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UGL SU SGOMBERO VIA SALARIA

Ci mancava il tentato sgombero di via Salaria per certificare un certo modus operandi di una amministrazione che sta lasciando andare la città nella deriva del disordine sociale, del degrado, delle situazione umane al limite della decenza. Preceduto da una ordinanza sindacale a dir poco imbarazzante, se si considera che fa riferimento ad un sopralluogo della Polizia di Stato del 4 luglio 2014, ovvero risalente a 4 mesi fa, e ad una successiva comunicazione della ASL di Rieti, datata 11 agosto 2014: come si fa a dire che solo oggi la situazione assume rilevanza tale da giustificare una ordinanza contingibile ed urgente a fronte di atti espliciti nel loro contenuto ormai datati? Non si sarebbero dovute forse attualizzare le verifiche ed adottare un provvedimento realmente contingente?Ma la cosa grave, e per la quale siamo certi la competente Autorità Giudiziaria vorrà verificarne le responsabilità, è che al “finto” sgombero ha fatto seguito l’immediato reingresso degli sfollati con violazione dei sigilli appena apposti. Ancor più grave è il fatto che per le persone sloggiate non era prevista alcuna azione di copertura sociale come se, una volta buttati per strada, non fosse più un problema del Comune risolverne le necessità.
Ciliegina sulla torta l’apposizione di nuovi sigilli questa mattina alla buonora, a certificare che tutti sapevano tutto. Il Sindaco ha tentato con questa operazione mediatica di dare credibilità ad una politica della sicurezza che fa acqua da tutte le parti. Siamo certi chegli operatori di Polizia Municipale impiegati nell’operazione, sapranno ancora una volta dimostrare la loro professionalità, interessando per l’accaduto (violazione dei sigilli) la Procura della Repubblica, prendendo così le distanze da questi fatti gravi.Ancora una volta siamo costretti ad evidenziare una politica cittadina chemanifesta la propria incapacità a gestire il disagio sociale,facendoloancora sulle spalle della credibilità dei lavoratori del comparto sicurezza.

Marco PALMERINI e Enrico Aragona

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