Inconvenienti e pasticci al Comune di Cantalice, secondo quanto trapelato sul “Messaggero di Rieti”. E’ di oggi la notizia riguardante i guai giudiziari per il sindaco di Cantalice e per il segretario comunale. Alla base un’attestazione sulla regolarità dei conti pubblici assente in una delibera. Per questo motivo il sindaco di Cantalice Silvia Boccini del Partito Democratico, e il segretario comunale di Cantalice, Rivodutri e Poggio Bustone sono state accusate di falso ideologico in atto pubblico e concorso. Le indagini, che avrebbero portato all’accusa mossa dalla procura della Repubblica di Rieti, sarebbero state portate avanti dai carabinieri di Cantalice.
Secondo quanto appreso il fatto risale al 23 marzo scorso, quando Modestino e Boccini avrebbero attestato il falso firmando una delibera del consiglio comunale sulla variazione del piano di alienazione, il piano con cui il comune individua beni pubblici non strategici alle attività istituzionali destinati alla dismissione. Ma la documentazione contabile, secondo quanto si apprende, “non era stata emessa dal responsabile del servizio”. Nonostante quanto riportato.
Se le accuse venissero confermate il rischio sarebbe di una pena che va dai tre ai dieci anni di reclusione.
Una notizia inattesa per il primo cittadino di Cantalice: “E’ stata una svista, sono una persona seria e onesta” ha precisato Boccini al “Messaggero”.
“Sono rimasta basita quando ha letto l’imputazione, alla notifica della chiusura delle indagini, lo scorso 27 dicembre”. “Quando ho firmato la delibera – ricorda Boccini – c’era scritto che il parere era presente. Mi occupo della proposta politica, l’istruttoria la fanno i dipendenti e questo parere mancante non avrebbe cambiato la sostanza dell’atto”. Ad opinione del primo cittadino l’accusa sarebbe frutto di accanimento nei suoi confronti.
All’interno degli atti anche materiale riconducibile al capo dell’opposizione Roberto Baldi, vicino al centro destra, che avrebbe acquistato 8 metri quadri di terreno davanti alla sua abitazione, che si trova nella piazza principale del paese, e la cui documentazione farebbe parte dell’atto. “Si tratta di un terreno di proprietà del Comune – precisa il sindaco – che è stato venduto alla famiglia Baldi, questo ha scatenato invidie e denunce, anche se a Cantalice sanno tutti che quel pezzo di terreno è sempre stato loro”. Hanno ipotizzato che io fossi d’accordo con la minoranza, hanno parlato di dolo, ma dolo non c’è e non è stato procurato alcun indebito vantaggio”.
“Stiamo parlando del nulla. Non c’è alcun danno erariale, l’ente introita e il costo della vendita viene stabilito con un successivo atto dal responsabile del servizio. In qualità di sindaco ho l’obbligo di controllo, ma se dovessi controllare atto per atto tutto ciò che esce, farei un altro mestiere”. Il tutto sarebbe frutto di “un errore materiale” ha concluso Silvia Boccini.
Da tutto lo staff di “Cronaca di Rieti” l’auspicio che la verità sia stabilita nel più breve tempo possibile.






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