UNA NPC OLTRE MODO DEFICITARIA INCIAMPA SENZA ATTENUANTI CONTRO EUROBASKET

Dic 6, 2020 | Basket | 0 commenti

RIETI – La NPC cade in malo modo al PalAvenali di Roma – in realtà poco più che una palestra – contro l’Eurobasket. Gli amaranto celeste, come già era accaduto all’esordio contro Pistoia, soffrono per l’intera durata dell’incontro ed arrancano nel punteggio. Rieti è costantemente sotto. Soltanto in un’occasione, proprio nell’ultimo spicchio di gara, grazie a qualche giocata (di Stefanelli e di Tommasini che per qualche istante si ricordano di essere giocatori di buon tasso tecnico) degna di questo bel gioco, si porta ad un sol punto dai rivali. Ma è un fuoco di paglia. Eurobasket allunga immediatamente con il giovane Alex Cicchetti che mette due triple in un amen. La NPC solleva bandiera bianca. Lo fa anche in maniera irritante perché, piuttosto che tentare di contenere il divario e salvaguardare una differenza canestri che sempre potrebbe tornare di utilità, lascia spazio e margine ai capitolini di quasi dilagare nelle ultime giocate di un match che Eurobasket fa suo ampiamente (12 i punti di margine cumulati) e con larghi meriti. La NPC accusa la prima battuta d’arresto di un torneo anomalo e singolare e questo ci può stare. Quel che non può starci, invece, è l’atteggiamento palesato dagli amaranto celeste: caotico, confusionario, per niente lucido. A dirla tutta, poi, Rieti non è piaciuta sabato sera, ma non era piaciuta neanche in occasione delle partite interne vinte su Pistoia e San Severo. Però, in quei frangenti, era arrivato il successo a cancellare performance tecnicamente poco convincenti e le valutazioni sul gioco espresso erano passate in secondo piano. A Roma, invece, nulla o quasi è andato per il giusto verso. In difesa, per dire il vero, la NPC ha retto, salvo consentire ai capitolini di fare i propri comodi nelle  battute conclusive del match, quelle che sono servite per creare un gap in doppia cifra tra le due contendenti. Ma in attacco, apriti cielo! I tiri liberi, unitamente alle conclusioni dal perimetro, paiono al momento il tallone d’achille della NPC. Era già accaduto in precedenza e si è ripetuto sabato sera a Roma: Rieti ha tirato i personali con un modestissimo 3/10 a metà gara, poi tramutato in un sempre insufficiente, però più decoroso 10/21 (soltanto il 48%). Va detto, per onestà intellettuale, che tali percentuali possono ritenersi consone ad una squadra del mini basket o poco più su, non di certo alla serie A2 che è un torneo ancora dilettantistico, soltanto sulla carta. Le conclusioni dall’arco – 7/27 – sono state sempre mediocri. Contro San Severo la performance al tiro da tre è stata quasi identica (5/25) mentre dalla linea della carità è andata addirittura peggio (5/15!). Gara fotocopia anche quella contro Pistoia, almeno al tiro pesante: 6/23. Meglio ai personali: 15/22. Ora non è credibile che cestisti di questo calibro esibiscano performance tanto mediocri ed in serie: soprattutto ai liberi. Qui il problema deve essere soprattutto di testa, mentale. Viceversa preoccupa la tenuta balistica perché, se due indizi fanno una prova (Pistoia e San Severo), il terzo (Eurobasket) dà una certezza. Con l’auspicio che, andando avanti nel torneo, la NPC aggiusti la mira dei suoi frombolieri al tiro pesante. Poi più di qualche cosa non quadra nelle geometrie amaranto celesti. Sanguinetti anche a Roma ha mandato in campo il suo ectoplasma perché non è questo il giocatore che conosciamo, non è questo il giocatore visto in Super Coppa. E se ad una squadra di basket togli il play (Tommasini non lo è), la privi della sua testa pensante, con la conseguenza che ogni altro elemento ne soffre. Taylor, al di là dei buoni numeri esibiti (16 punti con 13 rimbalzi), è giocatore tatticamente poco educato e, poi, non propriamente un centro che andrebbe “registrato” da un play all’altezza. Tommasini ha combinato castronerie in serie, però è giocatore di talento, al pari di Stefanelli. Non è un caso che, offensivamente, Rieti abbia vissuto il suo momento migliore allorché i due esterni si sono scossi dal proprio torpore. Pepper conferma di essere un giocatore di sistema, uno che va a fiammate, capace di accendersi, ma (ahinoi!)  sempre più di rado. Non a caso, lo scorso anno a Latina, Franco Gramenzi ne decretò il taglio proprio per questa sua caratteristica (negativa) così da arrivare a dire: “difficile che, nei momenti decisivi di un match, Pepper possa e sappia rivelarsi determinante!”. Rossi ha tentato di surrogare la latitanza di Sanguinetti con Fumagalli, volenteroso, però caotico e confusionario come d’abitudine. De Laurentis ha recitato la sua particina, al pari di Ponziani che, però, ha annotato un poco dignitoso -5 come valutazione globale. Ora non ci sarà neanche il tempo per rifiatare perché già mercoledì 9 la NPC sarà di scena a Ravenna, contro una formazione molto quotata e che ancora non ha disputato una sola partita di campionato contro le tre giocate da Rieti. (Valerio Pasquetti)

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