SISMA, I CITTADINI LANCIANO UNA PETIZIONE: “CONTROLLI SULLA RICOSTRUZIONE PER EVITARE INFILTRAZIONI MAFIOSE”
(Accumoli) – “Mi chiamo Umberto, ho 47 anni e sono un terremotato di quelle zone cancellate e non più ricostruite”. Ha superato le 500 firme la petizione lanciata sulla piattaforma online Change.org da Umberto Pagoni, cittadino di Accumoli, che chiede misure più stringenti per scongiurare il rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post sisma.
“A otto anni quasi dal terremoto che ha martoriato i comuni del centro Italia nel 2016 – si legge nella petizione – la ricostruzione è ancora un sogno, anzi per molti un incubo”. Umberto ripercorre parte della sua storia familiare: “I miei nonni finita la guerra si trasferirono in un paesino nel comune di Accumoli ristrutturando un palazzetto del 1931 e costruendo un fabbricato accanto, un sogno da condividere con le tre figlie e i futuri nipoti facendo immani sacrifici fisici ed economici, sogno di cui ormai non resta più nulla”.
Fino ad arrivare ad oggi dove “resta solo la paura che nel processo di ricostruzione arrivino gli sciacalli, gli speculatori e le infiltrazioni mafiose”. Per scongiurare questo pericolo, la petizione chiede che sia ripristinato “il divieto di vendita per due anni delle case ristrutturate con fondi pubblici” e “l’obbligo di individuare la ditta esecutrice dei lavori attraverso ‘procedura concorrenziale’, quindi tra almeno tre imprese iscritte all’anagrafe”. Misure che garantirebbero maggiore trasparenza nel processo di ricostruzione e un controllo sull’investimento dei finanziamenti pubblici.






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