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UNA ZEUS NPC NON ESENTE DA COLPE SFIORA IL SUCCESSO A SIENA

Peccato! La Zeus NPC sogna il successo a Siena, lo sfiora e lo accarezza, lo merita anche, ma incipientemente la vittoria sfuma proprio quando vi erano da serrare le fila per portare a casa i primi 2 punti di una classifica che già preoccupa. Certamente gli “uomini di Zeus “ hanno le proprie colpe come, pure, merita plauso la determinazione della Mens Sana, mai doma e che crede nel successo fino all’ultimo, ottenendolo all’overtime. Gli amaranto celeste conducono larga parte del match, portandosi avanti sul 10-12 già nel primo quarto per poi incrementare il margine fino ad un corroborante +15. Il divario tra le due squadre è quasi sempre in doppia cifra e nulla lascia intendere che Rieti possa capitolare. Nell’ultimo spicchio di gara i senesi tentano il tutto per tutto. Era già accaduto a Tortona di riemergere da una situazione ancor più complessa, perché non provarci ancora? Siena ricuce punto su punto, Morais e Pacher cominciano a segnare e la squadra di Moretti prende coraggio. La Zeus si aggrappa al miglior Carenza di sempre: Giovanni spara due triple in un amen, scava nuovamente un solco di 10 punti tra le due squadre e, con circa 3 minuti da giocare, il match sembra segnato. Non è così. Siena seguita a spingere sull’acceleratore, la NPC si spegne senza più riuscire a trovare il canestro. Basterebbe soltanto 1 punto, 1 soltanto. Toscano o Tomasini – la barba li rende identici, almeno nella ripresa televisiva – sbaglia incredibilmente un cesto facile, facile da sotto. Sarebbe stato il canestro della staffa. Così non è. La Zeus si affloscia e, all’overtime, la Mens Sana ne spegne le residue chance di successo. Alessandro Rossi ed i suoi ragazzi ricevono i complimenti di tutti, ma se ne tornano a casa con il più classico pugno di mosche in mano. La vittoria di Siena non fa una piega. Nel senso che, nella pallacanestro, affermazioni di questa tipologia non sono assolutamente rare. Certo, gli amaranto celeste ci mettono molto del loro. Attualmente i limiti maggiori di questa squadra sembrano essere relativi al gioco interno. Gigli e Bobby Jones non hanno mai garantito, contro Biella e Siena, un adeguato apporto in tal senso. La NPC, solamente a Siena, ha sopperito alla lacuna con percentuali incredibili nel tiro pesante. Perché perdere fuori casa dopo aver tirato dall’arco col 56% (14/25) non accade tutti i giorni. Il guaio è che, alla precisione chirurgica dal perimetro, ha fatto da contraltare un assai modesto 34% da 2 che grida vendetta. Un centro del calibro di Angelo Gigli non può prendere soltanto un tiro nei 27 minuti di utilizzo (ove si eccettuino 2 tentativi dalla linea dei 6 e 75). Bobby Jones è migliorato ed ha anche servito passaggi deliziosi ai compagni, tuttavia la sua presenza sotto le plance deve essere di peso specifico più incidente perché, dei 12 punti iscritti a referto, soltanto 4 sono arrivati dal pitturato. Insomma, vincere con “le due torri” che realizzano la miseria 6 punti (in due) dalle loro mattonelle non sarà mai facile. Sulla percentuale imbarazzante nel tiro da due della Zeus ha inciso e non poco JJ Frazier: 3/14 (21%) è davvero poco, troppo poco e questa voce statistica non può essere compensata da un più incoraggiante 2/5 da tre. Piuttosto, JJ che ha talento incontestabile, a Siena ha esagerato. Egli ha fatto tanta, troppa confusione. Deve essersene accorto pure l’ottimo Tomasini, artefice di una prova straripante (per poi spegnersi nella seconda parte di gara), che in più di un’occasione ha di fatto “sottratto” la regia allo statunitense, forse conscio delle esasperazioni di un Frazier che dovrà essere meglio regimentato. JJ va educato ad una migliore e meno frenetica conduzione di gara così da tesaurizzare le proprie incredibili virtù cestistiche. Insomma, la Zeus ha testimoniato indubbi progressi rispetto all’esordio, tuttavia restano enormi perplessità su di una condizione fisica globale che, ancora una volta, sembra essere stata la chiave di volta – in negativo – della prestazione reatina. Infortuni e malattie di stagione costituiscono una pur valida esimente. Resta fermo che l’ingaggio di Bobby Jones, avvenuto soltanto due giorni prima che il campionato partisse, abbinato alle non perfette condizioni di forma del colored, seguita a produrre effetti deleteri su di un campionato che poteva cominciare con ben altri presupposti. La Zeus NPC ha 0 punti in classifica, questo è il dato di fatto e l’auspicio è che ciò non scavi esageratamente sul prosieguo del torneo. Poi, le sconfitte di una squadra non esimono il pur bravo, per quanto giovane coach, Alessandro Rossi, dalle proprie responsabilità. Rossi ha un unico difetto: è troppo giovane per fare il capo allenatore ma, soprattutto, non ha adeguata esperienza a questi livelli. Si sapeva che, dopo la conduzione assai valida della scorsa stagione allorché Alessandro subentrò in itinere a Nunzi, questo campionato sarebbe stato l’autentico battesimo di fuoco per il tecnico campano. L’abbrivio non è stato dei migliori. E, quando la squadra perde, mostrando limiti di vario tenore, dalla costruzione alla tenuta, passando per una conduzione non esente da falle nella gestione delle risorse, anche l’allenatore che è il mentore della compagine sale, volente o nolente, sul banco degli imputati. Perché, nella sconfitta patita a Siena, la Mens Sana ci ha messo molto del suo, ma Rieti ha fatto un harakiri singolare e clamoroso.

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