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TORNEO ARIA SPORT CUP: S’IMPONE BRINDISI, MA VIRTUS ROMA E AVELLINO SPENGONO SUL NASCERE LE VELLEITA’ DELLA ZEUS NPC E L’EUFORIA DEGLI SPORTIVI REATINI

Di: Valerio Pasquetti

LA ZEUS NPC SI SCONTRA CON LA REALTA’ DI FORMAZIONI PIU’ GRANDI E PIU’ FORTI CHE ACUISCONO LE LACUNE DI UNA COMPAGINE PRIVA DI GIOCATORI TALENTUOSI E CON TANTI, TROPPI PORTATORI D’ACQUA. DELUDE (MOLTO) JARVIS WILLIAMS CHE E’ GIA’ IN ODORE DI TAGLIO.

RIETI – Il quadrangolare Aria Sport Cup è andato in archivio. Prescindendo dal risultato finale – con il successo di Brindisi che non fa una piega – il torneo doveva servire per valutare lo stato di forma degli effettivi amaranto celesti e comprendere le reali potenzialità di una formazione – quella reatina – nuova per larga parte dei propri effettivi. Ciò in previsione dell’ormai imminente avvio di campionato. Il rendiconto di questa esperienza, purtroppo, tutto può dirsi fuorché: positivo. Il presupposto di fondo, tuttavia, non può essere sottaciuto: si è trattato di un quadrangolare squilibrato e che ha contrapposto una fin troppo piccola Rieti ad autentici giganti indigeni della palla a spicchi. Avellino e Brindisi hanno dato l’impressione di affrontare questo impegno con molta “nonchalance” e, ciò nonostante, si sono confermate, come era fin troppo facile arguire, compagini di categoria superiore: in tutti i sensi, formali e di fatto. La Virtus Roma, poi, squadra di A2, inserita nel medesimo raggruppamento della Zeus NPC, ma con un organico potentissimo, lungo e profondo, con due giocatori americani, Nic Moore, ma soprattutto Henry Sims ritenuti all’unanimità della critica “armi illegali” per questa lega, si è testimoniata a propria volta di livello eccelso. Insomma, c’erano tutte le premesse per incontrare difficoltà di gran rilievo. Il parquet ha confermato le impressioni della vigilia. Poi, purtroppo, le performance deficitarie della compagine di Alessandro Rossi – in specie contro la Virtus Roma – hanno esaltato gli impacci fin troppo netti della formazione reatina. Ribadendo la considerazione che Avellino e Brindisi, ma anche la Virtus Roma, sono formazioni lontane anni luce dall’attuale pianeta-Zeus NPC, è balzata agli occhi di tutti la inadeguatezza della compagine reatina a confrontarsi con siffatte potenze del basket. Rieti ha soprattutto un problema con tanto di nome e cognome: Jarvis Williams. Questo atleta d’oltre oceano ha rammentato a tutti gli sportivi che, di certo, non ne sentivano la mancanza, le poco invidiabili performance del mai rimpianto Chris Davenport. Williams – per fortuna – non è Davenport, ma quantomeno la bella copia del giocatore americano che fu. Durante il quadrangolare patrocinato da Aria Sport, però, Jarvis Williams non si è praticamente mai visto. Williams ha palesato chiara abulia: un cestista amorfo, apatico, fuori da ogni gioco, un vero e proprio pesce fuor d’acqua. Williams è stato ingaggiato per ricoprire il ruolo del 4 e, all’occorrenza, supportare il 5 titolare (Gigli), surrogando Simic che, però, non fa più parte della Zeus NPC. Ebbene, non è dato comprendere come si possa ingaggiare quale ala grande/centro un giocatore alto “forse” 198 cm, dal fisico esile, apparentemente un’ala piccola che, però, non ha tiro e che girovaga sul rettangolo di gioco alla ricerca di una posizione che nemmeno egli sa quale sia. Probabilmente Williams è anche un discreto giocatore però, di certo, non è la tipologia di cestista del quale necessitava la Zeus NPC. Il team allestito dal gm Martini e dal tecnico Rossi, con il placet del patron Cattani, in questa due giorni vissuta al PalaSojourner ha poi dato trasparente l’idea di essere una compagine con tanti, troppi portatori d’acqua. Le difficoltà offensive della squadra amaranto celeste sono parse palesi, nette, evidenti. Tomasini e Toscano, combattivi e volenterosi, si sono ritrovati per la prima volta in carriera in questa Lega a recitare il ruolo dei protagonisti e non quello dei comprimari. I risultati non sono stati gratificanti: per i diretti interessati e per gli sportivi reatini. Contro la Virtus Roma – probabilmente la sola “partita vera” giocata dalla Zeus NPC – Tomasini e Toscano, rispettivamente guardia ed ala piccola titolari, hanno chiuso con uno “zero tondo” il tabellino della contesa. Al cospetto di Avellino i due ex Legnano – confondibili e, quindi, assimilabili per via di un barbone scuro e folto che nulla ha da invidiare a quello del pastori mormoni – sono andati un pochino meglio, ma Avellino ha schierato per larghi tratti della partita le sue seconde linee. Ergo: Tomasini e Toscano sono attesi a prove confortanti (si spera) – le prossime – contro Roseto (sabato venturo) e Cassino che di certo sono avversari più alla portata. JJ Frazier ha fatto ciò che ci si auspicava anche se, le cronache relative alle gare giocate con Treviglio sul finire della scorsa stagione, inducevano a ritenere che Frazier valesse qualche cosa in più rispetto a quel che, pure, di buono si è visto. Bonacini ha confermato le proprie qualità, già descritte in estate a questa redazione come ai suoi lettori dai valenti tecnici Pillastrini, Cavina e Lardo. Gigli ha recitato a dovere la sua parte e, anzi, al cospetto del gigantesco Henry Sims, non ha per nulla demeritato. Casini, alla faccia degli anni che trascorrono inesorabili, rimane una sicurezza. Carenza e Conti, parimenti, hanno fatto quanto ci si attendeva da loro. Il problema cogente, tuttavia, è e rimane Jarvis Williams. Martini e Rossi hanno asserito reiteratamente, la scorsa estate, di voler reperire sul mercato un giocatore del livello di Jamal Olasewere, però più bravo tecnicamente. Tuttavia, dopo aver osservato all’opera Williams prima contro Roma e poi contro Avellino, viene da credere che il buon Jamal, per quanto magari e forse ancora non al top in ragione delle grave lesione totale al tendine di achille patita soltanto 5 mesi or sono, valga già oggi assai più del deludente Jarvis e, comunque, il suo gioco sia, per tipologia e caratteristiche tecniche, di gran lunga più utile per la Zeus NPC rispetto all’inconcludente Williams osservato nel quadrangolare Aria Sport. Rieti ha bisogno come l’aria di un giocatore importante, un’ala grande “vera”, con punti nelle mani e idoneo a surrogare, all’occorrenza, un Gigli bravo, ma che paga ineludibilmente dazio all’età non più verde. In caso contrario servirà rimboccarsi le maniche e pensare unicamente ad una salvezza che, con gli attuali effettivi, tutto appare fuorché agevole e men che meno scontata. Il campionato avrà inizio domenica 7 Ottobre. La Zeus NPC ha ancora tempo per sostituire Williams con un americano che sia all’altezza della situazione ed evitare, come accadde lo scorso anno, di cominciare il campionato con un handicap trasparente ed inconfutabile. In caso contrario il prossimo campionato potrebbe tramutarsi nel solito calvario, vissuto ai margini di una zona salvezza che nella stagione penalizzerà addirittura 5 formazioni. (Valerio Pasquetti)

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