo è grazie a tutte le persone di Rieti, alla società, alla squadra e allo staff”, scrive “il barbuto” e conclude: “tutto questo perché la NPC è davvero una grande Famiglia (notare la “F” in maiuscolo, ndr)”. Ma allora, quali sono le ragioni che hanno spinto Tomasini a rompere gli indugi e chiudere in tutta fretta il proprio rapporto lavorativo con la NPC e con Cattani? “Non nascondo che ci sono rimasto male perché ero molto legato a questo giovane e anche alla sua consorte – dice il patron reatino con una punta di malcelata amarezza – in tutta sincerità: non me l’aspettavo. Comunque meglio oggi che alla fine di giugno”. Quel che è accaduto adesso, con Tomasini, ricorda tanto ciò che si verificò, un paio di stagioni or sono, con Alessandro Zanelli. Le due storie possono venire distinte unicamente per la scelta delle tempistiche e per un rapporto di “comunicabilità” tra i diretti interessati e la piazza reatina. Tuttavia e al tirar delle somme, la causa sembra essere la stessa: una proposta contrattuale più allettante. Ciò al di là delle sviolinate di rito che, certamente, sono vive e sentite, ma che servono, con una punta di opportuna malizia che non può non essere letta “tra le righe”, anche  a non alterare la piazza. Ancora un elemento accomuna le due vicende: Zanelli ieri e Tomasini oggi. La scarsa riconoscenza – questa ci sta tutta da parte di entrambe – verso una sodalizio (la NPC) che ha creduto e investito in due atleti e che ne ha rilanciato la credibilità e le ambizioni. Zanelli aveva vissuto una stagione difficile ad Omegna, ma da Rieti ha spiccato il volo e oggi fa la sua più che degna figura in Lega A, con Brindisi. Tomasini ha recitato per la prima volta in carriera, alla NPC, il ruolo di elemento portante di uno starting five: lo ha fatto egregiamente fin tanto che c’è stato Adegboye, decisamente meno con Jackson ma, comunque, ha meritato. Ora, semplicemente e legittimamente, avrà l’opportunità di tesaurizzare altrove i propri meriti, giusto come ha fatto – altrettanto legittimamente a suo tempo – Alessandro Zanelli. (Va.Pa.)   

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