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ZEUS: IL CUORE DI RIETI E’ GRANDE, MA NON BASTA PER SCONFIGGERE TORINO

RIETI – Peccato! La Zeus ha prima coltivato e poi accarezzato il “sogno dell’impresa”: vincere a Torino. La “remuntada” degli amarantoceleste, però, vittime di un primo quarto soccombente, e’ riuscita soltanto in parte. Nella giornata in cui, anche nel calcio, e’ accaduto l’imponderabile di guisa che il Davide di turno (Bologna, Verona, Lecce) ha sconfitto il “proprio” Golia (nell’ordine: Roma, Juventus, Napoli), una vittoria della Rieti dei canestri a Torino ci stava tutta. I ragazzi di Alessandro Rossi ci sono andati vicino. Hanno intimorito i torinesi i quali, dopo aver condotto con sicurezza il match nei primi tre quarti, si sono ritrovati la Zeus incollata alla propria targa giusto nell’ultimo e decisivo parziale. Rieti e’ arrivata fino al -2, ma ha fallito il possibile aggancio nei momenti topici. Come spesso e’ accaduto e seguita ad accadere, palloni decisamente “pesanti” sono stati gettati alle ortiche in maniera avventata nei momenti-chiave del match mentre il tiro pesante, come sovente succede, non ha assistito la Zeus (emblematico, al riguardo, lo 0/5 di Pastore). E’ arrivata una sconfitta: secondo pronostico. Però non c’e’ stato il disastro visto a Biella. Gli sportivi chiedevano una prova tosta e gagliarda, col cuore: tanto e’ stato. La Zeus ha pagato dazio ai propri conclamati limiti che, al cospetto di una corazzata qual e’ Torino, non potevano non emergere. Questa volta il flop lo hanno fatto gli esterni indigeni e cioè: Passera, Pastore e Stefanelli. Già inferiori sulla carta ai pari ruolo, i “tre moschettieri” in canotta Zeus hanno pagato dazio ad una condizione fisica non ottimale. Stefanelli ormai da alcune settimane lamenta acciacchi di varia natura, sempre correlati all’intervento al ginocchio, ormai datato perché risalente ad almeno un paio di anni or sono, ma che seguita a creare ambasce: all’atleta come alla Zeus. Passera deve competere con un nemico invincibile: l’anagrafe. Per questo l’ex Varese mostra il fianco quando gli impegni agonistici sono ravvicinati (Mercoledi la Zeus ha giocato e vinto contro Scafati), perdendo smalto e brillantezza anche perché, il suo minutaggio rimane troppo elevato. Pastore e’ reduce da un lungo stop in ragione di uno stiramento muscolare che ne ha condizionato (in negativo) e non poco la prestazione. Peraltro Carlo Fumagalli che finalmente, al cospetto di Scafati, era piaciuto eccome se era piaciuto, si e’ infortunato ed e’ uscito dal campo portato a spalla dai compagni. Fumagalli, in diretta tv, ha mimato con le mani un movimento di torsione del ginocchio, la qual cosa non lascia per nulla tranquilli sul futuro agonistico prossimo del cestista. Insomma, per espugnare il Pala Gianni Asti, la Zeus avrebbe dovuto disputare una gara pressoché perfetta, ma cosi non e’ stato. Le prestazioni da standing ovation del solito, impareggiabile Cannon, del sempre bravo e utile Raffa come del ritrovato Vildera non sono state sufficienti a sopperire, se non in parte, alle defaillance degli esterni e, puntuale, e’ arrivata la sconfitta. Preventivata e preventivabile, tuttavia indolore perché il tenore della gara giocata dai reatini ha soddfisfatto i supporters amarantoceleste. Peccato! Perché Torino non è parsa un’invincibile armata: tutt’altro! Adesso la NPC fa ritorno nella casa madre del PalaSojourner ove, domenica ventura, ospiterà Agrigento che deve essere considerata l’autentica sorpresa (in positivo) di questo campionato. L’auspicio e’ che Stefanelli, Passera e Pastore possano ritrovare la propria competitività cosi da poter giocare ad armi pari contro i temibili siciliani. (Valerio Pasquetti)

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