Fabio de Felice nasce il 13 luglio 1927 a Alessandria, muore l’11 gennaio 2024 a Poggio Catino, ed è stato un insegnante di scuola, prima della sua lunga esperienza politica. Quella di De Felice è una bellissima storia italiana che tutti i sabini dovrebbero conoscere meglio.
Partecipò l’8 marzo del ’53, insieme a tanti giovani patrioti partiti da tutta Italia, ad una grande manifestazione per Trieste italiana e libera dall’amministrazione alleata, intonando slogan per l’Italia e contro Tito e la Jugoslavia. Nei tumulti che seguirono fu lanciato un ordigno che provocò diversi feriti, tra cui Fabio del Felice, il quale a 26 anni perse una gamba e divenendo così, nell’ambiente della destra ed in quello patriottico, uno degli eroi di Trieste. È stato eletto alla Camera dei Deputati nella II legislatura (dal 25 giugno 1953 al 11 giugno 1958) per la circoscrizione di Perugia-Rieti, come candidato del MSI.

Un momento dei tumulti di Trieste
L’antefatto dell’azione del movimento di ribellione, avvenne al termine della Seconda Guerra Mondiale, allorquando, con il trattato di pace di Parigi 1947, la Regione Venezia Giulia con Trieste capoluogo, divenne uno Stato indipendente sotto l’egida dell’ONU, affinché fungesse d cuscinetto fra l’Italia e la Jugoslavia di Tito. Il contesto di Trieste era molto particolare, in quanto Città di confine aveva una forte collisione di questioni nazionali, la convivenza di perone di diversa nazionalità, il confronto tra comunismo e anticomunismo. Forse per questo il MSI ebbe lì un forte radicamento.
Il 5 e 6 novembre del ’53, la città è attraversata da una folla immensa di italiani, decisa ad attaccare i simboli dell’amministrazione britannica, vissuta come una occupazione. Trieste fu messa a ferro e fuoco, le forze alleate spararono sulla folla provocando morti e feriti.

FOTO: triestestoria.altervista.org
Il coraggio di giovani Italiani che amavano profondamente la propria patria, ha contribuito in maniera decisiva al rientro di Trieste all’Italia, che fu sancita con il passaggio ufficiale dei poteri. Una storia che è esempio dell’amore per la Patria, che non esita a sacrificare se stessi alla causa. De Felice può essere visto come figura esemplare della “militanza frontale” nei contesti di confine ad alta tensione nazional-politica, qualificandosi, secondo alcune analisi storiche, come “laboratorio” e “vetrina” di temi nazionalisti e patriottici.
COMMEMORAZIONI
Una lapide collocata nel 1954 sulla fronte del municipio di Ragusa ricorda i fatti di Trieste con la motivazione: «A perenne ricordo dell’oppressione straniera, e a testimonianza dell’italianissima anima di Trieste, Ragusa incide nel marmo il nome dei martiri caduti nelle giornate del 5 e 6 novembre 1953»; segue l’elenco dei nomi dei caduti e delle relative professioni.
All’Università di Trieste è stata dedicata una targa a Francesco Paglia, studente universitario.
E’ stata richiesta dalla Lega Nazionale, dalla Provincia e dal Comune di Trieste la concessione della medaglia d’oro al valor civile ai caduti, come ultimi martiri del Risorgimento italiano. La richiesta è stata accolta dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2004 con la seguente motivazione: «Animato da profonda passione e spirito patriottico partecipava ad una manifestazione per il ricongiungimento di Trieste al Territorio nazionale, perdendo la vita in violenti scontri di piazza. Nobile esempio di elette virtù civiche e amor patrio, spinti sino all’estremo sacrificio. Trieste 5-6 novembre 1953».

La Medaglia d’Oro al Valor Civile






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