Breve pensiero del Vescovo Vito sulla Parola domenicale
Si sarà pentito quel capo di farisei di averLo invitato a pranzo…
L’Invitato non è un tipo innocuo.
Così come i cristiani non dovrebbero essere “gente innocua”.
Lui nota subito come gli invitati occupano i primi posti: cosa normale e scontata,
ma precisa che al Suo banchetto le cose funzionano diversamente perciò, qui ed ora, bisognerebbe impegnarsi a fare le prove generali di quello che un giorno, compiutamente, sarà realizzato.
Ai farisei e a noi sono offerti gli ingredienti non di un galateo spirituale di buone maniere ma viene detto di riprodurre le scelte del Padre che nel Figlio si è fatto ultimo. Per buona pace di tutti solo Cristo é “il Primo e l’Ultimo”, come ci ricorda l’Apocalisse.
Viene chiesto di aprire varchi di gratuità, di non trasformare anche i rapporti relazionali più profondi in qualcosa di commerciale, di non aspettarsi il contraccambio, invertire le precedenze, di far spazio e posto a chi resta sempre indietro nella fila della vita, di non essere tanto e solo benefattori dando cose, ma magari di sedere alla stessa mensa, diventare commensali, per riconoscersi non meno di … fratelli!
Se dessimo credito a questa logica nei rapporti dentro e fuori le comunità, tutto andrebbe diversamente. Sediamo oggi al banchetto domenicale sperimentando
questa gratuità e beatitudine: amore immenso e immeritato. Ma non per essere trattenuto ma riversato con abbondanza dentro un mondo che a tratti sembra agonizzare…
Buona domenica a tutti!
+ don Vito






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