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ZEUS NPC: INDIGENI OFFENSIVAMENTE ASFITTICI, ORA SERVONO DUE STRANIERI CON (TANTI) PUNTI NELLE MANI!

RIETI – La Zeus NPC versione 2019-2020 è quasi pronta. Questo, almeno, per ciò che concerne l’assetto indigeno del roster. Mancano ancora due giocatori under che, però, alla luce di quanto è stato in passato, non dovrebbero spostare gli equilibri della compagine amaranto celeste. Viceversa Martini, con Rossi e Cattani sono alla ricerca di un paio di cestisti stranieri “importanti”, che siano idonei – loro si – a far pendere la bilancia dalla parte di Rieti e, soprattutto, garantire alla Zeus un bottino medio che compensi l’apparente asfissia dell’attacco che, allo stato attuale, appare impalpabile. I conti sono presto fatti. Volendo augurare agli odierni effettivi un rendimento che sia al top delle rispettive potenzialità o addirittura superiore, oggi la Zeus non riuscirebbe a scrivere a referto più di 35-40 punti per gara. Il play Passera (4.9 ppg con Scafati), nuovo arrivato in casa amaranto celeste, assicura esperienza (ha 37 anni), intelligenza cestistica, attaccamento alla maglia, ottima visione di gioco, ma anche un rendimento che, complice  una fisicità che mai è stata il punto forte di questo atleta abbinata ad età non più verde, può offrire 15-20 minuti di ottima qualità, con scarsa prolificità. Stefanelli (8.0 ppg con Biella), ottimo prospetto (qualche anno fa), è ala piccola da doppia cifra, senza escludere che il pieno recupero del giocatore possa offrire un rendimento anche superiore. Vildera (12.0 pg con Rieti), lo abbiamo visto lo scorso anno, potendo giovarsi di un compagno di reparto del calibro di Bobby Jones, ne ha potuto tesaurizzare al massimo la presenza così da scrivere a referto un bottino tra i più pingui in carriera. Il sesto e settimo uomo – rispettivamente Pastore (8.1 ppg con Bakery Piacenza) e Zucca (5.2 ppg con Bergamo) – offrono limitate garanzie offensive. La media – sempre che queste previsioni possano considerarsi approssimativamente esatte – conduce, appunto, a non più di 35/40 ppg (38.2 più esattamente): poco, davvero troppo poco per sperare di competere. Anche perché la Zeus dovrebbe giovarsi di una difesa superiore a quella vista lo scorso anno che poteva annoverare mastini del calibro di Bobby, Ogo e Toscano. Ergo: necessitano due giocatori stranieri di peso e valore, con esperienza ma, specialmente, con tanti punti nelle mani. Ovvero la rinunzia a valersi di uno dei tre under (pagando quasi 10.000 euro) per tesserare ancora un italiano senior capace di segnare una decina di punti a partita. Più propriamente Martini e Rossi sono concentrati su di una guardia ed un’ala forte “di peso”. Andrè Jones non appare facilmente avvicinabile, non oggi. Il giocatore ha pretese importanti, soprattutto perché offre la garanzia (a chi lo ingaggerà) di non spendere un “visto” essendo, egli, considerato comunitario (anche per questo il giocatore ha un costo d’ingaggio elevato). Cattani, prudentemente e legittimamente, preferisce attendere e guardarsi intorno. In fondo, lo scorso anno, sia Bobby che Ogo giunsero in città con il mercato abbondantemente chiuso. Intriga e non poco il 32enne Lacedarius Dunn. Questo atleta ha fatto molto e bene in Europa (più di recente nella A2 turca ed in Portogallo), attacca il canestro con efficacia, ha buon tiro dalla distanza. Si nutrono perplessità sul carattere (sembra non semplicissimo da gestire) e sulle capacità che lo portano ad essere un individualista che, comunque, sa giocare a pallacanestro ed è capace di segnare messe di punti (quel che serve). Il lungo che illumina le fantasie dello staff tecnico e dirigenziale amaranto celeste è il 27enne lituano Paulius Sorokas. Questo giocatore fu visto a Treviglio nel primo anno di serie A2, poi ha giocato a Jesi e a Tortona, quindi in Belgio allo Spirou Charleroi. Sorokas è giocatore ormai maturo, forte fisicamente, solido, bravo uomo d’area (da oltre 10 rimbalzi di media) e discreto realizzatore (comunque non più di 15 ppg). Un altro atleta che eccita Cattani, ma meno, molto meno Martini e Rossi, è il 33enne Charles Thomas, ala forte di indubbie qualità tecniche, ma un po’ “pazzo” (in senso buono, è ovvio). Lo scorso anno, con Legnano, ha prodotto 24.5 punti di media e, prima ancora, ha fatto bene a Cantù. Tuttavia Thomas (sul quale ci sarebbe Scafati) al pari di Sorokas, di Dunn come Andrè Jones hanno richieste economiche esorbitanti che, per il momento, scoraggiano il presidente Cattani ad affondare il colpo. In ogni caso Rieti dovrà ingaggiare due atleti di livello e di ciò è perfettamente consapevole lo stesso patron reatino perché, in caso contrario, competere con le dirette antagoniste risulterà davvero arduo. A questo proposito è stato annunziato il ritorno di Jamal Olasewere, ma questa mossa non convince e non appare felice per più ragioni. Jamal è reduce da due stagioni tribolate, due interventi ad entrambe i legamenti rotulei (non una stupidaggine). Appare assodato che Olasewere necessiti di tempo per testimoniare il proprio pieno recupero fisico e Rieti, in tutta onestà, per come è stata assemblata la squadra, non può consentirsi di attendere e, men che meno, di scommettere su di un giocatore che, anche per ragioni tecniche e tattiche, non può valere Bobby Jones. (Valerio Pasquetti)

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