CGIL, RISORSE SABINE: “TAGLIA AGLI SPRECHI E NON AI SERVIZI”

Lug 8, 2015 | Politica | 0 commenti

La Filcams Cgil di Rieti:
in considerazione:
– della liquidazione in atto della società Risorse Sabine srl, del licenziamento di 106 lavoratori e del venir meno di servizi fondamentali per il territorio;
– delle numerose richieste di incontro, ultima quella inoltrata unitariamente il 22 maggio da Cgil Cisl e Uil provinciali e regionali al Presidente della Provincia di Rieti al Presidente della Regione Lazio e ai Gruppi consiliari,
preso atto:
– che ad oggi né la Provincia , né la Regione hanno dato riscontro alla richiesta di riaprire un tavolo di confronto, né hanno dato un seguito alle promesse fatte in varie sedi ai lavoratori che con coraggio e tenacia continuano a rivendicare il posto di lavoro venuto meno in seguito alla sciagurata delibera della Giunta Provinciale che ha posto Risorse sabine in Liquidazione, abbandonando a se stesse (o in qualche caso, affidandole, a costi maggiori, a privati), le funzioni che i lavoratori avevano svolto in questi anni per il mantenimento del decoro della città e della provincia (pista ciclabile, impianti sportivi, vie religiose, viabilità). Servizi ora abbandonati in stato da terzo mondo (vedi lo stato delle strade, delle vie turistiche, della segnaletica, della pista ciclabile ecc).
ribadisce ancora una volta:
-la richiesta a chiunque (forze politiche e rappresentanze istituzionali, Provincia, Regione, Comuni a partire dal Comune capoluogo, abbia voglia di affrontare con serietà la situazione creata dalla sconsiderata decisione di liquidare Risorse Sabine) di avere il coraggio di riaprire un tavolo di confronto nell’interesse di lavoratori e di un territorio abbandonato, in modo da passare dalle parole agli atti concreti che fin qui, nonostante la miriade di buoni propositi solo enunciati e di vaghe promesse, non si sono visti.

Non ci rassegniamo infatti alla paradossale situazione per la quale si chiude un’azienda (al 100 per cento di proprietà della Provincia) che aveva lavori e servizi in portafoglio, lavori e servizi che comunque andranno svolti se non si vorrà ulteriormente penalizzare il cittadino (e contribuente) del territorio di Rieti; lavori e servizi che, oltretutto, non è pensabile di togliere a chi li svolgeva per affidarli ad altri senza che ciò sfoci in un contenzioso legale (infatti abbiamo rivendicato, con formale diffida alla Provincia e alla Regione, che qualora il servizio venga affidato ad altro ente quest’ultimo ha l’obbligo (anche morale) di riassorbire il personale che lo svolgeva in precedenza, sia esso un ente, un comune, la regione o un privato).

La Filcams Cgil di Rieti sottolinea per l’ennesima volta che non sta scritto da nessuna parte che questa provincia debba recitare il ruolo di eterna cenerentola nella Regione Lazio, ma invertire la rotta impone alle rappresentanze istituzionali, alle forze politiche e alle rappresentanze sociali la lungimiranza di saper unire gli sforzi e remare dalla stessa parte (a cominciare dalla crisi Risorse Sabine), per far sì che questo territorio abbia nella regione Lazio il ruolo e i servizi che merita e non essere considerato una sorta di colonia di Roma capitale. Se, viceversa, come purtroppo dimostrato dalla vicenda della liquidazione di Risorse Sabine (ma anche nel caso di altre vicende), le crisi si affrontano chiudendo il confronto e l’ascolto, allora finisce che questo territorio resterà per la Regione Lazio una sorta di colonia (invece che una preziosa risorsa) e allora avrebbe pienamente ragione chi da tempo guarda al futuro proprio e dei propri figli nelle regioni limitrofe, chi verso l’Umbria (vedere come sono gestite lì le vie turistiche e religiose), chi verso le Marche, chi verso l’Abruzzo.

In attesa che si abbia il coraggio e la lungimiranza di riaprire un confronto nel segno della concretezza (e ricordiamo che nelle tante riunioni presso l’assessorato del Lavoro della Regione Lazio le soluzioni e le risorse erano state trovate ed assicurate (perché e dove sono finite?), salvo poi la clamorosa e improvvisa marcia indietro che ha portato alla delibera di Liquidazione), ribadiamo i punti cardine a cui occorre dare soluzione: 1) dare continuità ai servizi svolti fino al momento della Liquidazione nell’interesse dei cittadini e del territorio; 2) dare continuità all’impiego dei lavoratori di Risorse Sabine negli enti o società (qualunque esse siano) alle quali quei servizi sono stati o verranno affidati a seguito del riordino delle competenze.

La Filcams Cgil si augura che le Istituzioni interessate, in primis la Provincia, invertano la tendenza sin qui seguita secondo la quale i tagli (spending review) sono a senso unico, sempre sui più deboli, sempre sul lavoro e sempre sui servizi al cittadino, mai sugli sprechi, sui privilegi e sulle cattive gestioni (che in Provincia non paiono mancare e che meriterebbero, essi sì, una qualche review).

p. Filcams Cgil Rieti
Enrico Turchi

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