Nel pomeriggio di ieri i militanti di Area Rieti hanno volantinato a Piazza Cavour e via Roma, per ricordare le stragi di Parigi e Bruxelles, e gli stupri di Colonia, drammi che hanno insanguinato in questi giorni il cuore dell’Europa.
“La Vostra integrazione è la nostra distruzione” recitavano lo striscione ed i volantini distribuiti: se da una parte qualcuno vuole inneggiare alla guerra di religione, scaricando le responsabilità delle stragi unicamente sull’aggressione islamista,Area Rieti risponde che quanto sta avvenendo è il frutto delle politiche scellerate delle oligarchie finanziarie europee ed occidentali Per logiche di mercato si sono aperti i nostri confini ad un’invasione migratoria di proporzioni bibliche, mascherandola dietro la solidarietà. Si è raccontato che chi arriva sui barconi lo fa per fuggire dalle guerre (nella gran parte provocate dalle multinazionali) ma nella realtà la gran parte dei disperati che arrivano sono giovani che arrivano in Europa attratti dalla speranza di ricchezza e lavoro facile.
Manovalanza a basso prezzo e priva di coscienza sociale,utile alle stesse multinazionali che insaguinano i loro paesi di provenienza, e che oggi vogliono cancellare i diritti dei lavoratori europei. Giovani che si ritrovano a vivere prima l’illusione dell’assistenza totale, per poi ritrovarsi nella disperazione delle periferie delle metropoli europee. Uomini e donne che parlano lingue differenti, che rifiutano usi e costumi dei paesi che li ospitano, che imparano a sfruttare la debolezza buonista di governi inetti, emarginati che guardano alle luci scintillanti di un occidente in declino, ed imparano ad odiarlo.
Che la gran parte di loro, molto spesso le seconde generazioni, nate in Europa ma mai integrati, trovino nell’ideologia di un radicalismo religioso la propria identità, è una conclusione quasi inevitabile. Mentre gli scienziati della sociologia occidentale immaginano di trasformare marocchini,algerini, nigeriani nei nuovi europei, cancellando radici e storia di interi popoli, loro trovano forza nel sangue, e cercano di imporre la loro cultura ad un mondo degradato. L’Europa, oramai dimentica della propria storia, risponde con gessetti colorati e inutili marce, contrapponendo alla forza primordiale dell’identità la debolezza di un società edonistica ed egoistica, priva di spina dorsale. Mentre i giovani europei fanno i pagliacci nei gay pride, i giovani africani si fanno saltare per imporre la legge islamica.
Combattere l’islamizzazione dell’Europa non significa imporre con le bombe la democrazia liberale ai popoli, ne cancellare la nostra cultura in nome di una falsa integrazione, ma rivendicare con forza l’identità più profonda dei nostri popoli. A chi vuole costruire minareti nelle nostre città non si può rispondere togliendo i crocifissi, ma recuperando le proprie radici.






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