«Dopo aver praticamente messo in strada 106 lavoratori di Risorse Sabine, dopo la chiusura della scuola del Corpo Forestale, della Prefettura e della Camera di Commercio, trasformando di fatto Rieti in una succursale di Viterbo; dopo il blocco della sperimentazione dello scambio gomma – ferro del Tpl, dopo i mancati pagamenti dei lavoratori dei consorzi di bonifica della Sabina, dopo le promesse di finanziamenti per il rilancio delle imprese di questo territorio, l’ultimo ‘regalo’ riservato prima del ferragosto ai cittadini della Sabina dal presidente Zingaretti, forse non pago di tutti i danni già creati, è la riduzione del 50 per cento degli approvvigionamenti idrici nel Cicolano. Ovviamente una scelta che penalizza un versante della Regione nel momento del suo massimo picco di presenze turistiche, che genera disagi evitabili con una pianificazione efficiente che invece continua a mancare. Per questo ho presentato una interrogazione urgente su un argomento che riguarda la qualità della vita dei cittadini del Cicolano: la Regione deve metterci la faccia, spiegare cosa intende fare per scongiurare il ripetersi di questo disagio che si ripropone durante le festività e i mesi estivi, e quali misure intende assumere nei confronti del Consorzio acquedottistico Marsicano, che dovrebbe garantire il servizio al territorio. A breve, inoltre, chiederò la convocazione di un consiglio straordinario sulla provincia di Rieti: Zingaretti non scappi, deve spiegazioni in aula e, soprattutto, ai cittadini della provincia, divenuta ormai suo malgrado la Cenerentola del Lazio»
Lo dichiara il capogruppo FI della Regione Lazio, Antonello Aurigemma






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