Accogliamo con piacere che un consigliere regionale di opposizione ripropone alla attenzione dei media la questione dei Consorzi della Bonifica, e non solo quello di Rieti.
Va detto, ad onor del vero, che qui a Rieti, determinanti le ingiunzioni di pagamento degli stipendi messe in atto dalla Flai Cgil, infine alcuni stipendi arretrati sono stati pagati, e tuttavia continua la crisi di liquidità dovuta per lo più alle inadempienze della Regione Lazio.
Sarebbe tuttavia un errore pensare che le questioni legate al Consorzio possano essere risolte “se stante”.
Qui c’é la più grave delle responsabilità degli Amministratori Regionali precedenti e della attuale giunta Zingaretti, con qualche attenuante generica per le responsabilità che vanno riferite alla burocrazia statale per quanto concerne le competenze.
Infatti, e ciononostante, la quasi totalità delle azioni in materia di assetto idrogeologico del territorio sono demandate alle Regioni.
E’ qui c’é il nodo centrale della questione.
Questa materia, che gode di finanziamenti a livello statale e comunitario ininterrotti, é frammentata in una miriade di centri di spesa, spesso generatori di fenomeni collusivi, per effetto dei quali da un lato si alimenta il consenso politico alla coalizione di turno, dall’altro per ogni euro speso ciò che rimane al territorio in termini di investimento é pressoché pari a zero.
Come buttare acqua in un colabrodo.
La Flai Cgil e la Cgil da tempo sollecita un riassetto delle competenze, nella convinzione che chi vive il territorio in materia di assetto idrogeologico sono i Comuni ed i Consorzi di Bonifica, e che una semplificazione delle norme e un riordino delle competenze rimetterebbe, Comuni e Consorzi, al centro dello schema di difesa, protezione e manutenzione del suolo.
In effetti un vero e proprio CONSORZIO TERRITORIALE che da queste parti, il Reatino, aiuterebbe anche a ricomporre la frammentazione amministrativa del TERRITORIO.
Per questo, (e per altro) giunta Zingaretti, se ci sei, batti un colpo!






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