Anche quest’anno, nella giornata odierna 27 gennaio 2026, è stato organizzato
presso la Prefettura di Rieti un momento di riflessione in occasione del “Giorno della
Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini
ebrei, nonché tutti quelli che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte,
insieme a coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della
propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Alla cerimonia hanno presenziato le massime Autorità civili, militari e religiose, gli
studenti del Liceo “Carlo Jucci”, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Celestino
Rosatelli” e dell’Istituto Professionale Statale per i Servizi per l’Enogastronomia e
l’Ospitalità Alberghiera “R.A. Costaggini”, accompagnati dai rispettivi docenti,
nonché i rappresentanti della Consulta Provinciale Studentesca.
Il Prefetto Pinuccia Niglio, nel suo discorso introduttivo, ha sottolineato che il Giorno
della Memoria dell’Olocausto è uno spazio di riflessione condivisa, ci impone di
essere consapevoli di quanto accaduto, delle cause e delle relazioni tra i fatti storici
che hanno consentito di concepire organizzare e realizzare il progetto
dell’eliminazione dei diversi e percepire anche le pratiche di adattamento, di
consenso e di indifferenza che ne accompagnarono lo sviluppo per individuarle nel
nostro presente e per non rischiare che si ripetano, anche sotto mentite spoglie,
quei meccanismi che a suo tempo hanno determinato la catastrofe della Shoah.
La memoria funziona come un anticorpo, perché fa riconoscere i segnali e mette a
disposizione gli antidoti. La memoria, inoltre, è un esercizio continuo e consiste nella
possibilità costantemente offerta all’umanità di migliorare sé stessa. In questo si
distingue dalla storia: se quest’ultima è raccolta e interpretazione di eventi passati, con un punto di vista che è sempre esterno e distinto, la memoria è invece il passato che prosegue nel presente e detta l’impegno per il futuro.
Anche l’Assessore alla Cultura Letizia Rosati, intervenuta in rappresentanza del
Sindaco di Rieti, ha evidenziato l’importanza dello studio della storia proprio per
comprendere le ragioni profonde dei fenomeni e per evitare il ripetersi di errori
tragici che hanno segnato il passato e continuano a flagellare il nostro tempo.
Dopo i saluti istituzionali, gli alunni dell’Istituto “Carlo Jucci” hanno dato lettura di
un brano finalizzato a promuovere una riflessione profonda sulla dignità umana che
valorizza la persona nella sua interezza spirituale e materiale.
La commemorazione è proseguita con l’intervento del Prof. Tommaso Dell’Era,
ricercatore in Storia delle istituzioni politiche presso il Dipartimento di Scienze
giuridiche, sociali e pedagogiche dell’Università degli studi della Tuscia, che ha
analizzato il risultato dell’applicazione delle leggi razziali e antisemite del 1938 nelle
università italiane che provocarono l’allontanamento di docenti, assistenti e studenti
ebrei.
Il Professore, sollecitato anche dalle domande rivoltegli dal Prefetto, ha illustrato il
periodo delle persecuzioni per motivi razziali dal peculiare punto di vista delle realtà
universitarie, dunque da un angolo visuale poco conosciuto e per questo di
particolare interesse, fornendo un affresco realistico del concreto impatto delle
normative sul mondo accademico con pesanti ricadute non solo sulle vite delle
persone ma anche sulla cultura in generale.
Foto massimo Renzi






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