ASSENTEISTA PER LE POSTE, REINTEGRATO PER IL TRIBUNALE DI RIETI

Lug 19, 2021 | Altre Notizie | 1 commento

a cura di Confsal Comunicazioni

Poste Italiane spia i suoi lavoratori – Prima ti spio poi ti licenzio

Le Poste di Rieti assoldano gli 007 per spiare i propri dipendenti fuori dall’orario di servizio

La notizia è curiosa, ma vera.

Le Poste di Rieti si rivolgono ad una agenzia investigativa per far pedinare un proprio dipendente, assente dal servizio per assistere la mamma in gravi condizioni di salute.

Il dipendente in questione usufruiva dei permessi di legge, retribuiti dall’INPS, per assistere la propria anziana genitrice gravemente malata, poi venuta a mancare.

In seguito ai controlli occulti per il tramite di un’agenzia investigativa, perpetrati ai danni del lavoratore, disposto da Poste Italiane, lo stesso veniva licenziato, con la grave accusa di non utilizzare i previsti permessi per assistere la mamma malata.

Accusa gravissima rivelatasi poi infondata.

I detective assoldati da Poste si erano limitati a fotografare il dipendente e la sua macchina fuori dall’abitazione della moglie, in alcuni spostamenti all’interno di Rieti e, frequentemente, fuori dal portone dell’abitazione della mamma.

Nella loro investigazione, invasiva della sfera personale del lavoratore, avevano anche rilevato la presenza della macchina del dipendente sotto casa della moglie, nelle ore notturne, e non davanti la casa della mamma, senza curarsi di evidenziare che tra le due abitazioni è sufficiente percorrere un breve tratto di strada.

Da ciò avevano maldestramente dedotto che il dipendente utilizzasse i permessi per scopi personali, mai provati, e non per la prevista assistenza.

A nulla sono valse le giustificazioni e le prove prodotte dal dipendente, assistito strenuamente dalla sua organizzazione sindacale, che ha evidenziato anche lo strano comportamento aziendale riservato solo verso taluni lavoratori.

Le Poste di Rieti non hanno voluto sentire ragioni e non si sono neanche poste il dubbio della fondatezza della documentazione prodotta dal dipendente.

Licenziato, il dipendente si è rivolto al tribunale di Rieti per far valere le proprie ragioni.

Da una parte, Poste non è stata in grado di fornire prove convincenti e inequivocabili per giustificare il licenziamento, dall’altra il dipendente ha fornito tutta la documentazione giustificativa e le prove inoppugnabili del corretto utilizzo dei permessi concessi dall’INPS.

In questa circostanza da notare che la parte lesa economicamente, ovvero l’INPS, avrebbe potuto denunciare il dipendente per comportamento illecito, invece dall’INPS non è pervenuto alcun provvedimento, ad ulteriore dimostrazione dell’infondatezza delle accuse rivolte al dipendente.

Conclusione: licenziamento annullato e dipendete reintegrato nel posto di lavoro.

La sentenza del Tribunale di Rieti che conferma il reintegro è di questa settimana.

In questo caso è venuto meno il rapporto fiduciario che dovrebbe incorrere tra lavoratore e datore di lavoro, per esclusiva responsabilità di Poste Italiane.

Adesso si aprirà la stagione dei risarcimenti in studio presso il legale del dipendente, anche per abuso del potere di controllo.

1 commento

  1. Poste dedica tutte le sue risorse al mercato, ma professionalità è un oggetto sconosciuto …nei rapporti con i dipendenti
    E così paga…se trova un giudice libero da condizionamenti “politici “.
    Enz

    Rispondi

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